Detrazioni fiscali a rischio e pace fiscale spiegati facile

Possibile la pace fiscale entro fine anno. Ecco la ricetta Meloni sul fisco.

8' di lettura

Profumo di pace fiscale nell’aria. Il tema fisco è stato un cavallo di battaglia per il centro-destra in campagna elettorale. Il governo Meloni ragiona su fisco, bonus e tasse. Vediamo più nel dettaglio (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Pace fiscale, detrazioni e flat tax. Le prime mosse del governo Meloni

In tema di fisco, il governo sembra voler incidere nettamente sulla leva della progressività, dopo le indiscrezioni sulle modifiche al superbonus ridotto al 90% e riaperto alle uni-familiari prime case solo sotto una certa soglia di reddito, i temi ora in discussione sono le detrazioni fiscali e la pace fiscale.

In discussione la riduzione di una serie di sconti al crescere del reddito. 

Le regole in vigore oggi prevedono la riduzione a partire dai 120mila euro di reddito lordo annuo fino ad azzerarli da 240mila euro in poi.

Le previsioni parlano di anticipare l’intervallo, facendolo partire da una soglia che potrebbe essere fissata a 60mila euro, per chiuderlo dai 120mila euro in su.

Tutto ciò sarebbe praticabile riguardo ad una serie di detrazioni al 19% che il fisco riconosce per esempio per le spese di istruzione e formazione universitaria, per il costo dei premi assicurativi oltre che per le spese veterinarie e funebri oltre alle detrazioni al 26% per le erogazioni liberali a Onlus e partiti politici.

Il ministro dell’Economia Giorgetti nella conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri ha parlato di una griglia rigida in cui i risparmi fiscali vanno a finanziare interventi sulle tasse.

In merito alla Flat Tax, nella manovra pare avere solo una forma mini, con l’aumento da 65mila a 85mila euro della soglia di ricavi e compensi che apre alle partite Iva le porte del regime agevolato. Per i nuovi ingressi l’aliquota rimarrebbe al 15 per cento.

Inoltre, il Governo prevederebbe una nuova rottamazione delle cartelle esattoriali con tre possibilità per i contribuenti morosi: 

  1. stralcio dei debiti fino a 1.000 euro con la sola comunicazione al contribuente da parte dell’agente della riscossione; 
  2. da 1.000 a 3.000 euro lo stralcio di sanzioni e interessi e il saldo in due anni del 50% dell’imposta dovuta; 
  3. sopra i 3.000 euro il pagamento dell’imposta dilazionato in 5 anni e la cancellazione di sanzioni e interessi.

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Pace fiscale: Nadef, Pil e Indebitamento

L’entità della manovra netta 2023 viene stimata pari a circa 21 miliardi e sarà destinata interamente al contrasto al caro energia.

La previsione di crescita del PIL nello scenario tendenziale è stata rivista al rialzo per il 2022, da 3,3 per cento a 3,7 per cento, mentre quella per il 2023 è stata ridotta dallo 0,6 per cento allo 0,3 per cento

Le previsioni per i due anni successivi sono invece rimaste invariate, all’1,8 per cento e all’1,5 per cento.

Le nuove stime del deficit tendenziale confermano quelle della Nadef di settembre relativamente al 2022 e al 2023, in cui l’indebitamento netto è previsto pari, rispettivamente, al 5,1 per cento del PIL e al 3,4 per cento del PIL. 

Vengono invece riviste lievemente al rialzo le previsioni di deficit per il 2024, dal 3,5 al 3,6 per cento del PIL, e per il 2025, dal 3,2 al 3,3 per cento.

Pace fiscale per famiglie e imprese: ecco la ricetta Meloni

Tregua fiscale per famiglie e imprese, con un occhio di riguardo alle PMI in difficoltà: questo uno dei tre pilastri sul fronte del Fisco annunciato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso del discorso alla Camera del 25 ottobre.

Dalla “rivoluzione copernicana” che punta a migliorare il rapporto tra cittadini e Pubblica Amministrazione nascerà un patto fiscale che, tra le altre cose, favorirà i contribuenti che intendono regolarizzare la propria posizione nei confronti dell’Erario tramite una pace fiscale.

