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Disturbi del sonno: quali sono i principali? E come si trattano?

Cosa sono i disturbi del sonno, quali sono i sintomi principali e i trattamenti più efficaci.

di The Wam

Giugno 2024

Con la generica espressione disturbi del sonno si fa riferimento a un notevole numero di
condizioni che hanno un impatto più o meno pesante sulla quantità e/o sulla qualità del sonno.
Quello dei disturbi del sonno è un capitolo particolarmente importante della medicina, sia perché
interessa sporadicamente o cronicamente una rilevante percentuale della popolazione generale, in
particolar modo quella adulta, sia perché tali disordini possono avere ripercussioni importanti sulle
normali attività quotidiane e sulla salute generale.

I principali disturbi del sonno: sintomi principali e trattamenti

Per quanto, quando si parla di tali problematiche, si pensi spesso solamente all’insonnia, tali disordini sono numerosi, tant’è che secondo la classificazione ICSD, l’International Classification of Sleep Disorders, esistono più di ottanta diversi disturbi, anche se alcuni di essi sono molto rari. 

Trattandosi di problematiche spesso molto differenti tra loro, anche se con alcuni tratti comuni, i trattamenti che vengono utilizzati sono i più svariati; si va infatti, solo per fare alcuni semplici esempi, dall’agopuntura per l’insonnia, a strategie di attesa nel caso di sonniloquio, al ricorso alla terapia con maschera CPAP nel caso della sindrome delle apnee ostruttive del sonno ecc.

La varietà dei disturbi del sonno è tale che, a seconda degli specifici casi, si ha il coinvolgimento di diverse figure specialistiche come per esempio il neurologo, lo psicologo, lo psichiatra, lo pneumologo, il pediatra ecc.

Insonnia: il disturbo del sonno più comune

Se facciamo riferimento al numero di soggetti coinvolti, il disturbo del sonno più importante è indiscutibilmente l’insonnia, di cui si distinguono diverse forme. Consiste essenzialmente in una riduzione della qualità e/o della quantità del riposo notturno. A seconda del suo perdurare nel tempo la si classifica come a breve, medio e a lungo termine; quest’ultima, una forma cronica, è ovviamente la problematica più severa e più difficile da risolvere. Il sintomo principale è la difficoltà a mantenere il sonno e a riaddormentarsi dopo che ci si è svegliati durante il riposo notturno.

Per quanto riguarda i trattamenti, esistono rimedi farmacologici, ma prima di ricorrere ai medicinali (quelli utilizzati in questi casi possono creare dipendenza), il medico curante valuta anche altre possibilità come per esempio il ricorso a integratori alimentari (per esempio la melatonina), all’agopuntura (una medicina non convenzionale), a rimedi fitoterapici e a modifiche dello stile di vita (misure comportamentali). L’insonnia può anche essere un sintomo di malattie neurologiche o psichiatriche; in questi casi è importante il coinvolgimento di figure professionali specifiche quali il neurologo e lo psichiatra.

La sindrome delle apnee ostruttive nel sonno

Un disturbo del sonno piuttosto noto (la cui frequenza è, secondo alcuni autori, sottostimata) è la sindrome delle apnee ostruttive nel sonno; questa condizione è caratterizzata da frequenti episodi di ostruzione delle vie aeree durante il riposo notturno; tale ostruzione può essere parziale o completa e più o meno prolungata. Segni e sintomi principali sono il russamento e la sonnolenza diurna. Il trattamento gold standard per questo disturbo è la terapia con la maschera CPAP che viene applicata durante le ore di riposo; non esiste infatti un rimedio farmacologico specifico. Nei casi più gravi il medico potrebbe suggerire anche l’intervento chirurgico.

Sonniloquio ed enuresi notturna, più comuni nei bambini

Un disturbo del sonno abbastanza comune, e che si riscontra soprattutto in età pediatrica, è il sonniloquio, vale a dire il parlare nel sonno. Di norma non richiede trattamento; nel caso dei bambini, se gli episodi sono molto frequenti si può chiedere il parere del pediatra. Negli adulti tale manifestazione è meno comune; in alcuni casi è associata al morbo di Parkinson.

Fra i disturbi del sonno che riguardano i bambini merita sicuramente un cenno l’enuresi notturna; riguarda di norma la fascia di età compresa tra i 5 e i 10 anni. Consiste essenzialmente nel mancato controllo della vescica durante il sonno e il bambino finisce conseguentemente per bagnare il letto e/o i vestiti. Le cause possono essere diverse e per quanto riguarda i trattamenti, molto spesso si ricorre a misure comportamentali (regolarità nell’andare in bagno durante il giorno e poi poco prima di coricarsi), esercizi per migliorare il controllo della vescica e, nei bambini di età superiore ai 7 anni, allarmi sonori periodici. Il ricorso a farmaci non è frequente ed è comunque il medico che stabilisce se tale rimedio è o no opportuno.

Sindrome delle gambe senza riposo

Di natura neurologica è infine la sindrome delle gambe senza riposo, un disturbo del sonno non così raro dato che può interessare dal 5 al 15% della popolazione adulta. La diagnosi non è sempre agevole. Ne esiste una forma primaria, le cui cause non sono note, e una secondaria, ovvero associata a determinate patologie. La sintomatologia è variegata: formicolio, prurito o contrazioni agli arti inferiori con un fastidio che tende a migliorare se si muovono le gambe; ciò porta a una difficoltà ad addormentarsi che può sfociare in insonnia vera e propria. Nelle forme idiopatiche si consiglia in genere uno stile di vita sano: alimentazione equilibrata e regolare attività fisica, due strategie che servono a migliorare la qualità del sonno. Nelle forme secondarie è necessario trattare la patologia sottostante.

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