Avellino al voto. D’Ercole: l’occasione del centrodestra. Ma…

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“Questa è una grande occasione per il centrodestra ad Avellino, un po’ come nel 1995, quando con Stefano Sorvino abbiamo sfiorato la vittoria al primo turno delle amministrative. Ma…” E in quel ma ci sono tutti i dubbi di Giovanni D’Ercole, presidente dell’associazione Viva Avellino. I dubbi, ma anche le speranze. Una fra tutte: l’unione solida, condivisa e senza personalismi di un’area politica che nel resto del Paese è maggioritaria.

Anche questa volta, come sempre da anni, circola il suo nome tra i possibili candidati a sindaco di Avellino…

“Ho già verificato sulla mia pelle – risponde D’Ercole – quanto sia umiliante e faticoso stare lì ad aspettare con il cappello in mano. Lo dico in modo chiaro: se c’è qualcuno migliore di me, tutto bene. Candidatelo e lo sosterrò. Ma se non c’è: cosa ho fatto di male? Per quale motivo non sperimentare? Ogni volta c’è il killer di turno che si oppone. Comunque sia, seppure non dovessi essere il candidato sindaco, parteciperò alle elezioni per il consiglio comunale. Ma è importante e preliminare soprattutto una cosa…”

L‘otto marzo lancerò l’appello all’unità

Quella cosa è il “ma” che nasconde dei dubbi…

“Che il centrodestra superi questa fase di incomprensibile mutismo. Nessuno parla con l’altro. In questi mesi assicuro il mio impegno per far sì che si inneschi una discussione profonda e proficua tra tutte le componenti di area. Inizierò già l’otto marzo”.

Cosa accade l’otto marzo?

“Nella sala Grasso della Provincia, Fabrizio Tatarella presenterà il libro su suo zio “Pinuccio Tatarella. Passione e intelligenza al servizio dell’Italia”. Per chi non lo sapesse Tatarella ha inventato il concetto di centrodestra. Ha compreso che c’è un blocco sociale ed elettorale in Italia che non ha mai votato e mai voterà per la sinistra. Un blocco che è maggioritario e si è quasi sempre affermato alle elezioni. Ma per vincere, il centrodestra deve essere compatto, portare come valore aggiunto l’unità. In quella sede lo ricorderò agli attori del centrodestra irpino. Per vincere bisogna dialogare, confrontarsi e presentarsi insieme di fronte agli elettori”.

E se il suo appello cadesse nel vuoto?

“Non mi rassegno. Proporrò un incontro pubblico, in piena trasparenza e nel rispetto dei cittadini, tra tutte le componenti del centrodestra avellinese, non solo partiti, ma anche liste d’area. In questi mesi farò di tutto affinché si arrivi ad una intesa per la città”.

Centrodestra contro De MIta e Mancino
Nicola Mancino e Ciriaco De Mita

Il coraggio di dire no allo strapotere di De Mita e Mancino

La grande occasione era capitata ai 5Stelle…

“Sì, e l’hanno sprecata. Si sono misurati con una gestione solipsistica del governo. Ed è andata come sapete. Oltretutto vorrei ricordare a tutti, e anche al Movimento 5Stelle, che il centrodestra ad Avellino è stato sempre all’opposizione. Una opposizione vera, che in passato ha contrastato i De Mita e i Mancino quando erano all’apice e rappresentavano davvero il potere profondo. Noi e i nostri genitori lo abbiamo fatto con coraggio, sapendo bene che non avremmo ricevuto le ricche prebende elargite ai professionisti e alla società civile, che negli anni d’oro ha allegramente banchettato con quel mondo. Questa nostra storia di coraggio, determinazione e coerenza merita di essere presa in considerazione”.

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Oltretutto – ci sembra – in questa tornata elettorale il centrodestra può contare sulla spinta della Lega…

“E’ così. La Lega è trainante e aggregante. Ma bisogna mettere da parte i personalismi, proporre la scelta migliore per riuscire – laddove dovessimo vincere – a dar prova di essere diversi e capaci”.

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Gianluca Festa e il centrodestra avellino
Gianluca Festa

Il Pd tra Pizza e Festa

Il centrosinistra sembra diviso in mille rivoli…

“Così appare. Ma c’è anche il rischio che presentino un candidato ufficioso e uno ufficiale…”

Perché è un rischio?

“Se alle ultime amministrative piuttosto che puntare sull’armata pro Pizza, si fosse candidato anche Gianluca Festa, forse i due sarebbero andati al ballottaggio. E ora racconteremmo un’altra storia”.

Tribunale di Avellino, la soluzione del centrodestra
Tribunale di Avellino

Una soluzione per il tribunale

Sulle prossime amministrative incombono due temi centrali per il futuro della città. Uno è il tribunale, che cade a pezzi…

“Certo. Da consigliere comunale ho proposto una soluzione senza spese che ci avrebbe consegnato una nuova cittadella giudiziaria. Sempre nell’area attuale del tribunale e con la partecipazione di un privato. Il comune ha diritti edificatori per oltre dodici milioni, c’è poi lo stanziamento di 5 milioni del ministero per i lavori di ristrutturazione del palazzo di giustizia, e un eventuale progetto di finanza con un privato che in cambio della realizzazione dell’edificio potrà gestire piani di parcheggio sotto la struttura. Sarebbe la soluzione del problema….”

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Inquinamento la soluzione del centrodestra
La Valle del Sabato

Agire subito per la questione inquinamento

L’altra questione è l’inquinamento, la soluzione non può essere il blocco totale del traffico…

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“No, anche perché non è quella la causa dell’elevata percentuale di polveri sottili nell’aria. Bisogna fare i conti con l’orografia della città, costruita in una conca che provoca il ristagno dell’aria. E poi con gli impianti industriali, che hanno emissioni nella norma, ma provocano, per le ragioni che abbiamo detto, una inevitabile e dannoso accumulo di fumi. Senza dimenticare la bruciatura delle stoppie, questione da non sottovalutare: molti contadini danno fuoco insieme ai residui agricoli anche a contenitori di diserbanti, con effetti facilmente immaginabili. Bisognerebbe mettere in mora Arpac e Asl, devono dirci da dove arrivano queste emissioni. Individuare aree e aziende e con l’Asi facilitare un percorso di riconversione”.

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