Privacy
×
The wam
×
icona-ricerca
Home / Diritto » Lavoro » Lavoro domestico / Come funziona il diritto allo studio delle badanti

Come funziona il diritto allo studio delle badanti

Diritto allo studio delle badanti: ecco cosa dispone il CCNL, se spetta un'indennità per le assenze per motivi di studio e come funziona per le assenze di lungo periodo.

di Carmine Roca

Maggio 2024

In questo articolo vedremo insieme come funziona il diritto allo studio delle badanti (scopri le offerte di lavoro e i concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Diritto allo studio delle badanti: come funziona?

Cosa succede quando la badante assunta deve assentarsi per frequentare corsi scolastici o corsi di formazione? Le ore di lavoro perdute vengono regolarmente retribuite?

Il CCNL per colf e badanti permette alle lavoratrici domestiche di assentarsi dal luogo di lavoro per frequentare corsi scolastici di scuola dell’obbligo o corsi specifici per titoli professionali.

Ma le ore non prestate non saranno retribuite: la badante, dunque, ha diritto soltanto al permesso, ma andrà a perderci dal punto di vista economico, dal momento che il contratto collettivo nazionale di lavoro non prevede l’erogazione di alcuna indennità.

Attenzione, però: il CCNL consente comunque di recuperare le ore perdute per i permessi studio.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su Youtube e Instagram.

Diritto allo studio delle badanti: indennità per esami, come funziona?

Sempre il contratto collettivo prevede un’indennità economica per le badanti che effettuano esami annuali, entro l’orario giornaliero e nel limite di quelle che occorrono a effettuare l’esame.

Se prendiamo come esempio una badante che, per contratto, ha chiesto di assentarsi da lavoro per completare gli studi e conseguire una laurea, possiamo dire che le verranno retribuite soltanto le ore non lavorate per sostenere gli esami, ma non le ore di lavoro perdute per prepararsi all’esame o frequentare un corso all’Università.

Il datore di lavoro è libero di concedere, alla sottoscrizione del contratto di lavoro, permessi alla badante per favorire la frequenza a corsi scolastici o universitari, per un determinato periodo di tempo.

Le ore di lavoro non prestate per motivi di studio non sono retribuite, ma possono essere recuperate a regime normale, su richiesta del datore di lavoro, durante l’anno solare.

Anche nel caso in cui le assenze per motivi di studio siano di lunga durata (nel CCNL si fa riferimento ad assenze di breve durata), la badante e il suo datore di lavoro sono liberi di accordarsi in conformità a quanto previsto per le assenze di durata breve.

Permessi retribuiti per formazione alla badante: come funzionano?

Oltre ai permessi studio, il CCNL per colf e badanti prevede anche dei permessi retribuiti per formazione.

In questo caso, la lavoratrice domestica ha diritto a 40 ore l’anno di permessi, ma non spettano a tutti.

Il diritto è maturato soltanto dalla badante con almeno 12 mesi di anzianità, assunta a tempo pieno e a tempo indeterminato.

Assenze per lungo periodo: quali diritti per le badanti?

Il CCNL, per ciò che concerne lunghi periodi di assenza per esigenze della badante, prevede che, per gravi e documentati motivi, il dipendente possa richiedere un periodo di sospensione extraferiale senza maturazione alcuna retribuzione, fino a un massimo di 12 mesi.

In questo caso, però, al datore di lavoro è data facoltà di concedere o meno la sospensione.

Diritto allo studio delle badanti
Diritto allo studio delle badanti: in foto una giovane donna impegnata a studiare.

Faq sul lavoro domestico

In caso di badante convivente bisogna versare i contributi previdenziali?

In ambito domestico, non vi è un orario lavorativo settimanale minimo per le colf, ma è importante notare che i contributi previdenziali versati all’INPS dal datore di lavoro sono maggiori per contratti part-time inferiori a 24 ore settimanali. Per contratti di 25 ore settimanali, i contributi INPS sono fissi e non dipendono dall’ammontare della retribuzione.

Quante ore di permesso spettano a una badante?

L’articolo 20 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) riguardante le assenze e i permessi stabilisce che alle badanti conviventi spettano 16 ore annue di permessi. Questo totale si riduce a 12 ore in due situazioni specifiche: se la badante ha un contratto di lavoro part-time con il datore di lavoro, o se, pur non essendo convivente, lavora almeno 30 ore settimanali.

Quali sono i doveri principali di una badante?

principali doveri di una badante includono la somministrazione di cure personali come il bagno, la vestizione e l’igiene, la preparazione dei pasti, la gestione delle terapie mediche e l’assistenza nelle attività quotidiane. Inoltre, è importante fornire compagnia e supporto emotivo agli anziani.

Come si può pagare una badante?

Il compenso per la badante può essere pagato tramite diverse modalità, quali contanti, assegno, o tramite trasferimento bancario. In quest’ultima opzione, è necessario utilizzare l’IBAN del lavoratore. Il metodo di pagamento scelto sarà poi riportato in ogni busta paga prodotta.

Una badante pensionata può essere riassunta dallo stesso datore di lavoro?

Dopo aver avuto accesso al collocamento a riposo e aver scelto di tornare a lavoro, è possibile sia svolgere di nuovo le stesse mansioni di prima, sia cambiare del tutto professione o mettersi in proprio. La normativa nazionale non prevede dei limiti per la riassunzione presso lo stesso datore di lavoro. Nel caso di colf e badanti quindi, dopo la pensione, è possibile tornare a lavorare presso la stessa famiglia di prima.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul lavoro domestico:

Entra nel gruppo WhatsApp e Telegram

Canale Telegram

Gruppo WhatsApp