Dipendenti pubblici senza Green pass: sono guai seri

Dipendenti pubblici senza Green pass: pugno duro del governo per i lavoratori del settore pubblico che hanno deciso di non vaccinarsi. Non solo stipendio sospeso, ma neppure scatti di carriera, progressione e contributi pensionistici. I controlli su dipendenti e utenti saranno quotidiani. Discoteche verso la riapertura (35% di capienza). Aumenta il pubblico a cinema e negli stadi.

4' di lettura

Per i dipendenti pubblici senza Green pass ci sono guai in vista. Infatti non solo resteranno senza stipendio nel periodo di assenza ingiustificata, ma durante quei giorni non potranno avere né scatti di carriera, né progressioni e neppure saranno versati contributi per la pensione.

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Pugno duro dunque per i dipendenti pubblici senza Green pass, ovvero per chi ha deciso di non vaccinarsi contro il Covid.

Dipendenti pubblici senza Green pass: no smart working

Queste novità sono state inserite nella bozza delle linee guida sul certificato verde obbligatorio per i lavoratori del settore pubblico che è stata preparata dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta e da quello della Salute, Roberto Speranza.

Non è tutto. I dipendenti pubblici senza Green Pass non potranno neppure lavorare in smart working, che pure poteva rappresentare una via d’uscita per evitare sospensioni di stipendio. Ma evidentemente avrebbe anche potuto essere un incentivo a non vaccinarsi. Una via d’uscita per chi non intende rispettare la normativa. E quindi, niente da fare. Nella bozza si legge: «Non è consentito in alcun modo».

Dipendenti pubblici senza Green pass: controlli

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Ci saranno i controlli. E saranno quotidiani. I dipendenti che non esibiranno il Green pass saranno comunque considerati assenti.

E per gli utenti? Non si accede negli uffici pubblici senza il certificato verde, proprio come per il personale.

Questo vale pure per i politici, anche per i consiglieri comunali.

C’è solo una eccezione, riguarda gli utenti che vanno in un ufficio per ricevere un servizio che l’amministrazione è obbligata a prestare.

Dipendenti pubblici senza Green pass: la responsabilità

Proprio per questa eccezione, dovranno essere disposte negli uffici tutte le misure per contenere una eventuale diffusione del virus. La responsabilità è del datore di lavoro.

Dipendenti pubblici senza Green pass: gli strumenti

Ma chi effettuerà i controlli per la verifica del Green apass negli uffici pubblici? L’organizzazione è in capo ai dirigenti.

Sono stati indicati due modi:

  • i tornelli, per quelle amministrazioni che possono dotarsi di strumenti di verifica automatizzata;
  • se non è possibile bisogna adottare delle verifiche a campione, ma giornaliere (almeno sul 30% del personale). E devono essere effettuati con una rotazione costante, in modo da verificare tutti i dipendenti ogni 3 giorni.

Dipendenti pubblici senza Green pass: personale esterno

Non è finita qui. Dovranno avere il Green pass anche i dipendenti delle imprese che presso uffici pubblici svolgono in appalto:

  • i servizi di pulizia e ristorazione;
  • le imprese che si occupano di manutenzione;
  • il personale che si occupa della manutenzione e del rifornimento dei distributori automatici;
  • il personale chiamato in servizio solo in occasioni straordinarie;
  • i consulenti;
  • i collaboratori;
  • i prestatori e i frequentatori di corsi di formazione.

Dipendenti pubblici senza Green pass e riaprono le discoteche

Mentre queste sono le direttive che riguardano i dipendenti pubblici senza Green pass, si torna a parlare di una possibile riapertura delle discoteche. Il Comitato tecnico scientifico ha pronunciato un primo sì per la ripresa delle sale da ballo (il settore più colpito dalla pandemia, o colpito più a lungo).

Discoteche: tutte le limitazioni

C’è il via libera, ma è costellato da limitazioni:

  • mentre si balla si può togliere la mascherina, non quando ci si ferma o si cammina in discoteca;
  • la capienza al chiuso non deve essere superiore al 35%, al 50% per le discoteche all’aperto;
  • le discoteche potranno riaprire solo nelle regioni che sono in zona bianca;
  • si entra solo con il Green pass e fornendo nome e cognome;
  • è necessaria la presenza di impianti di aerazione senza ricircolo d’aria e che rispondono ai requisiti che sono stati fissati dall’Istituto Superiore di Sanità;
  • sono obbligatori i bicchieri monouso.

Queste le indicazioni del Cts, ma la decisione finale spetta al governo.

I gestori ritengono sia un segnale positivo la possibile riapertura, ma con una capienza al 35% sarà impossibile riuscire a coprire le spese.

Aumenta la capienza negli stadi

Il Consiglio dei Ministri dovrà discutere delle misure da adottare per sport e spettacoli dopo le indicazioni che sono arrivate dal Cts.

E in particolare:

  • negli stadi la capienza dovrebbe passare dal 50% al 75%;
  • nei palasport e nei luoghi al chiuso si passa al 50%;
  • cinema e teatri: 100% all’aperto, 80% al chiuso;
  • musei: si torna al 100%.

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