Decreto ristoro: tutti i bonus e i contributi. La bozza

Ecco bonus e agevolazioni previste dal Decreto ristoro per attività danneggiate dal Coronavirus, lavoratori e famiglie colpite dalla crisi della pandemia e dal lockdown.

7' di lettura

Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha presentato la bozza del Decreto ristoro. Un insieme di bonus, agevolazioni fiscali e piani finanziari per rilanciare le categorie più colpite della crisi. Nel documento si fa riferimento a ristori fino al 400%, calcolati sul fondo perduto già erogato per il Decreto rilancio, e stabiliti a seconda del tipo di attività (probabilmente verrà preso come riferimento il Codice Ateco) (Dal link di seguito “Decreto Ristoro”, puoi scaricare la bozza del documento)

E’ previsto un fondo dedicato alla cultura superiore ai 400 milioni di euro, dei voucher per chi non potrà usufruire dei biglietti per spettacoli dal vivo rinviati a causa del Covid-19, delle indennità da 1000 euro per gli stagionali del turismo e di altri settori, incentivi per guide e agenzie di viaggio, oltre a una sospensione della seconda rata Imu per molte attività produttive e lo stop delle procedure esecutive per il pignoramento immobiliare.

Nel nuovo decreto sono previste anche altre sei settimane di cassa integrazione (Cig), con contributi parametrati in base al fatturato per i datori di lavoro, e il blocco dei licenziamenti fino a fine anno (31 dicembre 2020).

I provvedimenti della bozza, approvata dal Consiglio dei Ministri, potrebbero subire ulteriori limature o integrazioni prima di essere inseriti nella Gazzetta Ufficiale.

Indice:

 

Il decreto ristoro in breve

Misure previste nel Decreto Ristoro
Bonus 1000 euro per lavoratori stagionali e assimilati, venditori porta a porta e dello spettacolo, prestatori d’opera
Reddito di emergenza nuova rata
Voucher per spettacoli cancellati
500 milioni per turismo e fondo emergenza cultura
Cancellata seconda rata Imu
Stop pignoramenti fino a dicembre
Credito di imposta per fitti negozi esteso fino a fine 2020
Ristori da 100% a 400% del fondo perduto calcolato su quanto erogato nel Decreto Rilancio
Altre 6 settimane di cassa integrazione con specifiche indicazioni per i datori di lavoro
Blocco dei licenziamenti fino a fine anno (31 dicembre 2020)
Cento milioni a sostegno del settore agricolo annunciati da Conte

Bonus 1000 euro

Nel decreto ristoro ci sarà un bonus da 1000 euro per i lavoratori stagionali del turismo, inclusi quelli con contratto di somministrazione o a tempo determinato, nonché gli stagionali degli altri settori, i lavoratori dello spettacolo, gli intermittenti, i venditori porta a porta e i prestatori d’opera. A confermarlo è stato il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Reddito di emergenza

E’ stata confermata una nuova rata per il reddito di emergenza che spetterà a chi lo ha già ricevuto. Bisognerà capire se, nel testo definitivo, sarà esteso anche a chi non lo ha mai avuto.

Voucher per spettacoli cancellati

Sarà possibile rimborsare con dei voucher i biglietti per gli spettacoli dal vivo bloccati dal Dpcm nel periodo dal 24 ottobre fino al 31 gennaio. Il rimborso è relativo ai biglietti acquistati da 1 al 24 ottobre 2020, non utilizzati all’entrata in vigore del nuovo decreto Conte e non utilizzabili entro il 31 gennaio 2021.

Trenta milioni per test anti-igienici

Trenta milioni di euro serviranno a finanziare il sistema di tracciamento dei casi di coronavirus con l’esecuzione di test antigenici rapidi eseguiti dai medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

Cancellata l’Imu e stop dei pignoramenti

Nella bozza del decreto ristoro è stata confermata la cancellazione della seconda rata dell’Imu per le attività produttive. Una misura provvisoria, che dovrebbe però trovare spazio nel testo definitivo, nonostante la perdita stimata per lo Stato di 115,7 miloni di euro, di cui 19,3 milioni a titolo di Imu quota Stato e 96,4 milioni a titolo di Imu quota comune. Inoltre è previsto uno stop fino al 31 dicembre alle procedure esecutive per il pignoramento immobiliare dell’abitazione principale del debitore.

