Decreto Libera Italia, pronta la bozza: Scia, scuola, appalti. Cosa ha in mente Conte?

Si tratta del documento dal quale partirà il rilancio italiano.



2' di lettura

Pronto il decreto Libera Italia, sul quale dovrebbe poggiare il rilancio del Bel Paese dopo l’emergenza Coronavirus, anche ribattezzato da Conte decreto semplificazione: delle cesoie per intervenire sulla burocrazia nella quale sono impantanati tanti settori italiani, come la giustizia, l’economia, la scuola. Entro fine settimana il decreto Libera Italia potrebbe già essere sottoposto al Consiglio dei Ministri.

Tiscali.it, che anticipa il contenuto della bozza, spiega che il documento potrebbe essere meno efficace rispetto alle premesse. Si tratta di 75 pagine e 68 articoli e arriva dopo il Dl Rilancio e il Cura Italia. Affronta disposizioni in materia di semplificazione, dedicato a cittadini e imprese oltre che all’assegnazione degli appalti pubblici e alla digitalizzazione.

Un ampio capitolo è dedicato alle imprese agricole e alla omologazione delle macchine utilizzate nell’attività.

Decreto Libera Italia: cosa non funziona?

Non ci sarà uno sfoltimento delle norme, che oggi in Italia sono 187mila, e resterà pressoché intatto il contestato codice degli appalti. Nel Decreto Libera Italia resistono l’abuso d’ufficio e il danno erariale. Nessuna revisione così come invocato da numerosi amministratori. Ultimo il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che ha profetizzato anni di processi legati all’amministrazione del rilancio post-coronavirus, soprattutto in relazione ai fondi da gestire. Conte aveva promesso di rivederlo, qualcosa è cambiato durante gli Stati Generali.

Da capire come verrà modificato il silenzio assenso che regola il rapporto fra privati e amministrazioni. Da un lato, il termine dei trenta giorni, dovrebbe dare una spinta agli uffici degli enti per risolvere le pratiche in tempi utili, dall’altro nel decreto Libera Italia viene fatto riferimento a norme per tutelare le amministrazioni proprio sulla questione. Bisognerà capire quali dei due aspetti sarà prevalente.

Resta intatta la Scia. Per la scuola?

Negli articoli si fa riferimento alla la possibilità di stipulare convenzioni, su proposta dei ministri, sentita la Conferenza Stato-regioni, per attivare percorsi sperimentali di semplificazione amministrativa anche in deroga”. La Scia, permesso di tanti imprenditori e artigiani, resterà valida.

Nel decreto Libera Italia si fa riferimento alla scuola e alla necessità di acquisire nuovo patrimonio edilizio: un passaggio necessario per far rispettare le norme che probabilmente scatteranno a settembre. Incluse quelle relative al rispetto della distanza, che in molte scuole difficilmente potrebbero essere attuate senza nuovi spazi a disposizione.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!