Camarillo Brillo. Da Brunori a Malamore, i 10 dischi più venduti in Irpinia

La top ten dei dischi più venduti da Camarillo Brillo. A cura di Michele Acampora. Questa settimana molte sorprese


6' di lettura

10 – Enzo Carella- Malamore. Scomparso nel febbraio del 2017, Carella resta uno degli artisti italiani più sottovalutati della stagione cantautorale della seconda metà degli anni ’70. Esordì nel ’77 con questo album, appena ristampato in vinile, nel quale si avvaleva della collaborazione di “Lino” (Pasquale) Panella. Nel 2019 la prestigiosa etichetta Music on Vinyl aveva già ristampato per il mercato internazionale altri due lavori dell’artista: “Barbara e altri Carella” del 1979, pubblicato dopo la partecipazione al Festival di Sanremo, in cui si classificò secondo, e “Sfinge” del 1981, prodotto dell’ex leader degli Osanna Elio D’Anna.

9 – Marracash – Persona. Il sesto album in studio del rapper milanese (di adozione), forse il suo lavoro migliore. Testi interessanti e molte citazioni.

8 – Coldplay – Everiday life. Se l’intenzione era quella di destabilizzare il pubblico, bisogna dire che sono riusciti pienamente nell’intento. La loro “vita d’ogni giorno” è davvero varia ed imprevedibile, a partire dall’alba (“Sunrise”), annunciata da un’orchestra classica che ci introduce in un percorso che tocca vette di struggente, ma sereno misticismo nel Gospel di “Broken”, dopo aver attraversato le strade di dolore di “Trouble in town”. Alle tappe successive si alterneranno ballate acustiche in stile Coldplay, recitati in spagnolo ed arabo, un terzinato scandito da un piano elettrico in precario equilibrio tra doo-wop anni ’50 e dadaismo zappiano. Su tutto “Arabesque”, funky-jazz che si evolve in uno spericolato assolo di sax al limite del free. Raccomandiamo vivamente ai fans ortodossi e ai poveri di curiosità di astenersi dall’ascolto, che consigliamo vivamente invece a chi non disdegna l’avventura da vivere su 4 facciate di vinile o una di CD.

7 – Mina Fossati – Mina Fossati. La voce della Signora della Musica Italiana al servizio di composizioni inedite di Ivano Fossati, interpretate a “quattro ugole” con lo stesso autore, che nell’occasione fa un passo indietro rispetto al ritiro annunciato nel 2012. Arrangiamenti garbati, suoni riconducibili maggiormente at dischi di Fossati che agli ultimi di Mina, canzoni belle e ben interpretate fanno di questo disco un prodotto di classe notevole, decisamente al di sopra della media della produzione italiana. La voce della Mazzini è a tratti appena velata, ma riteniamo di poterla “perdonare …”

6 – Cesare Cremonini – 2C 2C The best. Un cofanetto con 6 Cd. Il primo di inediti, nel secondo e nel terzi i successi di venti anni di carriera, negli altri canzoni con voce e piano e nel sesto solo versioni strumentali.

5 – Tiziano Ferro – Accetto miracoli. In attesa della partecipazione a Sanremo come “Super Ospite” resta in classifica il recente lavoro di Tiziano Ferro,prodotto da Timbaland e anticipato da due singoli, Buona (Cattiva) Sorte e Accetto Miracoli. Un album che l’artista ha definito fin da subito come “fresco, onesto, energico, figlio dell’esigenza di consegnarmi ad esperienze nuove”. Il disco, pubblicato in CD eVinile, contiene 12 canzoni che si muovono agilmente entro sonorità e generi differenti, riconducibili tuttavia tutte al suo stile. Unica collaborazione nel disco è il duetto con Jovanotti in Balla Per Me.

4 – Calibro 35 – Momentum. A distanza di 13 anni dall’esordio, la Band regina del revival del suono ispirato alle colonne sonore dei film anni ’70, ha deciso di intraprendere una strada maggiormente originale e personale senza disdegnare incursioni nel post-rock e nell’Hip hop, anche grazie agli interventi di Illa J e Mei.

3 – J.Ax – Reale. 18 brani con le collaborazioni di Max Pezzali, Enrico Ruggeri, Jake La Furia, Il Cile, Sergio Sylvestre e Paola Turci, a testimonianza della definitiva svolta “Pop” di uno dei padri del Rap italiano.

2 – Algiers – There is no year. Irrompe al secondo posto il terzo album del gruppo di Atlanta guidato dal cantante di colore Franklin James Fisher. L’esplosiva miscela tra post-punk, elettronica e soul continua a caratterizzare il suono del gruppo molto amato dalle nostre parti.

1 – Brunori – Cip!. Conserva la prima posizione Il quinto album del cantautore calabrese, pubblicato il 10 gennaio. Estremamente ispirato, è il disco della maturità dell’artista, palesemente erede della generazione dei cantautori italiani degli anni ’70. In questo lavoro prevale un’ispirazione “degregoriana”, ma non mancano rispettosi quanto affettuosi riferimenti a Ivan Graziani (“Al di là dell’amore”) o al caro vecchio maestro conterraneo Rino Gaetano (“Bello appare il mondo”).

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