Diplomi falsi ad Avellino, 43 indagati. Nuovi interrogatori

Diplomi falsi ad Avellino, 43 indagati. Nuovi interrogatori
2' di lettura

Diplomi falsi ad Avellino, altri 43 indagati per concorso in corruzione. Questa mattina – di fronte al Procuratore Rosario Cantelmo e al sostituto Antonella Salvatore – sono state ascoltate alcune delle persone che avrebbero beneficiato di false attestazioni di frequenze per corsi Eipass o equiparati, patenti europee di informatica, titoli di qualifica in strutture private paritarie campane.

Diplomi falsi ad Avellino: il punto sulle indagini

La Proroga delle indagini è stata disposta dopo gli arresti di gennaio. Gli investigatori hanno accertato oltre cinquanta casi di cessioni di diplomi falsi ed eseguito gli arresti fra Avellino Montefalcione, Ottaviano e Palma Campania in provincia di Napoli e a San Prisco nel casertano.


Indagine dei carabinieri del nucleo investigativo di Avellino


Il nucleo investigativo dei carabinieri, guidato da Quintino Russo, ha eseguito una serie di acquisizioni fra una scuola avellinese e la Fra Luigi Monaco di Acerra. E l’attenzione degli investigatori si è focalizzata su oltre quaranta nomi di presunti beneficiari dei diplomi.

Alcuni di questi, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero in qualche modo riconducibili ad Antonio Perillo. L’ex collaboratore esterno della Cisl di Avellino, finito in un servizio del tg Satirico di Striscia La notizia. Nel video di Luca Abete si vedeva Perillo cedere un diploma a una donna. Da lì era partita l’inchiesta degli inquirenti avellinesi che aveva portato alla condanna in primo grado proprio di Perillo a oltre quattro anni di reclusione.

Altri accertamenti anche fuori Avellino: si seguono i diplomi falsi

I magistrati di Palazzo De Marsico teorizzano l’esistenza di un vasto giro di diplomi falsi che va oltre Avellino e si estenderebbe fin nel napoletano. Attraverso strutture scolastiche che avrebbero ricoperto il ruolo di diplomifici.

I titoli fasulli – per l’accusa – venivano venduti a cifre che andavano fra i duemila e i duemilacinquecento euro. E si rivelavano fondamentali per superare il concorso di personale Ata nelle strutture scolastiche.

L’indagine della Procura di Avellino mira a scoperchiare un presunto sistema consolidato di cessione di diplomi falsi, che incrocerebbe la domanda di decine di candidati, per lo più giovanissimi, disposti a tutto per ottenere un lavoro. Anche un imbroglio.

Ora, alcuni di questi “furbi”, sono finiti nel mirino della Procura. E proprio dalle loro dichiarazioni potrebbero venire fuori elementi decisivi nelle indagini. Senza tener conto delle conseguenze penali e lavorative. Se la prassi di compravendita dei diplomi fosse accertata, c’è chi potrebbe perdere il lavoro ottenuto illecitamente. Il silenzio, in questi casi, può davvero costare caro.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!
Iscriviti al bot di Messenger e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!