Avellino, i 10 dischi più ascoltati dall’1 all’8 giugno 2019

7' di lettura

Ecco un nuovo appuntamento con i dischi più ascoltati dagli avellinesi in settimana. Vi ricordate chi era in testa l’ultima volta?

Ecco la nuova classifica. Possibile grazie al preziosissimo supporto di Michele Acampora e Silvia Limongiello di Camarillo Brillo.

10 Pink Floyd – The division bell

A venticinque anni dall’uscita, la Pink Floyd Records ripubblica “The Division Bell” su vinile blu trasparente come l’edizione limitata originale del 1994. L’album, l’ultimo inciso in studio dai Pink Floyd, è stato rimasterizzato dai nastri originali analogici da James Guthrie, Joel Plante e Doug Sax al Mastering Lab.

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9 Daniele Silvestri – La terra sotto i piedi

Un disco positivo in questi tempi bui. Molto più suonato rispetto al precedente (Acrobati). Le soluzioni musicali spaziano dalla bossanova (una vecchia passione del cantautore), all’elettronica, al rock e al pop radiofonico. Ma la traccia di fondo è sempre riconoscibile. Forse il più riconoscibile tra gli artisti della sua generazione. Un disco molto interessante e non solo per i fan.

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8 Billie Eilish – When we all fall asleep, where do we go?

La giovane cantautrice è una delle regine dell’elettropop. Voce calda, sensuale. Il disco è fresco con una sua innocente bellezza. Niente di innovativo. Ma la ragazza ha venti anni. E numeri importanti. Non è ancora una pop star, ma ha tutti i numeri per diventarlo. E cosa che non guasta, ha una bellezza particolare. Che colpisce come un pugno nello stomaco. Proprio come la sua voce, sussurrata e che vibra dentro.

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7 Ultimo. Colpa delle favole

Niccolò Moriconi, in arte Ultimo, è uno degli artisti pop italiani più amati del momento. Chiude con questo album una trilogia iniziata con Pianeti e continuata con Peter Pan. Una trilogia molto fortunata e che lo ha lanciato nell’olimpo pop made in Italy.

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6 Santana – Africa speaks

A distanza di tre anni dalla riuscitissima reunion della band storica per l’album “IV”, Santana va alla ricerca delle radici della musica a cavallo tra l’America Latina e quella anglosassone, mescolando ritmi e sonorità, con la supervisione garantita del produttore Rick Rubin. Negli studi di Malibu è stato realizzato “Africa speaks”, registrato quasi sempre in presa diretta, senza sovra-incisioni o ripetizioni. A dominare l’opera sono la voce dalle inflessioni tribali di Concha Buika, cantante spagnola d’origine afroamericana, ed ovviamente la chitarra di Carlos, che modula le sue corde in maniera coerente all’atmosfera degli undici brani del disco.

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5 I Nomadi. Mille anni

Questo disco arriva un anno dopo “Nomadi 55”. Contiene undici brani. Due gli inediti: “Milleanni” e “L’orizzonte di Damasco”. Le altre canzoni sono state pescate nel repertorio della storica band: “Non avrai” a “Mamma giustizia”, “Con me o contro di me”, “La storia, “Bianchi e neri”, Rubano le fate”, “Noi”. Il brano “Ma noi no” è presente in una inedita versione cantata da Augusto Daolio, in un provino registrato nel 1989. Nessuna operazione nostalgia, comunque. Queste canzoni suonano ancora attuali.

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4 Vinicio Capossela. Ballate per uomini e bestie

L’artista originario di Calitri è ormai da quasi 30 anni sulle scene, tra musica d’autore e world music. Polistrumentista eclettico, con undici album in studio all’attivo. Ballate per uomini e bestie è stato definito l’album più politico di Vinicio Capossela. Nel quale si augura un ritorno alla natura per uscire dai meccanismi perversi di questi tempi. Un disco importante, rappresentato in modo perfetto dal singolo “Il povero Cristo”.

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3 Alberto Urso – Solo

Album d’esordio di Alberto Urso, il tenore di “Amici”. Il disco che contiene nove inediti e due cover (Guarda che luna e Adesso tu), e prova a unire il classico alla contemporaneità. I nove inediti contenuti nel disco mescolano pop e lirica: tra questi c’è anche “Accanto a te” (scritta da un’altra concorrente del talent di Canale 5, Giordana Angi), “Non sarebbe passione” (firmata da Daniele Magro, già autore per – tra gli altri – Emma, Noemi e altre star del pop italiano). La produzione è di Celso Valli (già collaboratore di Bocelli, Il Volo, ma anche Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni, Fiorella Mannoia, Vasco Rossi e Jovanotti) e di Pino Perris.

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2 Liberato – Liberato

Alla fine Liberato davvero ha pubblicato un album. Si intitola “Liberato” ed è arrivato sulle piattaforme di streaming tra il 9 maggio (come la sua canzone) e il 10 maggio. Alcune canzoni sono già conosciute (“Guagliò”, “Oi Marì”, “Nunn’a voglio ‘ncuntrà”, “Tu me faje ascì pazz”, “Niente”. Fenomeno esploso nel 2017, cresciuto anche grazie a una sapiente operazione di marketing, mescola generi tipici della canzone napoletana degli ultimi venti anni.

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Jovanotti – Jova Beach Party

Un mini album, con sette tracce. Il cantautore ha lavorato con sette produttori diversi e li ha registrati in altrettanti studi. Il disco anticipa di un mese il suo tour sulle spiagge /appunto il “Jova Beach Party”). E l’idea che accompagna questo lavoro è proprio quella di una festa collettiva. Come al solito il sound è vario. Spazia dal funk rock all’elettronica, dalla musica latina alla dance. Il consueto miscuglio di Jovanotti, che miracolosamente si tiene sempre. E bene.

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