Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Pensioni / Pensione di vecchiaia, anzianità e anticipata: esempi

Pensione di vecchiaia, anzianità e anticipata: esempi

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: quali sono? Ecco una panoramica completa su tutte le possibilità previdenziali a disposizione.

di Carmine Roca

Gennaio 2023

Quali sono le differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata? Requisiti, età anagrafica, contributi: tutto quello che c’è da sapere (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: la tabella

Quali sono le differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata? Il nostro ordinamento previdenziale prevede diverse possibilità di uscita dal mondo del lavoro.

Vediamo come puoi accedere alla pensione di vecchiaia semplificata su pensionielavoro.it

La “classica” è la pensione di vecchiaia, alla quale si può accedere a 67 anni, con almeno 20 anni di contributi versati. Ma per chi ha maturato i requisiti anagrafici e contributivi per una delle soluzioni anticipate, può andare in pensione prima dei 67 anni.

In questa tabella riepiloghiamo tutte le soluzioni previdenziali e le differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata:

PENSIONIREQUISITI
Pensione di vecchiaia67 anni di età e 20 anni di contributi
Pensione di vecchiaia contributiva71 anni di età e 5 anni di contributi
Pensione con deroghe legge Amato15 anni di contributi, a particolari condizioni
Pensione anticipata ordinaria (legge Fornero)42 anni e 10 mesi di contributi (uomini); 41 anni e 10 mesi di contributi (donne)
Pensione anticipata contributiva64 anni di età e 20 anni di contributi (se versati dal 1996, con assegno pari a 2,8 volte l’importo dell’Assegno Sociale)
Quota 103, Quota 102 e Quota 10062 anni di età e 41 di contributi; 64 anni di età e 38 di contributi (se requisiti maturati entro il 2022); 62 anni di età e 38 di contributi (se requisiti maturati entro il 2021)
Quota 41 per lavoratori precoci41 anni di contributi, di cui uno prima dei 19 anni di età
Ape Sociale63 anni di età e dai 30 ai 36 anni di contributi versati
Pensione anticipata per lavori usurantiMinimo 61 anni e 7 mesi di età, con 35 anni di contributi versati
Opzione Donna58-59 anni di età e 35 anni di contributi (se requisiti maturati entro il 2022); 58-59-60 anni di età, se appartenenti a determinate categorie di lavoratrici (requisiti maturati a partire dal 2023)
Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: la tabella

Come visto, per la pensione di vecchiaia e per alcune opzioni anticipate è necessario rispettare, contemporaneamente, sia i requisiti anagrafici (l’età) che quelli contributivi. Per altre soluzioni, come la legge Fornero o Quota 41 per lavoratori precoci basta “semplicemente” raggiungere l’anzianità contributiva richiesta.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali. Per qualsiasi dubbio o domanda sulle pensioni, non esitare a scriverci nel nostro gruppo Telegram.

Nei prossimi paragrafi entreremo nel dettaglio delle differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata.

Prima di continuare con la lettura, ti consigliamo la visione di questo video:

Aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: la pensione di vecchiaia

Per la pensione di vecchiaia occorre aver compiuto 67 anni e versato un minimo di 20 anni di contributi.

Questi parametri rimarranno in vigore almeno fino al 31 dicembre 2024, quando è previsto un adeguamento alle speranze di vita, che potrebbe comportare un innalzamento della soglia anagrafica.

Ci sono, però, delle eccezioni molto importanti.

Ad esempio, chi non ha maturato 20 anni di contributi entro i 67 anni di età, può attendere il compimento dei 71 anni e con 5 anni di contributi, tutti versati dal 1° gennaio 1996, accedere alla pensione di vecchiaia contributiva.

Oppure, chi ha versato 15 anni di contributi al 31 dicembre 1992 può accedere alla pensione di vecchiaia grazie alle deroghe della legge Amato.

Mentre, chi ha versato 20 anni di contributi esclusivamente a partire dal 1° gennaio 1996, per poter accedere alla pensione deve aver maturato un assegno di importo pari a 1,5 volte il valore dell’Assegno Sociale. In caso contrario, si potrà accedere alla pensione di vecchiaia contributiva al compimento dei 71 anni di età.

