Avellino, i dieci dischi più ascoltati dal 16 al 23 giugno


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Torna l’appuntamento con la classifica dei dischi più ascoltati dagli avellinesi, a cura di Camarillo Brillo. Ricordate chi era in testa l’ultima volta?

10 – Raconteurs . Help us stranger.

“Help us stranger”, terzo album dei Raconteurs, esce a distanza di più di dieci anni dal precedente “Consolers of the lonely”. Jack White ed il cantautore Brendan Benson, supportati dalla potente sezione ritmica costituita da Jack Lawrence e Patrick Keeler, hanno inciso 12 brani di loro composizione e la cover di “Hey gyp (Dig the slowness)”, facciata B del terzo singolo del menestrello scozzese Donovan, pubblicato nel ’65. Nella loro interpretazione la canzone, in origine acustica, si trasforma in un trascinante boogie-blues elettrico. Sono le chitarre ad imporsi in un album che predilige il linguaggio del rock, declinato secondo sfumature diverse (blues, ballate, psichedelia, hard rock alla Led Zeppelin) ma riconducibili ad un progetto musicale unitario coerente.

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9 – Calexico and Iron & Wine – Years to brun.

Calexico e Sam Beam (Iron & Wine) tornano a suonare insieme dopo l’ep In the reins, Years to burn è comunque il loro primo album. Otto pezzi, 32 minuti. Gli ingredienti sono ben noti: country folk con un bel po’ di rock e qualche spruzzatina psych. Un appassionante racconto dell’America di provincia, suonato con la solita maestria.

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8 – Black Mountain – Destroyer.

L’hard rock rivive nel suono di questi ragazzi che arrivano da Vancouver. Suoni anni ’70, ma sorprendentemente nuovi. In una miscela esplosiva che coniuga con disarmante armonia prog, psichedelia e momenti di folk acustico. “Destroyer” è un inno al rock, alla faccia di chi ne ha decretato la morte precoce. Un disco più muscolare degli altri, con suoni che galleggiano tra gli anni ’70 e l’inizio degli ’80. Con la consueta abilità nel costruire melodie avvolgenti e sofisticate atmosfere sonore.

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7 – Billie Eilish – When we all fall asleep, where do we go?

La giovane cantautrice è una delle regine dell’elettropop. Voce calda, sensuale. Il disco è fresco

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6 – Jovanotti – Jova the Beach Party.

Un mini album, con sette tracce. Il cantautore ha lavorato con sette produttori diversi e li ha registrati in altrettanti studi. Il disco anticipa di un mese il suo tour sulle spiagge /appunto il “Jova Beach Party”). E l’idea che accompagna questo lavoro è proprio quella di una festa collettiva. Come al solito il sound è vario. Spazia dal funk rock all’elettronica, dalla musica latina alla dance. Il consueto miscuglio di Jovanotti, che miracolosamente si tiene sempre. E bene.

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5 – Lunapop – Squèrex?

“Ma quanto è bello andare in giro con le ali sotto ai piedi, se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi”
Estate del 1999, non c’era angolo di strada in cui non risuonasse questa canzone. Il singolo era uscito il 27 maggio, autore un ragazzone lungo lungo con il dono del pop, rispondente al nome di Cesare Cremonini. A tutti venne voglia di Vespa 50 e di freschi colli da scalare con il tre marce più bello del mondo. Colli bolognesi. 
Il successo clamoroso del singolo prelude a quello dell’album che verrà pubblicato in novembre.  Il rospone verde su fondo rosa shocking viene riproposto in doppio vinile colorato, uno verde, l’altro rosa. 180 grammi.
Ripubblicato anche il singolo, in formato 10”, con la versione originale di “Vespa 50” quella in spagnolo (deliziosa) e quella in inglese. Tiratura limitata in mille copie numerate.

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4 – Vinicio Capossella – Ballate per uomini e bestie.

L’artista originario di Calitri è ormai da quasi 30 anni sulle scene, tra musica d’autore e world music. Polistrumentista eclettico, con undici album in studio all’attivo. Ballate per uomini e bestie è stato definito l’album più politico di Vinicio Capossela. Nel quale si augura un ritorno alla natura per uscire dai meccanismi perversi di questi tempi. Un disco importante, rappresentato in modo perfetto dal singolo “Il povero Cristo”.

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3 – Madonna – Madame X.

L’intramontabile regina del pop regala un disco che è anche un appassionante viaggio nella musica latino americana. Dal Portogallo, dove risiede, a Capoverde passando per un reggaeton in salsa carioca. Non mancano i consueti momenti dance e canzoni in stile Tom Tom Club. Un disco che potrebbe non piacere a qualche vecchio fan, ma è carico di energia.

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2 – Liberato – Liberato.

Alla fine Liberato davvero ha pubblicato un album. Si intitola “Liberato” ed è arrivato sulle piattaforme di streaming tra il 9 maggio (come la sua canzone) e il 10 maggio. Alcune canzoni sono già conosciute (“Guagliò”, “Oi Marì”, “Nunn’a voglio ‘ncuntrà”, “Tu me faje ascì pazz”, “Niente”. Fenomeno esploso nel 2017, cresciuto anche grazie a una sapiente operazione di marketing, mescola generi tipici della canzone napoletana degli ultimi venti anni.

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1 – Bruce Springsteen – Western Stars.

“Western Stars” è il titolo del nuovo lavoro di Bruce Springsteen, un appassionato e dolente viaggio attraverso un’America che probabilmente non c’è più, quella dei “perdenti” che popolano i 13 quadri dell’opera. Si parte in autostop per finire in un Motel di second’ordine, dopo aver attraversato deserti e stazioni, ora felici di avere ai propri piedi i fedeli stivali in un’alba di speranza, ora devastati dalla consapevolezza della propria mediocrità d’artista in un tramonto decadente. La musica incede con dei crescendo orchestrali di fiati ed archi che evocano a tratti le colonne sonore dell’epopea western. L’E-Street Band non c’è, ma in questo album non avrebbe avuto diritto di cittadinanza.

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