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Della Pia pestato dalla polizia, il gip archivia il caso

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E’ stata archiviata l’inchiesta sul presunto pestaggio subito dall’esponente irpino di Potere al Popolo, Tony Della Pia, da parte di un poliziotto della questura di Salerno, assistito dall’avvocato Ennio Napolillo.

La vicenda risale al febbraio del 2018. A Fisciano un furgone viene fermato da una pattuglia della polizia. A bordo Della Pia e un’altra persona. La procura ha chiesto l’archiviazione. Della Pia si è opposto. Ieri l’udienza davanti al gip del tribunale di Nocera Inferiore che – come detto – ha confermato la chiusura del caso.

Le indagini si sono puntate tutte sull’accertamento di quello che accadde nei minuti successivi all’alt imposto dalle forze dell’ordine. Della Pia ha dichiarato di essere stato aggredito e selvaggiamente pestato (riportò un occhio nero e la caduta di un dente). La questura di Salerno ha sostenuto una tesi del tutto diversa.

Questi i fatti, per come sono stati ricostruiti dagli inquirenti e successivamente valutati dal giudice per le indagini preliminari.

Quel sette febbraio, alla centrale operativa della polizia arriva una segnalazione. A telefono Diego Imparato, che dichiara di aver visto e inseguito un furgone che gli è stato rubato nei giorni precedenti. Due volanti si recano sul posto e bloccano il veicolo sospetto. Gli agenti estraggono la pistola. Non la puntano contro le due persone che sono sul furgone, ma la impugnano per la possibile situazione di pericolo. Della Pia non accenna a scendere dal furgone. Si piega leggermente verso il basso, il poliziotto ritiene stia prendendo qualcosa o tentando la fuga mettendo in moto l’automezzo. Per questo motivo afferra l’esponente di Potere al Popolo per un braccio e lo trascina fuori dall’abitacolo. I due cadono rovinosamente sull’asfalto. Della Pia viene fermato dopo una breve colluttazione con altri agenti. Riporta – lo conferma il referto medico -, “contusione con ecchimosi all’occhio destro, riferita avulsione traumatica del secondo molare dell’arcata superiore a sinistra”. Giudicato guaribile in cinque giorni.

Anche l’agente si fa refertare: “Tumefazione e dolore a mano destra con escoriazioni sul dorso, dolore alla contrazione dei muscoli ventrali dell’avambraccio destro”. Prognosi: dieci giorni.

Nella denuncia presentata da Tony Della Pia il 16 febbraio i fatti sono stati riportati in questo modo: l’irpino era a bordo del furgone e si fermava dopo aver sentito le sirene delle auto della polizia. Uno degli agenti avrebbe puntato la pistola verso l’abitacolo. Gli hanno chiesto di chi era il furgone. E alla risposta, “è mio”, uno degli agenti ha detto, rivolgendosi ad un collega: “Tira stu piezzo e merd’ a loco dint’”. Veniva prelevato con la forza e gettato sull’asfalto, dove batteva violentemente la testa. Subito dopo iniziava un pestaggio con calci e pugni. Della Pia avrebbe implorato gli agenti di smettere. L’aggressione durava circa dieci minuti.

Una versione del tutto in contrasto con quella formulata dalla polizia.

Il piemme ha chiesto l’archiviazione per due motivi. Nonostante le perizie non sono stati acquisiti elementi sufficienti per accertare le cause delle lesioni al dente e al volto. E in ogni caso il rifiuto di Della Pia di scendere dal veicolo e il gesto di abbassarsi, che lasciava intendere l’intenzione di fuggire o di prendere un oggetto, avrebbe costretto gli agenti ad agire per una possibile situazione di pericolo.

Nell’opporsi all’archiviazione, Della Pia ha evidenziato l’incompletezza delle indagini e l’errata valutazione delle ferite riportate.

Il giudice per le indagini preliminari non ha rilevato prove concrete dell’avvenuto pestaggio. Le conseguenze fisiche riportate dall’esponente irpino di Potere al Popolo, sono conseguenza diretta e non voluta, in quei momenti concitati, dell’azione degli agenti impegnati al controllo di un furgone che si supponeva rubato.

In un post su Facebook così Della Pia ha commentato la decisione del giudice di archiviare il caso: “Gli agenti hanno falsificato totalmente i fatti, descrivendomi, come un soggetto temibile vista la mia rilevante mole fisica. Tra l’altro ho scoperto di nutrire una sorte di “odio verso le forze dell’ordine”, e sempre secondo i poliziotti avrei sulla pelle una serie di “precedenti penali” paragonabili alla vicenda in questione. Vengo da una lunga militanza politica, durante la quale ho organizzato, gestito, condiviso, centinaia di manifestazioni, picchettaggi, scioperi, siti – in, svolti per difendere lavoratori in lotta, a tutela dell’ambiente, contro la criminalità organizzata e ogni forma di fascismo. E’ vero, ma mai è avvenuto che avessi una reazione fisica o verbale contro chi era chiamato a gestire l’ordine pubblico, tutt’altro. Almeno nella mia provincia, c’è stato sempre un clima di collaborazione. Non temo smentite. Quel giorno ho subito una violenza fisica e psicologica, oggi subisco una violenza morale perché diffamato e chi diffama e dice bugie giurando sulla costituzione fa male alla democrazia”.

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