Non solo la pace fiscale delle cartelle esattoriali: il Governo Meloni punta ad agire anche sulle situazioni precedenti, favorendo chi intende effettuare il versamento delle imposte non pagate nei termini, con regole e tempi più diluiti.

Cos’è quindi la tregua fiscale? Nel programma di Fratelli d’Italia alcuni dettagli ulteriori, in attesa delle novità che potrebbero trovare spazio già nella Legge di Bilancio 2023.

Come già avanzato, sono tre i pilastri del patto fiscale che il Governo Meloni punta a stabilire: riforma fiscale, con estensione della flat tax e revisione dell’IRPEF, lotta all’evasione fiscale a partire dagli evasori totali, e tregua fiscale per cittadini e imprese.

Sul terzo fronte l’obiettivo annunciato nel corso del discorso alla Camera del 25 ottobre è di agevolare famiglie e imprese, in particolare le attività economiche più piccole, che intendono regolarizzare la propria posizione con il Fisco.

Una tregua quindi dalle regole ordinarie, con un periodo di rientro agevolato e che guarderà alle situazioni che precedono l’emissione delle cartelle esattoriali.

Alla pace fiscale a “doppio binario”, con lo stralcio dei mini-debiti e la rottamazione quater, il Governo capeggiato dal Presidente Giorgia Meloni punta ad affiancare quindi misure ulteriori e che riguardano gli atti emessi dall’Agenzia delle Entrate.

Questa la principale differenza rispetto alle precedenti edizioni della pace fiscale, considerando che il focus del progetto di tregua non saranno solo le cartelle accumulatesi nel magazzino dell’Agenzia delle Entrate Riscossione, ma anche gli atti di recupero delle imposte non versate.

Pace fiscale: la formula 5+5 nel programma di Fratelli d’Italia

Sarà la Legge di Bilancio 2023 il primo banco di prova del Governo Meloni, e oltre agli interventi in materia di bollette si attendono le prime novità sul fronte fiscale.

L’attesa per capire quali misure verranno introdotte sarà breve, tenuto conto che la Manovra dovrà necessariamente essere approvata in via definitiva entro il 31 dicembre.

Il piano a tre pilastri necessita quindi di essere messo dettagliatamente nero su bianco in tempi brevi, e nel frattempo è dal programma elettorale che ha segnato la vittoria del partito del Premier Giorgia Meloni che è possibile estrapolare alcuni dettagli.

La pace fiscale è infatti uno dei perni delle misure in materia di Fisco di Fratelli d’Italia, e la proposta è di prevedere un piano agevolato di pagamento per le situazioni che precedono l’emissione della cartella esattoriale, con la formula del 5+5.

I contribuenti avrebbero la possibilità di definire le imposte dovute pagando una sanzione forfettaria del 5 per cento, e con una rateizzazione automatica in 5 anni.

Una proposta che si affianca quindi alla pace fiscale più tradizionale, ossia al saldo e stralcio delle cartelle esattoriali per i contribuenti in difficoltà.

Pace fiscale entro fine anno?
Pace fiscale entro fine anno?

Pace fiscale: le risorse

Alla ricerca di coperture per il deficit aggiuntivo in gioco ci sono una serie di detrazioni al 19% che il fisco riconosce per esempio per le spese di istruzione e formazione universitaria, per il costo dei premi assicurativi oltre che per le spese veterinarie e funebri; ma l’elenco comprende anche le detrazioni al 26% per le erogazioni liberali a Onlus e partiti politici.

L’obiettivo di entrambi i dossier, Superbonus e tax expenditures, è prima di tutto contabile.

Se i 23 miliardi di deficit aggiuntivo rispetto al tendenziale della Nadef targata Draghi saranno integralmente utilizzati per l’energia, le altre misure della manovra dovranno trovare coperture alternative: «nello stesso settore di intervento», ha precisato il ministro dell’Economia Giorgetti nella conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, prospettando quindi una griglia rigida in cui i risparmi fiscali vanno a finanziare interventi sulle tasse.

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