Cultura

Col nostro dispenser tech berrete vino unico anche dopo mesi

Albicchiere è una start up che potrebbe cambiare il mercato. Saremo la Nespresso del vino

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6' di lettura

Ci sono almeno tre cose che farebbero la gioia di un amante del vino: berlo sempre alla temperatura ideale, conservare quello che resta senza alterarne la qualità e poter tracciare il prodotto al momento dell’acquisto per sapere se durante il trasporto ha mantenuto le caratteristiche che aveva quando è stato imbottigliato. Lo so, state pensando: bello e impossibile. Vi sbagliate. Si può fare, insieme a tanto altro. Grazie a un’idea sviluppata da un team umbro che potrebbe rivoluzionare il mercato del vino. E non solo in Italia. Che Albicchiere possa rappresentare un punto di svolta nel consumo e nella commercializzazione del vino lo confermano i riconoscimenti raccolti un po’ ovunque. A Barcellona, dove il progetto è stato premiato alla Innovation World Cup. Ma anche a Lisbona, dove è stato selezionato al Web Summit. Qualche giorno fa la start up umbra è stata a Las Vegas, dove ha partecipato al Ces, insieme a una delegazione italiana, raccogliendo consensi e tanto interesse.

Il dispenser in cucina…

Un dispenser ultratecnologico (e molto bello)

Per semplificare: ci apprestiamo a parlare di un dispenser ultra tecnologico, dai costi accessibili, e che potrebbe affiancare in un angolo della vostra cucina quelle macchine per il caffè espresso che hanno sostituito la tradizionale moka.

Abbiamo raggiunto Diego Pepini, fondatore (con Massimo Mearini) e direttore tecnico dell’azienda, che è appena tornato dagli Stati Uniti. Se amate il vino continuate a leggere: scoprirete un prodotto che potrebbe arricchire la vostra esperienza. In realtà potrebbe interessare anche a chi non beve, e tra qualche rigo capirete il perché.

Com’è nata l’idea di Albicchiere?

“Come tante idee si è sviluppata così, per diletto. Soprattutto partendo da un’esigenza. Non sono un grande consumatore del vino e spesso i miei ospiti mi dicevano: no, se è solo per me inutile aprire la bottiglia…”

E allora?

“Beh, di base sviluppiamo prodotti innovativi per altre aziende. In questo caso abbiamo deciso di sviluppare un nostro prodotto”.

Vino: Diego Papini di Albicchiere
Diego Pepini

Lo spreco di vino ha raggiunto livelli inimmaginabili

Qual è stato il primo passo?

“Un’ analisi per verificare la reale necessità di un prodotto di questo genere. Abbiamo scoperto che c’è un’enorme quantità di vino che viene sprecata. Nella sola Gran Bretagna ogni anno non vengono utilizzate 600 milioni di bottiglie. Si apre il vino, se ne beve metà, il resto via. Tra i rifiuti. Anche quando si tratta di prodotti costosi, di livello”.

Accertata la necessità, come avete continuato?

“Beh, vivo in Umbria, a due passi dalla zona del Chianti. Siamo circondati, mi pare evidente, da eccellenti produttori. Abbiamo parlato con loro, chiesto quali siano i problemi connessi alla distribuzione, alla commercializzazione, alla conservazione del vino”.

Cosa è venuto fuori?

“Cose che un amante del vino dovrebbe conoscere bene. Il sapore del vino si appiattisce se non viene bevuto alla sua temperatura ideale. Bastano due gradi di differenza per perdere quel mondo di aromi progettati dal produttore. Ma non solo: se il vino viene esposto anche per un solo giorno a 25 gradi inizia a ossidare, perde per sempre le sue caratteristiche. Cosa che accade spesso, e non solo d’estate o durante il trasporto. Basta tenere la bottiglia in casa: non tanti hanno la fortuna di avere una cantinella”.

Vino: Top innovators

Quelle buste intelligenti…

Con Albicchiere avete trovato la soluzione…

“Sì, abbiamo realizzato un dispenser ultratecnologico. All’interno ci sono delle smart bag, delle buste. Ne abbiamo studiato un tipo, lo stiamo brevettando: può conservare in modo perfetto il contenuto, anche per mesi. Vengono inserite con facilità nel dispenser e possono essere sostituite anche se il vino non è stato tutto consumato”.

Quindi sarà possibile servire a cena anche vini diversi, alla giusta temperatura e conservati perfettamente, senza dover aprire tante bottiglie e senza nessuno spreco?