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: la legge Fornero

Alla pensione di vecchiaia, come visto, si affiancano diverse formule anticipate. La più conosciuta è la pensione anticipata ordinaria, introdotta dalla legge Fornero nel 2012.

Con 42 anni e 10 mesi di contributi (gli uomini) o con 41 anni e 10 mesi di contributi (le donne), è possibile accedere a questa pensione a prescindere dall’età anagrafica.

L’eliminazione del requisito anagrafico può essere, dunque, un vantaggio, anche se la differenza con la pensione di vecchiaia è soprattutto nei quasi 23 anni di contributi in più (o 22 per le donne) da versare per andare in pensione con la legge Fornero.

Questi parametri rimarranno in vigore almeno fino al 31 dicembre 2026, quando sono attesi interventi normativi collegati alla speranza di vita. Ricordiamo che è prevista una finestra mobile di 3 mesi, reintrodotta dal 2019: la decorrenza della pensione e, quindi, l’erogazione del primo assegno scatta 3 mesi dopo la maturazione dei requisiti.

Per i contributivi puri è prevista la pensione anticipata contributiva, alla quale si accede al compimento dei 64 anni di età, con 20 anni di contributi versati totalmente a partire dal 1° gennaio 1996, a patto che l’assegno maturato sia 2,8 volte l’importo dell’Assegno Sociale.

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: le Quote

Oltre alla pensione anticipata ordinaria esistono altre soluzioni come Quota 103, accessibile a partire dal 1° gennaio 2023 a chi ha compiuto 62 anni di età e versato almeno 41 anni di contributi. Ne abbiamo ampiamente parlato in questo approfondimento.

Questa misura sostituisce Quota 102, che può essere sfruttata a chi ha compiuto 64 anni di età e versato 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2022 che, a sua volta, aveva preso il posto di Quota 100, accessibile a chi ha compiuto 62 anni e versato 38 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021.

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata
Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: nella foto una lente di ingrandimento.

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: le categorie tutelate

Per alcune categorie di lavoratori sono previste alcune opzioni previdenziali come Quota 41 per lavoratori precoci, che può essere richiesta con un’anzianità contributiva di 41 anni, di cui un anno versato prima dei 19 anni di età e l’Ape Sociale, l’anticipo pensionistico che accompagna il lavoratore dai 63 anni all’età per la pensione di vecchiaia, con un’anzianità contributiva compresa tra i 30 e i 36 anni.

Le categorie di lavoratori che possono accedere a queste due misure sono:

Per i lavoratori impiegati in mansioni usuranti e in orari notturni è prevista la pensione anticipata con il sistema delle quote, a partire dai 61 anni e 7 mesi, con 35 anni di contributi versati.

Infine, Opzione Donna, la misura dedicata alle lavoratrici, che dal 1° gennaio 2023 è stata quasi del tutto trasformata.

Fino al 2022 si poteva accedere a Opzione Donna con 58 anni di età (lavoratrici dipendenti) o 59 anni di età (autonome) con 35 anni di contributi versati (la possibilità è ancora aperta a chi ha maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2022).

Dal 2023, invece, la misura è accessibile soltanto a determinate categorie: licenziate o dipendenti di aziende in crisi; caregiver e invalide al 74%. Per quanto riguarda l’età, si può andare in pensione a 58 anni (con 2 o più figli), a 59 anni (con un solo figlio) o a 60 anni (senza figli).

Differenze fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata: e la pensione di anzianità?

Fino alla riforma Fornero, durante il Governo Monti, è esistita anche la pensione di anzianità, che permetteva l’uscita dal lavoro con 35 anni di contributi e 62 anni di età o con 40 anni di contributi.

Nel 2004 la misura fu modificata introducendo requisiti aggiuntivi rispetto a quello contributivo, quindi definitivamente eliminata con la riforma Fornero e sostituita dall’attuale pensione anticipata ordinaria.

Alcuni lavoratori sono stati comunque tutelati, perché ritenuti nella posizione di poter beneficiare delle vecchie regole. Questi hanno conservato l’accesso alla pensione di anzianità, ora definitivamente sparita.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp