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Dipendenti statali, premi a chi si aggiorna

Dipendenti statali, premi a frequenta i corsi di formazione messi a disposizione delle amministrazioni.

di The Wam

Marzo 2023

Dipendenti statali, premi a chi si aggiorna: il governo ha intenzione di spingere forte su questo aspetto dell’impiego pubblico. (scopri tutti gli annunci e le offerte di lavoro sempre aggiornati. Ricevi su Telegram la rassegna stampa con le ultime novità sui concorsi e sul mondo del lavoro. Prova il nostro tool online per la ricerca di lavoro in ogni parte d’Italia. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Infatti, la partecipazione ai corsi di formazione dei dipendenti pubblici sarà parte integrante (e importante) per la valutazione individuale del personale. In termini pratici: chi prende parte ai corsi avrà anche diritto a ricevere dei premi.

Ma non è tutto. Il lavoratore che riesce a centrare determinati obiettivi formativi avrà anche maggiori possibilità di fare carriera all’interno della stessa area e in aree che richiedono qualifiche diverse.

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Per dirla meglio e in modo chiaro: il dipendente che partecipa a corsi di formazione avrà una lunga serie di vantaggi. Economici e per la progressione lavorativa. Più soldi, più promozioni. A prescindere dal titolo di studio di partenza che peserà meno della formazione.

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Dipendenti statali, la bozza

Questo percorso è indicato in modo chiaro nella bozza di direttiva che è stata stilata dal ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Quella bozza sarà inviata, già nei prossimi giorni, a tutte le amministrazioni.

La formazione entrerà dunque di prepotenza nel percorso lavorativo degli impiegati pubblici. Avrà anche un ruolo determinante per valutare le prestazioni dei dirigenti.

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Dipendenti statali, il Pnrr

La formazione dei dipendenti pubblici non è solo una necessità inevitabile per riorganizzare e modernizzare la macchina amministrativa del Paese. È indispensabile anche per centrare uno degli obiettivi che sono previsti dal Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza per il 2023.

Per quale motivo? Nel Piano è stato previsto che entro il 2026 siano stati offerti dei corsi di formazione ad almeno 750mila dipendenti pubblici. E 350mila devono essere impegnati nelle amministrazioni centrali.

Non è tutto. Il Recovery plan ha inoltre previsto che non meno di 525mila dipendenti (245mila devono essere delle amministrazioni centrali) devono aver completato in modo utile i corsi di formazione.

In pratica: per cambiare, migliorare e modernizzare l’impiego pubblico non basta solo immettere forze nuove (sono previste centinaia di migliaia di assunzioni) è necessario anche aggiornare e formare i dipendenti che già ci sono. E continuare a farlo anche nei prossimi anni: lo impone del resto una digitalizzazione sempre più spinta e che prevede aggiornamenti costanti delle proprie competenze (cosa vera in quasi tutti i settori lavorativi).

Dipendenti statali, competenze digitali

La formazione partirà infatti proprio dalle competenze digitali. Il ministro Zangrillo parte da quello che era il primo obiettivo del suo predecessore, Renato Brunetta. Le conoscenze digitali diventano ancora più importanti, soprattutto sul fronte della sicurezza informatica, anche in previsione di un uso più frequente e consapevole dello smart working (come già accade in tanti settori del privato).

Per la formazione digitale il Dipartimento della Funzione pubblica ha già attivato la piattaforma Syllabus. I dipendenti statali possono accedere e partecipare a un test per verificare il livello di conoscenze e accedere a un corso online per migliorare.

C’è una direttiva precisa che riguarda Syllabus: deve essere adottata entro giugno da tutte le amministrazioni. Ed entro sei mesi dall’iscrizione, bisogna aver erogato attività di formazione digitale a non meno del 30 per cento del personale.

Obiettivo ambizioso, ma necessario. 

Dipendenti statali, gli obiettivi

L’obiettivo dichiarato della direttiva è quello, come detto, di aumentare il livello di conoscenze digitali. Nella bozza si spiega comunque che i dipendenti poi sono liberi di continuare liberamente il percorso di formazione. Si può arrivare fino al livello avanzato.

Si procede per gradi con Syllabus in questo modo:

Se si centrano questi obiettivi avremo nel giro di due anni (non dimenticando l’effetto delle nuove massicce assunzioni) una amministrazione pubblica decisamente più adeguata tecnologicamente e si suppone quindi anche molto più elastica ed efficiente.

Dipendenti statali, transizione ecologica

Non solo digitale, comunque. I dipendenti pubblici dovranno formarsi anche in un’altra materia che l’esecutivo ritiene fondamentale soprattutto in questi anni: la transizione ecologica.

Sarà lanciata proprio per questo anche una seconda piattaforma. La formazione sarà gestita dal Dipartimento della Funzione pubblica, in collaborazione con la Scuola nazionale per la Pubblica amministrazione (Sna) e il Formez Pa.

Andrà avanti anche un altro progetto, la Pa 110 e lode. Ovvero una serie di corsi di laurea a condizioni agevolate che sono riservate ai dipendenti pubblici.

Dipendenti statali, premi a chi si aggiorna
Nella foto un ufficio con dipendenti statali

Dipendenti statali, com’è oggi

Oggi la formazione dei dipendenti pubblici è ridotta al minimo. I lavoratori delle diverse amministrazioni fanno in media 1,2 giorni di aggiornamento l’anno. In pratica zero. Un dato che era già insufficiente in tempi normali, ma con le trasformazioni in atto e le sfide importanti che arrivano dalla rivoluzione digitale (si pensi solo all’implementazione ulteriore dell’intelligenza artificiale) e dalla transizione ecologica in corso, l’assenza di formazione può solo peggiorare il servizio pubblico. E i danni sarebbero tutti a carico dei cittadini.

Il piano dovrebbe essere approvato nei prossimi mesi. Cambierà, si spera, in modo sostanziale la definizione del lavoro delle amministrazioni pubbliche.

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