Decreto ingiuntivo: è sempre meglio fare opposizione

Decreto ingiuntivo: è sempre meglio fare opposizione anche per rallentare e di diversi mesi una eventuale procedura di pignoramento dei beni. Cos'è il decreto ingiuntivo, come funziona, come opporsi, come chiedere la sospensione dell'azione esecutiva. I tempi, i modi, come difendersi.

4' di lettura

Il decreto ingiuntivo è il provvedimento che in genere anticipa il pignoramento, di un conto corrente, di uno stipendio o una vettura. Il creditore lo ottiene con una certa facilità, basta presentare un ricorso e allegare la prova scritta del credito.

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Siamo ancora in una fase sommaria del procedimento. Infatti il giudice emana il decreto solo sulla base di prove documentali che sono state consegnate dal creditore. Non c’è stato dunque nessun confronto con il debitore.

Per il debitore l’arrivo di un decreto ingiuntivo è dunque l’annuncio di una procedura molto più insidiosa. In questo articolo vedremo quando e come conviene opporsi. Ovvero, quali potrebbero essere i vantaggi per il debitore.

Il decreto ingiuntivo e l’azione esecutiva

Con la consegna al creditore del decreto ingiuntivo viene intimato al debitore di saldare i suoi conti. Che possono essere di poche centinaia di euro o molto più consistenti.

Al creditore questo passaggio serve per avviare l’azione esecutiva.

Azione esecutiva che potrebbe partire nonostante l’opposizione del debitore che però potrebbe a sua volta chiedere la sospensione della provvisoria esecutività del decreto. Ma solo (come recita l’articolo 649 del Codice di procedura civile), se non ci siano più i motivi che avevano giustificato l’emissione del decreto ingiuntivo.

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I 40 giorni per l’opposizione

Il decreto ingiuntivo diventa esecutivo solo se il debitore, entro 40 giorni (in alcuni casi se il magistrato ritiene sussistano giusti motivi, può anche abbreviare il termine a 10 giorni), non presenta opposizione.

Decreto ingiuntivo: opposizione oltre i termini (molto rischiosa)

L’opposizione a volte può essere proposta anche dopo i termini previsti dalla legge. Na solo in questi casi:

  • per irregolarità nella notifica del decreto ingiuntivo;
  • caso fortuito;
  • forza maggiore.

L’opposizione oltre i termini deve essere comunque motivata in modo ineccepibile.

Decreto ingiuntivo: se non si presenta opposizione

Se il debitore ignora il provvedimento, ossia non presenta opposizione, consente al creditore di pignorare il conto corrente, la pensione o lo stipendio del debitore.

E questa è la ragione principale che impone al debitore di presentare opposizione quando riceve un decreto ingiuntivo.

I 40 giorni di tempo per presentare opposizione al decreto ingiuntivo iniziano da quando l’atto giudiziario viene consegnato al debitore.

Per opporsi al decreto ingiuntivo bisogna inviare un atto di citazione al creditore.

Decreto ingiuntivo: guadagnare tempo

L’opposizione al decreto ingiuntivo consente al debitore di guadagnare un po’ di tempo, e in questo modo di ritardare gli effetti di un possibile pignoramento dei beni.

Quanto tempo? Non poco.

Tra l’invio della citazione (l’atto che si oppone al decreto ingiuntivo) e la prima udienza fissata da un giudice, non possono infatti trascorrere meno di 90 giorni.

Decreto ingiuntivo: tentativo di accordo

Questo tempo recuperato potrebbe essere utile al creditore. Soprattutto per cercare di risolvere per via non giudiziaria la questione con il suo creditore. Un accordo che sia soddisfacente per entrambe le parti senza dover affrontare una lunga battaglia a colpi di carte bollate.

Operazione possibile quando il debito non è eccessivo (magari per questioni condominiali). Ma che può essere utile anche nel caso si tratti di una banca o una finanziaria: una composizione pacifica di un contenzioso è comunque una soluzione sempre preferibile a un procedimento giudiziario.

Decreto ingiuntivo: quando serve a difendere le proprie ragioni

Ma può anche capitare che il debitore abbia dei buoni motivi per non pagare il presunto creditore. E in questo caso l’opposizione è indispensabile, non solo per guadagnare tempo, ma anche per far capire alla controparte che le sue ragioni sono illegittime. E che comunque c’è tutta l’intenzione di contrastare in ogni modo possibile il tentativo del creditore di arrivare a un pignoramento dei beni.

In particolare se le pretese del creditore sono basate su contratti nulli, clausole ambigue e così via.

In questo caso l’opposizione è molto più di un espediente giuridico per guadagnare tempo.

Potrebbe infatti consentire al presunto debitore di ottenere non solo la revoca del decreto, ma anche la cancellazione di un debito che era evidentemente illegittimo.

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