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Home / Diritto » Fisco e tasse » Gestione del Debito » Invalidità Civile / Disabile con debiti: li paga l’amministratore di sostegno?

Disabile con debiti: li paga l’amministratore di sostegno?

Cosa è previso in merito a persona disabile con debiti e amministratore di sostegno? L’amministratore di sostegno deve accollarsi i debiti del suo assistito? Rispondiamo in questo approfondimento.

di Romina Cardia

Giugno 2024

In questo articolo vi parleremo di persona disabile con debiti e amministratore di sostegno: la responsabilità ce l’ha chi assiste? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Persona disabile con debiti e amministratore di sostegno: chi paga?

Cosa è previsto in merito a persona disabile con debiti e amministratore di sostegno? Chi li deve saldare i debiti?

L’amministratore di sostegno non è responsabile personalmente dei debiti del soggetto assistito, sia che si tratti di debiti esistenti al momento della sua nomina, sia di quelli contratti successivamente durante il suo mandato.

Il potere decisionale del soggetto assistito non è completamente limitato dalla nomina dell’amministratore di sostegno: tutte le azioni non specificate nel decreto del giudice possono essere legittimamente compiute autonomamente.

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Questo significa che una persona assistita da un amministratore di sostegno potrebbe comunque contrarre debiti che dovrà poi saldare.

In ogni caso, l’amministratore di sostegno non è personalmente responsabile degli obblighi contratti dal soggetto assistito, né prima né dopo la sua nomina.

Tuttavia, l’amministratore di sostegno potrebbe essere tenuto a pagare i debiti del soggetto assistito utilizzando il patrimonio di quest’ultimo e non il proprio.

Un esempio comune di debiti lasciati dal soggetto assistito potrebbero essere le spese funebri successive alla sua morte o i servizi professionali di cui ha beneficiato in passato, come l’assistenza legale di un avvocato.

Di conseguenza, i creditori devono rivolgersi all’amministratore come rappresentante del debitore se non sono autorizzati dal giudice ad agire direttamente contro di lui.

Se un creditore vuole intraprendere azioni legali contro una persona sotto amministrazione di sostegno, dovrà citare anche l’amministratore come rappresentante del debitore.

Per saldare i debiti più rilevanti, l’amministratore di sostegno deve ottenere l’autorizzazione del giudice prima di procedere al pagamento.

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Persona disabile con debiti e amministratore di sostegno: l’amministratore può prelevare dal conto corrente del beneficiario?

L’amministratore di sostegno ha il potere di compiere solo gli atti specificamente autorizzati dal decreto emesso dal giudice.

Se tale decreto non contempla la gestione del conto corrente, non può procedere con tale azione per conto dell’assistito, nemmeno per pagare i suoi debiti. Tuttavia, è possibile presentare una richiesta al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione a farlo.

Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’amministratore può aprire un conto vincolato a nome dell’assistito, collegato a sé stesso.

Nel decreto, il giudice deve stabilire i limiti entro cui l’amministratore può agire. Se non specificati, è necessario presentare un’ulteriore richiesta per ottenere dettagli su:

Il vincolo sul conto implica che solo l’amministratore può effettuare operazioni per conto della persona assistita, senza necessità di una delega specifica da parte di quest’ultima.

L’amministratore deve firmare i documenti bancari indicando la propria qualifica e facendo riferimento al provvedimento del Tribunale, incluso il numero di registro generale (NRG) e la data.

In sintesi, l’amministratore di sostegno agisce in base a un decreto giudiziario, seguendo i limiti stabiliti dal giudice e senza richiedere un’autorizzazione specifica dell’assistito.

Regole di gestione del conto corrente della persona disabile amministrata

L’amministratore di sostegno, una volta autorizzato, deve effettuare i pagamenti tramite conto corrente a nome del beneficiario, evitando l’uso di contanti.

Questa pratica assicura la tracciabilità di ogni pagamento, facilitando la giustificazione durante la rendicontazione delle attività svolte.

Tutti i rapporti bancari, inclusi conto corrente, depositi e titoli, devono essere intestati esclusivamente al beneficiario, con chiusura di eventuali conti cointestati e divisione delle somme.

Ogni investimento richiede l’autorizzazione del giudice tutelare, non può essere effettuato autonomamente nonostante il potere conferito.

È vietato all’amministratore di sostegno anticipare somme al beneficiario, specialmente se quest’ultimo dispone di risorse economiche proprie.

L’amministratore deve garantire che ogni rapporto di dipendenza, incluso quello con i collaboratori familiari, sia regolato da un contratto conforme alla legge, eventualmente coinvolgendo figure di supporto come i patronati.

Sono severamente vietate alcune condotte, tra cui l’appropriazione temporanea di denaro del beneficiario e il prelievo di somme dal conto corrente del beneficiario per rimborsi spese personali.

Eventuali rimborsi sono ammessi solo nell’interesse del beneficiario, previa autorizzazione del giudice tutelare e presentando documenti che comprovano le spese effettuate.

persona disabile con debiti e amministratore di sostegno
Persona disabile con debiti e amministratore di sostegno. Nella foto: una donna preoccupata conta delle banconote.

Chi può essere nominato amministratore di sostegno

Vediamo a questo punto chi può essere nominato amministrato di sostegno di una persona disabile che non è in grado di provvedere ai suoi interessi a causa di un’infermità o di una menomazione (articolo 408 del codice civile).

Può essere nominato amministratore di sostegno:

Quali sono i doveri di un assistente di sostegno

L’assistente di sostegno ha dei compiti e dei poteri importanti.

Infatti, l’amministratore di sostegno provvede:

FAQ sull’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno riceve un compenso per svolgere il suo ruolo?

La gestione dell’amministrazione di sostegno è regolata dall’articolo 379 del codice civile, norma che tratta la tutela ma si applica anche all’amministrazione di sostegno grazie al richiamo dell’articolo 411, comma 1. Questa normativa sottolinea la tendenziale gratuità dell’incarico, ma prevede che il Giudice Tutelare possa autorizzare un’equa indennità per l’amministratore, considerando il patrimonio del beneficiario e la complessità dell’amministrazione.

Cosa viene valutato quando si decide di assegnare una indennità all’amministratore di sostegno?

Il giudice prende in considerazione vari fattori per decidere se assegnare un’indennità e di quale importo. Questi fattori possono includere:

Se c’è una indennità l’amministratore di sostegno può essere definita una professione?

La presenza di un’indennità non trasforma automaticamente il ruolo di amministratore di sostegno in una professione. Secondo la legge, il ruolo dell’amministratore di sostegno è principalmente visto come un servizio di solidarietà e non come un’attività professionale. Tuttavia, quando l’incarico è assunto da professionisti e comporta un impegno significativo, la questione diventa più sfumata.

Bisogna dichiarare al fisco l’indennità ricevuta dall’amministratore di sostegno?

Dal punto di vista fiscale, l’indennità ha una natura “compensatoria” piuttosto che “retributiva”. Ciò significa che, in generale, non dovrebbe essere soggetta a tassazione. Tuttavia, se l’indennità diventa una fonte di reddito significativa, potrebbero esserci implicazioni fiscali. In queste situazioni, è sempre meglio consultare un consulente fiscale per un consiglio specifico.

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