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Decreto Aiuti bis in Senato, tutti gli aiuti: a chi spettano

Entro il 25 settembre il governo guidato da Mario Draghi vuole chiudere sul decreto Aiuti bis. Vediamo nel dettaglio tutte le novità sugli emendamenti in campo

di Valerio Pisaniello

Settembre 2022

Le elezioni sono imminenti e il governo dimissionario di Mario Draghi si affretta a chiudere sul decreto Aiuti bis.

Palazzo Chigi, quindi, è pronto ad accelerare sul nuovo dl per fronteggiare la corsa dei prezzi e i rincari delle bollette, con nuovi aiuti per famiglie e imprese. (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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INDICE

Decreto Aiuti bis: le mosse di Draghi

Si spinge per approvare il nuovo provvedimento già giovedì, anche se il Mef, vorrebbe un supplemento di tempo, «anche per dare la possibilità alla Ragioneria di Stato di verificare nel dettaglio le entrate» che andranno impiegate per il nuovo decreto.

Se dovesse prevalere la “voce” dei tecnici del Tesoro, il nuovo provvedimento verrebbe approvato a metà settembre, anche se la volontà di Palazzo Chigi resta quella di “fare in fretta”, come ribadito dallo stesso presidente del Consiglio durante il Cdm della scorsa settimana, anche per dare un segnale a famiglie e imprese. Ma intanto c’è ancora da portare “a termine” in Senato il lavoro sul decreto agostano.

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Decreto Aiuti bis: i contenuti

Il dl con gli aiuti di agosto è  infatti arriva in Senato. Dopo la pausa estiva, e nonostante la campagna elettorale, tornano a riunirsi le Camere. L’occasione è la conversione del decreto Aiuti bis, cioè le misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali, resosi necessario a causa del costante aumento dei prezzi del gas e dell’energia elettrica

Decreto Aiuti bis:  le coperture

C’è il problema delle coperture: con il boom dei prezzi le misure anti rincari costeranno forse molto più del previsto. Una grana finanziaria che, se non risolta, esploderà nelle mani del futuro esecutivo. I circa 15 miliardi previsti per finanziare il provvedimento di inizio agosto non bastano. Il Servizio bilancio del Senato, nella nota di lettura del decreto, richiama più volte il Tesoro. Per l’intervento più costoso, il credito di imposta energia e gas per le aziende, sono stati stanziati 3,3 miliardi ma ne servono almeno il doppio.

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Decreto Aiuti bis: i tempi

Le commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato la scorsa settimana hanno in ogni caso avviato l’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 115/2022 (decreto Aiuti bis) recante “Misure urgenti in materia di energia, emergenza idrica, politiche sociali e industriali”. Il parlamento ha 60 giorni dalla pubblicazione in legge del decreto per convertirlo in legge, sempre con modifiche rispetto al testo predisposto dal governo. 

Decreto Aiuti bis: i dettagli 

Questi, nel dettaglio, i principali interventi programmati. Il decreto prevede interventi a favore di famiglie e imprese. Nello specifico, contro i rincari delle bollette e dei carburanti il provvedimento stanzia ben 8,4 miliardi prorogando gli sconti previsti dai precedenti decreti che stanno per scadere. Per le imprese c’è il ritorno del credito d’imposta. Su il taglio (al 2%) del cuneo fiscale per redditi fino a 35mila euro e arriva la rivalutazione delle pensioni.

Sul fronte extraprofitti il testo finale del dl Aiuti bis prevede che le aziende tenute a pagare la tassa, una volta decorsi i termini del 31 agosto, per l’acconto, e del 15 dicembre 2022, per il saldo, senza che i versamenti siano stati effettuati in tutto o in parte, non possono più godere delle disposizioni in materia di ravvedimento operoso. I medesimi soggetti non potranno inoltre beneficiare della riduzione della metà della sanzione se pagano con un ritardo non superiore a 90 giorni. Inoltre, decorse le due scadenze, la sanzione prevista si applica nella misura del sessanta per cento.

C’è un bonus di 200 euro per altri 300 mila lavoratori, compresi dottorandi ed assegnisti di ricerca finora rimasti fuori dal perimetro degli ultimi aiuti. Il bonus va a chi non lo ha percepito poiché coperto da contributi figurativi Inps (circa 40 mila persone), ai pensionati con decorrenza entro il primo luglio (50 mila persone) e ai collaboratori sportivi gravemente colpiti dalle crisi pandemica ed energetica (195mila), la norma aggiunge dottorandi e assegnisti di ricerca con contratti attivi e iscritti alla Gestione separata (circa 56 mila).

Per i servizi di trasporto pubblico locale c’è un nuovo fondo per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi carburanti e dei prodotti energetici. Il fondo ha una dotazione di 40 milioni per il 2022.

Si prevede il riconoscimento di un contributo per l’incremento di costo, al netto dell’Iva, sostenuto nel secondo semestre 2022 (rispetto al 2021), per l’acquisto del carburante per i mezzi destinati al trasporto pubblico locale e regionale su strada, lacuale, marittimo o ferroviario, con obbligo di servizio pubblico.

Aumenta a 600 euro (prima era 516,46 euro) il tetto massimo esentasse del welfare aziendale, in cui vengono fatti rientrare i rimborsi delle bollette.

Decreto Aiuti bis: i destinatari
Decreto Aiuti bis: i destinatari

Decreto Aiuti bis: le novità

Di seguito alcuni emendamenti considerati “superprioritari”.

Il personale docente

Si va verso una modifica della figura del docente esperto prevista dal decreto aiuti bis.

In base ad un emendamento presentato da Leu e inserito tra i “superprioritari”, “i docenti di ruolo maturano il diritto ad un assegno ad personam a seguito di valutazione positiva delle attività di formazione svolte coerenti con l’attività svolta, al riconoscimento delle competenze maturate nell’ambito degli sviluppi di valorizzazione professionale, anche in relazione a quanto previsto dall’art. 24 del CCNL 2006-2009″.

Scompare rispetto al decreto il riferimento agli importi dell’una tantum da corrispondere agli insegnanti. “Gli importi e i criteri relativi all’assegnazione dell’assegno – si legge nell’emendamento – sono rimessi alla contrattazione collettiva”.

Lo smart working

Arriva la proroga fino al 31 dicembre 2022 dello smart working per i lavoratori fragili e per dipendenti privati genitori di almeno un figlio minore di 14 anni. Lo prevedono due emendamenti a firma Pd e Ipf contenuti nel fascicolo di emendamenti al decreto Aiuti bis su cui è atteso in giornata il voto delle commissioni congiunte Bilancio e Finanze del Senato.

La possibilità di lavoro agile, senza accordi individuali, per queste due categorie è già scaduta il 31 luglio. Nell’emendamento del Pd si stimano oneri per 7,5 milioni di euro per il 2022, da coprire attraverso il Fondo sociale per l’occupazione e la formazione del Ministero del lavoro.

Gli emendamenti (uno dei quali è inserito tra i “superprioritari”) sono comunque all’esame del Mef. E avendo dei costi, sono a rischio. Dopo il via libera dell’Aula, il testo deve passare all’esame della Camera per essere convertito in legge.

Attenzione però. Il lavoratore ha il diritto di ottenere lo smart working, ma la norma non stabilisce quanto smart working.

Alcune aziende lo interpretano al 100 per cento. Altre applicano la quota prevista da intese aziendali. In mancanza di intese di questo tipo l’azienda è obbligata solo a riconoscere lo smart working, nelle percentuali che deciderà.

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