Parroco accoltellato a morte da uno dei migranti che ha aiutato con amore

La storia di don Roberto Malgesini, 51 anni, è stato accoltellato alla gola da un migrante senzatetto, uno dei tanti che ha aiutato in questi anni ignorando una ordinanza del sindaco che vietava di sfamare i senzatetto. Un prete di strada, vicino agli ultimi, amatissimo in paese e che proprio uno degli ultimi ha ucciso. L'uomo che lo ha accoltellato soffre di problemi psichici.

Parroco accoltellato a morte da uno dei migranti che ha aiutato con amore
Don Roberto Malgesini un prete di strada è stato ucciso a Como con una coltellata alla gola da uno degli immigrati che sfamava ogni mattina.


3' di lettura

Era il prete degli ultimi e uno degli ultimi lo ha ucciso, con una coltellata alla gola. Don Roberto Malgesini, 51 anni, è stato ucciso questa mattina alle sette a Como, in piazza San Rocco, a pochi passi dalla parrocchia e dalla sua abitazione.

Ucciso da un immigrato con problemi psichici

Lo ha ucciso un immigrato con problemi psichici. Un solo fendente, alla gola. Letale.

Poco dopo lo straniero si è costituito alla caserma della compagnia dei carabinieri. Aveva gli abiti sporchi di sangue, non ha spiegato il motivo del suo gesto.

Un omicidio che ha profondamente scosso la città lariana, don Malgesini era molto conosciuto, anche per il suo attivismo nei confronti degli immigrati. Ogni mattina si poteva vederlo distribuire delle colazioni ai senzatetto. E un senzatetto era l’uomo che gli ha tolto la vita.

La lunga battaglia con il sindaco

Sul luogo del delitto è arrivato subito il vescovo, Oscar Cantoni, dove c’è anche il sostituto procuratore Massimo Astori, che conduce le indagini.

Don Roberto era diventato molto noto, anche a livello nazionale, per lo scontro – che durava da anni – con il sindaco di Como, Mario Landriscina, capo di una amministrazione a fortissima trazione leghista, che aveva vietato di sfamare 150 poveri che hanno trovato rifugio nel centro cittadino.

Ogni giorno vicino a chi soffre, a chi non ha nulla

La Caritas aveva protestato. E don Roberto, con il contributo degli altri volontari, aveva ignorato quell’ordinanza, continuando ogni mattina a preparare tè, biscotti e panini per i senzatetto.

Un prete di strada, originario di Cosio, in provincia di Sondrio, e assegnato alla parrocchia di San Bartolomeo. Un parroco vicino a chi soffre, a chi non ha nulla e sempre pronto a dare un aiuto, non solo per il cibo, ma anche per le cure mediche.

Questa mattina uno degli ultimi che ha aiutato con tanto amore gli ha tolto la vita.

Anima generosa, ha aiutato gli altri tutta la vita

«Questa mattina – si legge in una nota della Caritas nazionale – è stato ucciso a Como don Roberto Malgesini per mano di un uomo, senza dimora, che soffre di gravi problemi psichici. La Caritas di Roma sono vicini alla Diocesi di Como in questo momento di dolore. Don Roberto Malgesini aveva compiuto 51 anni lo scorso agosto».

«Era un prete – continua la nota – dedito alla solidarietà: collaboratore alla parrocchia di San Bartolomeo, portava le colazioni ai senzatetto, serviva alla mensa, al dormitorio, aveva stretto relazioni profonde con molti senzatetto e migranti, se c’era bisogno di portare qualcuno dal medico lo caricava in auto e senza pensarci due volte lo accompagnava. Un anima generosa, non solo per vocazione religiosa, ma soprattutto per quella umana. Aiutare gli altri è il precetto su cui aveva basato la sua intera vita».

«Di fronte alla tragedia – ha detto il vescovo Oscar Cantoni – la Chiesa di Como si stringe in preghiera per il suo prete don Roberto e per chi l’ha colpito a morte».

Fontana: un esempio per tutti noi

Per il presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, «don Roberto è un esempio per tutti noi».

Rinunciava al suo cibo per donarlo a loro

Su Facebook, tra i tanti post dedicati al parroco c’è anche questo, che ci ha colpito molto: «Ti chiamavano il prete degli ultimi perché agli ultimi hai dedicato la vita. Per vestirli, sfamarli, ascoltarli. Spesso rinunciavi al tuo stesso cibo per donarlo a loro. Non ci sono parole adeguate di fronte alla tragedia improvvisa di quella che resterà una morte senza giustificazione. Ti ringraziamo per ciò che sei riuscito a fare, e anche per tutto ciò che avresti voluto portare a termine, ma che ti è stato impedito. Grazie Don Roberto, so che continuerai a sorridere, sempre, anche da lassù»

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