Il credito d’imposta per gli affitti dei negozi e delle aziende sarà prorogato per altri tre mesi (ottobre, novembre e dicembre).

Nuovo decreto. Quali attività chiudono alle 18. (Foto di Cryptographer per Shutterstock)
Negozio chiuso (Foto di Cryptographer per Shutterstock)

Mezzo miliardo per il turismo

Per il settore turistico, nel decreto ristoro, sono stati stanziati 400 milioni di euro che andranno ad aiutare gli operatori turistici, le agenzie di viaggio, i tour operator, le guide e gli accompagnatori turistici. Altri 100 milioni saranno destinati al Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali: le risorse aggiuntive serviranno a coprire le perdite subite per l’organizzazione di fiere e congressi.

Sei settimane di Cig e stop licenziamenti

Altre sei settimane di Cig (Cassa integrazione) e contributo parametrato in base alle perdite. I datori di lavoro che presentano domanda per la CIG hanno l’obbligo di versare un contributo addizionale calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

L’aliquota contributiva addizionale, differenziata sulla base della riduzione di fatturato registrato nei primi nove mesi del 2020 rispetto al fatturato relativo al corrispondente periodo del 2019, sarà pari al 18% per i datori di lavoro che non hanno avuto riduzione di fatturato; 9%: per una riduzione di fatturato inferiore al 20%.

Nessun contributo addizionale per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20% e per quelli che hanno avviato l’attività di impresa dopo il 1 gennaio 2020 o che operano nei settori interessati dai provvedimenti che dispongono la chiusura delle attività. Nella bozza del Decreto ristoro dovrebbe esserci anche il blocco dei licenziamenti fino a fine anno (31 dicembre 2020).

I ristori attività per attività

Sono inoltre previsti ristori corposi per il settore della somministrazione, con bar, pasticcerie e gelaterie che dovrebbero ricevere il 150% di quanto già avuto a fondo perduto con il decreto Rilancio e i ristoranti che dovrebbero ottenere il 200%.

L’agenzia di stampa Adnkronos fa riferimento al 400% di ristoro per:

  • Discoteche

  • sale da ballo

  • night-club

ristoro al 200%:

  • Catering per eventi, banqueting;

  • attività di proiezione cinematografica;

  • organizzazione di convegni e fiere;

  • gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche;

  • gestione di stadi, gestione di piscine;

  • gestione di impianti sportivi polivalenti, gestione di altri impianti sportivi nca;

  • attività di club sportivi;

  • gestione di palestre;

  • enti e organizzazioni sportive, promozione di eventi sportivi;

  • altre attività sportive nca (non codificata nei codici Ateco);

  • parchi di divertimento e parchi tematici;

  • sale giochi e biliardi;

  • altre attività di intrattenimento e di divertimento nca;

  • servizi di centri per il benessere fisico (esclusi gli stabilimenti termali);

  • stabilimenti termali;

  • organizzazione di feste e cerimonie;

  • gestioni di funicolari,

  • ski-lift e seggiovie se non fanno parte dei sistemi di transito urbano o sub-urbano;

  • noleggio di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli: impianti luce ed audio senza operatore, palchi, stand ed addobbi luminosi; servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento; altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio nca Attività nel campo della recitazione;

  • altre rappresentazioni artistiche; noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli; altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche; altre attività connesse con le lotterie e le scommesse (comprende le sale bingo);

  • attività di organizzazioni che perseguono fini culturali, ricreativi e la coltivazione di hobby, Attività di altre organizzazioni associative nca.

Ristoro 150%:

  • ristorazione con somministrazione;

  • attività di ristorazione connesse alle aziende agricole, ristorazione ambulante; alberghi;

  • villaggi turistici; ostelli della gioventù; rifugi di montagna; colonie marine e montane;

  • affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed and breakfast, residence; attività di alloggio connesse alle aziende agricole; aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte; alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero.

Ristori al 100%:

  • gelaterie e pasticcerie (anche ambulanti);

  • bar e altri esercizi simili senza cucina.

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