Divieto di licenziamento 2021: durata, ammessi ed esclusi

Divieto di licenziamento 2021: è ufficiale la proroga fino al 31 dicembre, ma la revisione non riguarda tutti i datori di lavoro. Scopri tutti i dettagli.

2' di lettura

Divieto di licenziamento 2021: una nuova revisione al Sostegni bis conferma, per alcuni casi, il blocco fino al 31 dicembre (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Le novità riguardano i datori di lavoro destinatari del trattamento di cassa integrazione a seguito dell’emergenza sanitaria.

Vediamo insieme quali sono le ultime novità sul divieto di licenziamento. Continua a leggere l’articolo.

Novità sul divieto di licenziamento 2021

Le misure messe decise dal decreto Sostegni bis per imprese e lavoro estendono il blocco ai licenziamenti fino al 31 dicembre 2021, per tutti i datori di lavoro che abbiano presentato domanda per gli strumenti di integrazione salariale.

L’estensione del divieto di licenziamento accompagna la proroga degli ammortizzatori sociali istituiti lo scorso anno formando una sorta di “rete di protezione” per gli italiani in difficoltà a causa della pandemia.

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A chi si applica il blocco

Sebbene sia stata accettata l’estensione del divieto di licenziamento 2021, è bene chiarire che non tutte le aziende saranno interessate dalla proroga.

I datori di lavoro che non hanno necessità di ricorrere alla cassa integrazione Covid-19 non sono più soggette al blocco licenziamenti già a partire dal primo luglio 2021.

In particolare il divieto di licenziamento non si applica in caso di:

  • cessazione definitiva dell’attività dell’azienda;
  • cessazione conseguente alla messa in liquidazione della società;
  • stipula di un accordo collettivo aziendale che prevede l’incentivo alla risoluzione dei rapporti di lavoro;
  • fallimento aziendale.

Il blocco resta invece in vigore per:

  • imprese che hanno diritto all’assegno ordinario e alla cassa integrazione salariale in deroga, quelle destinatarie della cassa integrazione operai agricoli e le aziende del settore tessile, del turismo e del commercio fino al 31 ottobre 2021;
  • tutte le altre imprese che hano presentato domanda per gli strumenti di integrazione salariale fino al 31 dicembre 2021;
  • aziende con un numero di dipendenti non inferiore a 1.000, fino al 31 dicembre 2021.

Se hai dubbi o domande in riferimento, non esitare a scriverci su Instagram.

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