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Disobbedisci: non guardare i video porno

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4' di lettura

Darsi piacere guardando un video porno è diventata ormai un’abitudine comune, soprattutto per le nuove generazioni. La semplicità con cui è possibile disporre di materiale pornografico gratuitamente ha radicalmente cambiato l’esperienza sessuale delle persone.

Come potrebbe un’azione così naturale, intima e innocua danneggiare qualcuno?

La verità è che guardare porno altera i meccanismi cerebrali, minaccia la stabilità emotiva e contribuisce ad alimentare un sistema manipolatorio e criminale.

Tutto ha inizio all’interno del nostro cervello, in un gruppo di strutture cerebrali chiamato “sistema di ricompensa”. Il sistema di ricompensa ci premia rilasciando delle sostanze che ci fanno sentire bene. Questo rilascio avviene quando facciamo qualcosa di particolarmente piacevole (il cibo, il sesso…) che giova al nostro organismo. Il cervello, riconoscendo questo meccanismo positivo, ci motiva e ci spinge a ripetere questi comportamenti.

dipendenza da pornografia

Dipendenza da video porno

Le droghe, gli alcolici, il porno, funzionano stimolando il sistema di ricompensa e ingannando il cervello. Siamo così spinti a ripetere azioni dannose e innescare un meccanismo di desiderio e ricerca che ci porterà, gradualmente, alla dipendenza.

Maggiore è il rilascio di queste sostanze, maggiore sarà la voglia di ottenerne di nuove. Esattamente come con il consumo di droga, il porno porta al raggiungimento di un livello di tolleranza, quindi alla necessità di aumentare la dose o trovare nuovi stimoli per ricominciare a provare piacere. Una nuova posizione, un nuovo partner, un nuovo giocattolo sessuale, aiutano nella diversificazione degli stimoli e permettono quindi il raggiungimento di un sempre nuovo piacere sessuale.

Ecco il perché della presenza di numerose “categorie” nei siti porno ed ecco anche perché le aziende produttrici di prodotti pornografici riescono a fatturare milioni: quello che c’è a un certo punto diventerà vecchio e il consumatore vorrà qualcosa di nuovo.

problemi di coppia

Porno danneggiano rapporti di coppia?

Questo sistema è strettamente legato al cambiamento dei desideri e delle aspettative dei fruitori di porno. Si va alla ricerca di nuove e sempre più perverse attitudini sessuali per soddisfare la necessità di porno. Questo altera la percezione dell’atto sessuale, considerando normali quelle azioni che per la società sono invece considerate come disgustose o degradanti.

Tanto più risulta evidente come un giovanissimo esposto a grandi quantità di porno creda normali e accettabili pratiche sessuali che invece non sono socialmente ritenute tali. Si formano inoltre delle aspettative (corpi perfetti, disponibilità a fare di tutto…) dei confronti dei futuri partner che difficilmente troveranno riscontro nella realtà.

Anche il rapporto con il proprio partner è infatti messo a rischio. Guardare porno implica l’assimilazione e l’accettazione di modelli sessuali e fisici che magari non vogliono o non possono essere replicati dai propri compagni. Tutto ciò genera nervosismo, insicurezza e senso di colpa.

L’intimità si perde a causa della natura stessa del porno. Avere completo potere sull’atto sessuale esclude l’azione dell’altro e diventa un’azione egoistica e concentrata solo sulla soddisfazione dei propri desideri. Quello che dovrebbe essere un rapporto multilaterale, diventa qualcosa a senso unico, quindi che esclude l’altra metà.

La vera intimità va oltre la mera eccitazione sessuale. Implica un grado di condivisione che permette un’unione completa, sia fisica che mentale.

Londra, ragazze picchiate a sangue

Importante è anche che questi meccanismi deleteri non si consumano solo nella camera da letto ma vengono riflessi anche all’esterno, nella società. Il solo fatto che una donna debba sentirsi continuamente preda di desideri sessuali inappagabili di molti dei maschi che incrocia per strada, ne è un esempio lampante.

Di pochi giorni fa il fatto, scioccante, che conferma e riassume quanto appena descritto: nella metropolitana di Londra una coppia di ragazze è stata picchiata a sangue da 4 adolescenti (dai 15 ai 18 anni) perché si sono rifiutate di baciarsi davanti a loro al comando di “Baciatevi, lesbiche”.

Infine, non bisogna dimenticare che la pornografia è fatta di persone. Molto spesso chi partecipa ai filmati non lo fa spontaneamente ed è vittima della cosiddetta tratta sessuale. I video inoltre, come testimonia la gran parte delle vittime, sono usati anche a fini “didattici” per addestrare a rispondere al meglio alle aspettative dei compratori.

Riportiamo il dato, intuitivamente scontato, secondo cui tra le vittime ci siano anche maschi adulti, ma la stragrande maggioranza è composta da donne e bambini.

Nel grande inganno della pornografia l’unica vera via d’uscita è l’educazione sessuale e la sensibilizzazione di tutte queste tematiche con giovani e giovanissimi. Bisogna abbattere ogni tabù: il tema della sessualità deve entrare nelle scuole. Bisogna prendere le redini di una situazione che è ormai degenerata da tempo. È necessario farlo per il bene di noi stessi, dei nostri figli e di chi ci circonda.

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