In questi giorni il Ministero dell’Istruzione ha parlato dell’introduzione dal prossimo anno scolastico delle figure di docente tutor e orientatore. In questo approfondimento vediamo di chi si tratta e come funzionano queste figure - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Il Ministro dell’Istruzione Valditara ha parlato dell’importanza dei docenti tutor nelle istituzioni scolastiche e della loro introduzione nelle scuole dal prossimo anno scolastico.
Si tratterebbe di circa 40mila insegnanti che hanno il compito di orientare gli studenti delle scuole secondarie di II grado (liceo e istituto tecnico-professionale) prima di procedere con la loro carriera scolastica all’università o entrare nel mondo del lavoro.
In merito alle due figure, il Ministero ha pubblicato finora solo una bozza di decreto, in attesa di essere confermato in via ufficiale.
Nei prossimi paragrafi cerchiamo di capire chi sono il docente tutor e orientatore, quante e quali sono le risorse a disposizione per queste figure e come funziona il loro lavoro.
Indice
- Docente tutor e orientatore: chi sono
- Docente tutor e orientatore: requisiti
- Docente tutor e orientatore: risorse finanziarie
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Docente tutor e orientatore: chi sono
In base alla bozza del decreto ministeriale dello scorso 28 marzo 2023, dal prossimo anno scolastico 2023/2024 saranno inserite nelle scuole due nuovi tipi di insegnanti: docente tutor e orientatore.
Si tratta in particolare di circa 40mila insegnanti il cui scopo è di migliorare l’orientamento degli studenti nella scelta dell’università o dell’attività lavorativa dopo la scuola secondaria e di ridurre così la dispersione scolastica. Per farlo, i docenti tutor riceveranno un’apposita formazione tramite un corso telematico, in partenza secondo il Ministro Valditara, già dalle prossime settimane.
Alla figura del docente tutor deve essere necessariamente affiancata quella dell’orientatore, come indicato nel punto 10.2 delle Linee guida per l’orientamento. In particolare, nelle linee guida si legge che ogni istituzione scolastica deve prevedere una figura che gestisce i dati relativi all’orientamento forniti dal Ministero dell’Istruzione e che ha il compito di metterli a disposizione dei docenti tutor, degli studenti e delle famiglie.
Tuttavia, per accedere alla formazione e ricoprire i ruoli di docente tutor e orientatore, gli insegnanti devono rispettare una serie di requisiti, di cui parliamo nel prossimo paragrafo.
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Docente tutor e orientatore: requisiti
Il testo di bozza del decreto per docente e tutor orientatore spiega che per accedere alla formazione e svolgere questi ruoli è necessario rispettare alcuni requisiti fondamentali.
Nello specifico, il Ministero dell’Istruzione prevede che il docente, per l’accesso alla formazione propedeutica allo svolgimento della funzione di tutor, deve possedere:
- almeno cinque anni di anzianità di servizio con contratto a tempo indeterminato;
- svolgimento, in via prioritaria, di compiti che rientrano tra quelli attribuiti al tutor scolastico (funzione strumentale o referente per l’orientamento, per il contrasto alla dispersione scolastica, nell’ambito del PCTO, per l’inclusione e attività similari e connesse a tali tematiche);
- disponibilità ad assumere la funzione di tutor per almeno un triennio scolastico.
Il numero di docenti tutor e le relative risorse finanziarie disposte dal fondo apposito dipende dalla quantità di studenti nelle classi terze, quarte e quinte presenti nelle istituzioni scolastiche di II grado per l’anno 2023/2024.
A proposito di risorse, nel prossimo paragrafo vediamo a quanto ammontano i soldi messi a disposizione per assumere le figure di docente tutor e orientatore e quanto spetta in base alla categoria di appartenenza.

Docente tutor e orientatore: risorse finanziarie
Nei paragrafi precedenti abbiamo visto nel dettaglio chi sono le figure di docente tutor e orientatore secondo la bozza del decreto ministeriale e quali sono i requisiti per accedere a questi ruoli.
Adesso, invece, passiamo alle risorse finanziarie messe a disposizione. La prima domanda che viene naturale farsi è: da dove provengono i soldi per assumere queste nuove figure?
Il decreto stabilisce che per l’assunzione dei docenti tutor il Ministero attingerà da un fondo apposito previsto dall’art. 1 comma 561 della Legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di bilancio 2023). In particolare, si tratta del “Fondo finalizzato alla valorizzazione del personale scolastico con particolare riferimento alle attività di orientamento, di inclusione e di contrasto alla dispersione scolastica”.
L’ammontare del fondo è pari a 150 milioni di euro per l’anno 2023, da ripartire secondo i criteri e le modalità previste dalla stessa legge di bilancio, che partono dal numero di studenti delle classi terze, quarte e quinte delle scuole di II grado nell’anno scolastico 2023/2024.
Dopo aver dato comunicazione alle singole istituzioni scolastiche in merito all’assegnazione di queste risorse finanziarie, le scuole sono tenute a individuare i docenti tutor tra i propri docenti che hanno portato a termine la formazione propedeutica. Allo stesso modo, sono sempre le scuole a individuare anche le figure di orientatori, in base alle linee guida menzionate nel paragrafo precedente.
Le risorse finanziarie assegnate vanno utilizzate per remunerare, per l’intero anno scolastico e in ciascuna istituzione scolastica:
- un docente tutor per ciascun raggruppamento di studenti, con uno stipendio che va da un minimo di 2.850 euro lordo Stato a un valore massimo pari a 4.750 euro lordo Stato;
- un orientatore, anche detto docente dell’orientamento, al quale sarà riconosciuta una retribuzione pari a un valore minimo di 1.500 euro lordo Stato, che può aumentare fino a un valore massimo pari a 2.000 euro lordo Stato.
In ogni caso, per avere ulteriori dettagli sul funzionamento delle figure di docente tutor e orientatore dovremo attendere la pubblicazione della versione ufficiale del decreto.