“Sì, proprio così. Oltretutto l’app collegata al dispenser ci consiglierà anche il vino adatto per un determinato tipo di cibo. Ma pure la temperatura ideale. In tempi di Masterchef ha una sua importanza”.

Il dispenser necessita di manutenzione?

“No, per niente: non deve neppure essere pulito quando si cambia il vino”.

Può essere inserito in tutte le cucine o è ingombrante?

“No, anzi. E’ un oggetto molto bello. Dal design moderno e raffinato, realizzato per noi da Emanuele Pangrazi. Il vino esce dall’alto, e c’è un display che riconosce il prodotto ed ha la funzione dell’etichetta. Ma non solo…”.

Cioè?

“Grazie all’App è possibile gestire da remoto il dispenser e quindi scegliere a che ora il vino deve essere alla giusta temperatura. Si può anche chiedere quale vino sia più adatto a un determinato cibo. E’ possibile collegarlo ad Amazon Echo e Google Home”.

Vino: Smart Wine platform

Con Albicchiere si difende anche l’ambiente

La vendita del prodotto in smart bag e non in bottiglia potrebbe anche facilitare la crescita dell’ecommerce di questo settore?

“Certo. Si riducono anche di molto i costi. A partire dalla bottiglia per finire all’imballaggio. Ma non solo: questa soluzione riduce anche le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera del 40 per cento”. (Se questo articolo ti sta piacendo, condividilo con i tasti social. E segui la pagina Facebook di The Wam. A te costa un attimo, ma ci aiuterebbe a crescere molto)

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E come?

“Ce lo ha rivelato uno studio fatto in California. Basta qualche dato: una bottiglia di vetro, vuota, pesa 480 grammi. Una busta, prodotta con materiale riciclabile, 42. Il trasporto è quindi più ingombrante e oneroso. Senza contare che il vetro, per fondere, deve raggiungere temperature molto elevate, con inevitabili emissioni di gas nell’ambiente”.

Abbiamo detto che il vino sottoposto a certe temperature perde le sue caratteristiche durante il trasporto, potrebbe accadere anche alle buste?

“Sì, ma il consumatore potrà verificare al momento dell’acquisto, grazie alla nostra app. Potrà tracciare il prodotto e scoprire se durante il trasporto ha subito significative variazioni di temperatura. In quel caso non lo compra. Ora non può farlo”.

Vino: albicchiere sul palco

In Italia piace soprattutto ai ristoratori

Come vi state muovendo per imporre Albicchiere sul mercato?

“Abbiamo scelto due canali diversi. All’estero, in particolare Stati Uniti, dove abbiamo allacciato tanti contatti, e Australia, ci rivolgiamo soprattutto ai consumatori. Le richieste in Italia arrivano per ora da ristoranti e hotel”.

Perché questa differenza?

“E’ anche una questione culturale. Negli Stati Uniti il vino viene sorseggiato non solo a cane ma anche lontano dai pasti. Magari in una serata si degustano anche più prodotti. Non si deve necessariamente scolare tutta la bottiglia. E questo si sposa perfettamente con la filosofia del dispenser”.

In Italia?

“Le richieste di ristoranti e hotel hanno una loro logica. La lista dei vini al bicchiere è in genere molto limitata. Anche perché una volta aperta la bottiglia il prodotto inevitabilmente si deteriora. Con il dispenser si supera questo inconveniente. E mi sembra chiaro che i ristoratori abbiano maggiori margini di guadagno vendendo al bicchiere”. (A proposito di eroi digitali: leggi questa intervista al direttore creativo di Fanpage, Luca Iavarone. Ci parla di creatività, coraggio e innovazione)

Il vino in busta? Ma in Francia piace

Il vino in busta fa storcere il naso ai nostri puristi…

“Sì, ma è una questione davvero italiana. In Francia, dove il vino, come da noi, ha la stessa valenza in termini di cultura e tradizione, il 36 per cento del prodotto viene venduto in bag. Nei Paesi scandinavi siamo oltre il 50 per cento”.

Quanto costerà il dispenser?

“Tra qualche mese inizierà il crowdfunding di prevendita su alcune piattaforme. Il primo modello costerà 300 dollari negli Stati Uniti e 280 euro in Europa. E’ un prezzo scontato per chi lo acquisterà in anticipo”.

Il vostro obiettivo?

“Diventare la Nespresso del vino”.

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