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Home / Invalidità Civile » Previdenza e Invalidità / Differenze tra invalidità civile e accompagnamento

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: dagli aspetti medici a quelli che rientrano tra i limiti di reddito, misure simili ma molto diverse.

di The Wam

Dicembre 2021

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: sono due misure che agiscono nella stessa area ma che sono molto diverse. A partire da un punto: per l’indennità di accompagnamento non sono previsti limiti di reddito. Per finire a un aspetto più sanitario: l’accompagnamento viene erogato a chi è stata riconosciuta una invalidità totale e la non autosufficienza. Aggiungiti al gruppo Telegram di news su Invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

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Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: conseguenze diverse

Per ottenere l’assegno di invalidità civile serve una invalidità parziale (dal 74 al 99%), oltre, appunto, a dei limiti di reddito che non possono essere superati.

Due strumenti assistenziali che agiscono dunque nella stessa area (il sostegno a persone con disabilità), ma che si rivolgono a persone che subiscono conseguenze diverse da patologie o menomazioni.

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Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: gli importi

La questione riguarda in particolare chi si muove sul limite tra queste due misure: ovvero l’invalido civile riconosciuto al 99% e che è molto vicino alla non autosufficienza.

L’indennità di accompagnamento, non legata a limiti di reddito, ha potenzialmente una possibile platea di beneficiari molto più ampia.

Ricordiamo che l’indennità di accompagnamento viene erogata direttamente alla persona disabile. Non quindi alla badante o al familiare caregiver.

Le due misure divergono anche per l’importo mensile:

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: non autosufficienza

La differenza di base dunque tra l’invalidità civile e l’accompagnamento è la “non autosufficienza” della persone con disabilità.

Chiariamo meglio questo concetto.

L’invalidità civile viene riconosciuta rispetto alla riduzione della capacità lavorativa della persona con disabilità.

Una patologia o una menomazione possono essere dar luogo a una invalidità civile quando la percentuale di invalidità riconosciuta oscilla tra il 33 e il 100%.

Per ottenere invece l’assegno ordinario di invalidità è necessario avere una riduzione della capacità lavorativa dei due terzi.

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: assistenza continua

Si tratta comunque di disabilità molto diverse dalla “non autosufficienza”. In questo caso, invece, la persona affetta da disabilità ha bisogno di una assistenza continua.

E infatti per avere l’indennità di accompagnamento non basta che l’assistito sia riconosciuto invalido al 100%.

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: requisiti

Il paziente deve rispondere anche a questi requisiti sanitari:

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: non basta la difficoltà

È bene chiarire – come ha già fatto la Cassazione – che per ottenere l’indennità l’assistito deve essere nella completa impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore. Il che significa che non basta la semplice difficoltà.

L’impossibilità riguarda anche il compiere gli atti della vita quotidiana (anche in questo caso non la semplice difficoltà, ad esempio, di vestirsi, lavarsi o mangiare).

La persona disabile deve quindi avere la necessità costante dell’aiuto di altre persone.

Bisogna rientrare anche in queste condizioni:

Come detto per ottenere l’indennità di accompagnamento non sono necessari requisiti che fanno riferimento al reddito.

Differenze tra invalidità civile e accompagnamento: il ricovero

È ovvio che il beneficio dell’accompagnamento verrà sospeso se l’assistito viene ricoverato gratuitamente in un istituto.

Ci sono però delle eccezioni:

L’indennità di accompagnamento spetta per intero se il paziente è in day hospital (in quel caso non può considerarsi ricovero).

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