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Disoccupazione agricola giugno: due pagamenti in arrivo

Disoccupazione agricola in pagamento: quali sono le date? Scopriamolo insieme.

La Disoccupazione agricola è in pagamento e in questo articolo vedremo quando arriva e a chi spetta l’accredito (scopri le offerte di lavoro e i concorsi attivi. Ricevi le news gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Disoccupazione agricola in pagamento: ecco le date

Il 19 e 20 giugno 2024 l’INPS procederà all’erogazione dell’indennità di disoccupazione agricola 2024 per le giornate non lavorate nel 2023. Tuttavia, il pagamento sarà effettuato in queste date solo per i beneficiari il cui fascicolo previdenziale indica espressamente uno di tali giorni.

L’indennità, infatti, sarà corrisposta in un unico pagamento durante l’estate. Ma la gestione di questo beneficio è affidata alle strutture locali dell’INPS piuttosto che alla sede centrale, il che comporta una variabilità nelle date di erogazione a seconda della zona.

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Come controllare la data di pagamento della disoccupazione agricola nel 2024

Per verificare la data di accredito dell’indennità di disoccupazione agricola 2024, puoi seguire questi passaggi consultando il tuo fascicolo previdenziale:

  1. Visita la pagina del fascicolo previdenziale sul sito dell’INPS.
  2. Clicca su Utilizza lo strumento situato in alto a destra per accedere.
  3. Autenticati utilizzando le tue credenziali SPID, CIE (Carta d’Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
  4. Una volta nel fascicolo, seleziona Prestazioni e poi Pagamenti dal menu a sinistra.
  5. Qui troverai un elenco di tutte le prestazioni ricevute dall’INPS, raggruppate per anno. Seleziona la voce relativa alla disoccupazione agricola del 2024.
  6. Nella schermata successiva, potrai visualizzare le disposizioni di pagamento, inclusa quella di giugno 2024.

Disoccupazione agricola in pagamento: a chi spetta?

L’indennità di disoccupazione agricola 2024 rappresenta un sostegno economico per i lavoratori agricoli dipendenti, finalizzato a compensare le giornate non lavorate nel 2023. Per accedere a questo beneficio, i candidati devono rispettare specifici requisiti:

  • essere iscritti negli elenchi nominativi dei lavoratori agricoli dipendenti, per l’anno cui si riferisce la domanda o avere un rapporto di lavoro agricolo a tempo indeterminato solo per una parte dell’anno di competenza della prestazione dando luogo, così, a eventuali periodi di mancata occupazione al di fuori del contratto di lavoro;
  • avere almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria (mediante l’iscrizione negli elenchi agricoli, ovvero lavoro agricolo con qualifica OTI per almeno due anni civili antecedenti la domanda o, in alternativa, con l’iscrizione negli elenchi, ovvero lavoro agricolo con qualifica OTI, per l’anno di competenza della prestazione e l’accreditamento di un contributo contro la disoccupazione involontaria per attività dipendente non agricola precedente al biennio di riferimento della prestazione);
  • avere accumulato almeno 102 contributi giornalieri nel biennio costituito dall’anno cui si riferisce l’indennità e dall’anno precedente (tale requisito può essere perfezionato mediante il cumulo con la contribuzione relativa ad attività dipendente non agricola purché l’attività agricola sia prevalente nell’anno o nel biennio di riferimento). Possono essere utilizzati, per raggiungere i 102 contributi, anche quelli figurativi relativi a periodi di maternità obbligatoria e di congedo parentale, compresi nel biennio utile.
La pagina della disoccupazione agricola sul sito dell’INPS.

Quali lavoratori hanno diritto alla disoccupazione agricola dopo le dimissioni?

I lavoratori che desiderano accedere a questo beneficio devono soddisfare determinati requisiti e possono anche richiedere l’indennità in caso di dimissioni per giusta causa, conformemente alla sentenza della Corte Costituzionale (n. 269 del 24 giugno 2002). Se la giusta causa non viene riconosciuta, sarà necessario restituire l’indennità all’INPS.

Le cause ritenute valide per le dimissioni includono:

  • Mancato pagamento della retribuzione: I lavoratori possono presentare la domanda di indennità senza ulteriori documenti.
  • Molestie sessuali sul posto di lavoro: È necessaria documentazione adeguata a comprovare l’accaduto.
  • Modifiche peggiorative delle mansioni lavorative: Occorre presentare prove delle modifiche contrattuali non concordate.
  • Mobbing e disturbi del benessere psico-fisico dovuti a comportamenti vessatori: È richiesta documentazione che attesti le condizioni di salute e il nesso causale con il lavoro.
  • Significative variazioni delle condizioni di lavoro a seguito di cessioni d’azienda: È necessario documentare come tali variazioni abbiano influito negativamente sulla situazione lavorativa.
  • Spostamento del lavoratore senza giustificazioni tecniche, organizzative o produttive valide: Si richiede la dimostrazione che lo spostamento sia ingiustificato.
  • Comportamenti ingiuriosi da parte dei superiori: È essenziale fornire testimonianze o altre forme di prova che confermino tali comportamenti.

FAQ: Domande frequenti sulla Disoccupazione agricola

Quando va richiesta la disoccupazione agricola?

La disoccupazione agricola può essere richiesta ogni anno tra il 1° gennaio e il 31 marzo, con queste modalità:

  • online sul sito dell’INPS;
  • telefonicamente chiamando il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile;
  • rivolgendosi a Caf e Patronato.

Si può richiedere la disoccupazione agricola dopo le dimissioni per giusta causa?

La Corte Costituzionale (sentenza n. 269 del 24 giugno 2002) ha stabilito che dopo le dimissioni per giusta causa il lavoratore possa richiedere la disoccupazione agricola solo se queste sono dovute a:

  • mancato pagamento della retribuzione;
  • molestie sessuali sui luoghi di lavoro;
  • modificazioni peggiorative delle mansioni lavorative;
  • mobbing, crollo dell’equilibrio psico-fisico del lavoratore a causa di comportamenti vessatori da parte dei superiori gerarchici o dei colleghi;
  • notevoli variazioni delle condizioni di lavoro, a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda;
  • spostamento del lavoratore da una sede a un’altra, senza che sussistano comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive;
  • comportamento ingiurioso posto in essere dal superiore gerarchico nei confronti del dipendente.

Qual è l’importo della disoccupazione agricola 2023?

L’importo della disoccupazione agricola equivale al 40% della retribuzione di riferimento, ma dalla somma spettante si sottrae un 9% a titolo di contributo di solidarietà.

Solo gli operai agricoli a tempo indeterminato non pagano il contributo di solidarietà, perché per loro l’importo della disoccupazione corrisponde al 30% della retribuzione effettiva.

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