Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Bonus e Incentivi » Bonus fiscali » Edilizia » Fisco e tasse / Superbonus 2024: novità e limiti del nuovo decreto

Superbonus 2024: novità e limiti del nuovo decreto

Superbonus 2024 e nuovo decreto: cosa è cambiato dopo il via libera del Consiglio dei Ministri? Ecco novità e limiti aggiornati.

di Carmine Roca

Marzo 2024

In questo approfondimento vi parleremo di Superbonus 2024 e nuovo decreto: ecco novità e limiti aggiornati (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Superbonus 2024 e nuovo decreto: cosa cambierà?

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo decreto per il Superbonus. La novità più importante è la totale eliminazione degli sconti in fattura e cessione del credito.

Con l’ultimo decreto sul Superbonus, il governo Meloni ha voluto tagliare definitivamente i ponti con il passato. Il provvedimento, emesso dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti non era all’ordine del giorno, ma è stato presentato nel corso della riunione con l’obiettivo di tenere sotto controllo i costi.

In seguito agli ultimi studi effettuati è emerso che il credito edilizio al 110% potrebbe impattare più del previsto sul deficit 2023, con uno sforamento di 10 miliardi di euro.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Superbonus 2024 e nuovo decreto: sconto in fattura e cessione del credito

In teoria, già dal 17 febbraio 2023, il governo Meloni ha dato una sforbiciata imponente al Superbonus, salvaguardando lo sconto in fattura e la cessione del credito soltanto per alcune tipologie di interventi, come l’eliminazione delle barriere architettoniche o i lavori sostenuti per il recupero di edifici in aree sismiche.

Anche per queste tipologie di interventi non sarà più possibile usufruire di sconti in fattura e cessioni del credito. L’unica possibilità per godere dell’agevolazione è attraverso le detrazioni fiscali.

Tramite lo sconto in fattura e la cessione del credito con il Superbonus, lo Stato ha permesso la detrazione dalle tasse di una quota della spesa dei lavori effettuati cedendo il credito alle banche in cambio di denaro, oppure alle imprese addette ai lavori in cambio di uno sconto in fattura.

Superbonus 2024 e nuovo decreto: remissione in bonis

L’altra novità inserita nell’ultimo decreto sul Superbonus riguarda la remissione in bonis, che fino al 15 ottobre 2024 avrebbe permesso di correggere tutte le comunicazioni presentate, pagando soltanto una sanzione minima.

Con il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto, la data ultima per la presentazione della documentazione per la remissione in bonis è stata fissata al 4 aprile 2024 (quasi 6 mesi in anticipo rispetto alla data originaria).

Entro questa data sarà consentito acquisire le cessioni stipulate e le opzioni esercitate.

Per quanto riguarda i crediti edilizi vantati da chi ha debiti con l’Erario, questi saranno sospesi fino a quando non sarà estinta la passività.

Superbonus: cenni storici

Il Superbonus 110% fu introdotto il 19 maggio 2020 dall’allora governo Conte II per incentivare l’edilizia attraverso meccanismi di agevolazione, detrazioni e rimborsi, con l’obiettivo di ammodernare costruzioni e infrastrutture migliorando la loro efficienza energetica, sollevando il settore edile in crisi soprattutto durante i mesi del Covid.

Già il governo Draghi criticò aspramente la misura, bocciata nel giugno 2022 dalla Corte dei Conti a causa degli effetti distorsivi sul libero mercato.

Con la legge numero 6 del 2023, il Superbonus 110% si è trasformato nel Superbonus 90%: il contributo spetta in relazione alle spese agevolate entro un limite di spesa di 96.000 euro. Per il 2024, infine, il Superbonus è stato ulteriormente tagliato fino al 70%.

Superbonus 2024 e nuovo decreto: le dichiarazioni di Giorgetti

In seguito all’approvazione delle modifiche sul Superbonus con l’ultimo decreto, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti si è detto soddisfatto, affermando che “queste misure sono tese a chiudere l’eccessiva generosità di una misura che ha creato gravi problemi alla finanza pubblica”.

Sempre Giorgetti ha sottolineato che le spese per il Superbonus hanno raggiunto livelli altissimi, che influiranno sulle finanze dello Stato per i prossimi anni: “Gli effetti potremo contabilizzarli tra pochi giorni quando si chiuderà la finestra per il caricamento dei lavori e delle fatture eseguite entro il 31 dicembre 2023, ha concluso Giorgetti.

Superbonus 2024 e nuovo decreto
Superbonus 2024 e nuovo decreto: in foto un’abitazione durante una ristrutturazione.

Faq sul Superbonus

Quali lavori sono coperti dal Superbonus?

Il Superbonus copre una varietà di lavori, tra cui l’isolamento termico, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, l’installazione di impianti solari fotovoltaici e gli interventi antisismici. La lista completa è disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Chi può beneficiare del Superbonus?

Possono beneficiare del Superbonus i proprietari di immobili, i condomini, le Istituzioni Autonome Case Popolari (IACP), le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, le ONLUS, e altri soggetti specificati dalla normativa.

Il Superbonus è cumulabile con altri incentivi?

, il Superbonus può essere cumulato con altri incentivi fiscali per la riqualificazione degli immobili, a condizione che non si utilizzino le due agevolazioni per lo stesso intervento edilizio.

Come posso accedere al Superbonus?

Per accedere al Superbonus, è necessario rispettare i requisiti specifici stabiliti dalla legge, effettuare i lavori ammissibili e seguire le procedure previste per la documentazione e la comunicazione delle spese all’Agenzia delle Entrate.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’edilizia e sulle agevolazioni sulla casa:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp