Doppio aumento pensioni a ottobre: il governo ci pensa

Doppio aumento pensioni a ottobre: il governo ha presentato la bozza con tutte le norme contenute nel decreto Aiuti. L'incremento dei trattamenti pensionistici scatta da settembre ma sarà erogato a partire da ottobre. Si lascia intendere per quella mensilità un doppio aumento del 2%. Per gli altri mesi sarà del 2% prima della rivalutazione piena di gennaio (un altro 5%). Le altre misure contenute nel decreto.

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Doppio aumento pensioni a ottobre: il governo ci pensa, nella bozza del nuovo decreto Aiuti i dettagli della misura. (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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L’aumento delle pensioni è legato al parziale anticipo della rivalutazione dei trattamenti pensionistici che avrebbe dovuto essere applicato da gennaio 2023, quando gli importi dovranno essere aumentati tra il 7 e l’8% per adeguarli all’inflazione record del 2022.

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L’incremento anticipato previsto dal governo Draghi è del 2%, che è poco, ma più della rivalutazione dello scorso anno, quando, dopo una serie di aggiustamenti in corso d’opera è stata dell’1,9%.

A proposito di svalutazione, questo è il salasso subito dalle famiglie in estate. Il governo ha cercato di correre ai ripari con l’aumento del netto in busta paga. Ma si teme comunque un forte aumento delle bollette in autunno, anche se l’Arera sembra aver trovato una parziale soluzione.

Leggi anche di quanto potrebbero aumentare l’indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità civile.

Doppio aumento pensioni a ottobre: doppio, perché

Perché si parla di doppio aumento a ottobre? Perché – almeno da quello che si legge nella bozza del nuovo decreto Aiuti – la rivalutazione del 2% dovrebbe partire da settembre e quindi a ottobre i pensionati dovrebbero trovarsi un accredito con un doppio aumento del 2%. Che diventerà 2% a novembre e dicembre. Mentre a gennaio scatterà l’altra rivalutazione, presumibilmente un altro 5%.

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Doppio aumento pensioni a ottobre: rivalutazione

Ricordiamo che in genere la rivalutazione viene calcolata sulla base dell’inflazione che si è registrata nei primi nove mesi dell’anno. E quindi il dato di riferimento sarà quello diffuso dall’Istat sull’aumento del costo della vita di settembre.

Ovviamente aumenteranno tutti trattamenti, sia quelle previdenziali, sia quelle assistenziali, compresi quelli che vengono erogati alle persone con disabilità.

Doppio aumento pensioni a ottobre: quale incremento

La misura è apprezzabile nelle intenzioni, ma purtroppo non cambia molto per i pensionati che hanno visto quest’anno ridursi in modo costante e preoccupante il potere d’acquisto del loro assegno pensionistico.

Comunque per avere un’idea degli effetti della rivalutazione riportiamo questo schema:

  • una pensione di 600 euro avrà un aumento mensile di 12 euro;
  • una pensione di 1.000 euro avrà un aumento mensile di 20 euro;
  • una pensione di 1.500 euro avrà un aumento mensile di 30 euro;
  • una pensione di 2.000 euro avrà un aumento mensile di 40 euro.

Doppio aumento pensioni a ottobre: tre fasce

Con il 7% di rivalutazione ci sarebbero state cifre del tutto diverse (70 euro su una pensione di 1.000). Per quegli incrementi bisognerà aspettare gennaio.

Il meccanismo della rivalutazione prevede tre fasce a scaglioni progressivi:

  • il 100% della rivalutazione per le pensioni che sono fino a 4 volte la minima Inps (2.092 euro);
  • il 90% della rivalutazione per le pensioni che sono fino a 5 volte la minima Inps (2.615 euro);
  • il 75% della rivalutazione per le pensioni che superano di 5 volte la minima Inps.

Doppio aumento pensioni a ottobre: cuneo fiscale

Nel nuovo decreto Aiuti che ha un costo complessivo di 14,3 miliardi, è previsto il taglio di un punto percentuale del cuneo fiscale a partire da luglio, ma solo per i redditi non superiori a 35mila euro. Questo taglio contributivo si aggiunge allo 0,8% già deciso in un precedente decreto e porta il totale all’1,8%, che per stipendi superiori a 2.000 euro significa un netto in busta paga molto prossimo ai 70 euro al mese.

Questo taglio contributivo è stato disposto fino a dicembre. Ma la misura potrebbe diventare strutturale, anche perché molti governi si sono impegnati – senza grandi risultati – a cercare di ridurre il cuneo fiscale (la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro e la busta paga ricevuta dal lavoratore). Dipenderà dal prossimo esecutivo.

Doppio aumento pensioni a ottobre: altri interventi

Nel nuovo decreto Aiuti sono stati previsti anche questi interventi:

  • il rinnovo degli sconti sulle bollette fino al 31 dicembre 2022;
  • il taglio sulle accise della benzina fino a ottobre (comporta un risparmio di 30 centesimi al distributore);
  • l’estensione del bonus 200 euro alle categorie che erano rimaste escluse dalla prima indennità;
  • il raddoppio dei benefit aziendali;
  • gli incentivi per la formazione degli insegnanti (che dopo tre anni diventeranno strutturali).

Doppio aumento pensioni a ottobre: sindacati delusi

La bozza del decreto Aiuti è stata distribuita questa mattina ai rappresentanti dei partiti che sono stati convocati a Palazzo Chigi dal ministro dell’Economia, Daniele Franco e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli.

Si è svolta anche una riunione tecnica alla presenza dei sindacati. Le parti sociali non si sono dichiarate soddisfatte. Ritengono gli interventi sul cuneo fiscale e sulle pensioni «poco più di un’elemosina».

Il succo del discorso è questo. Su un provvedimento da 14,3 miliardi per lavoratori e pensionati sono state stanziate queste cifre:

  • un miliardo ai lavoratori;
  • 1,5 miliardi ai pensionati.

I rappresentanti del governo dopo aver illustrato ai partiti il contenuto del nuovo decreto Aiuti hanno chiesto di garantire una approvazione rapida della legge alle Camere, evitando quindi di presentare degli emendamenti. Tutti hanno fatto intendere di essere d’accordo.

Nel decreto come avrete notato non c’è (e non ci sarà) l’azzeramento dell’Iva sui beni alimentari di prima necessità. La misura avrebbe avuto dei costi alti senza però apportare benefici consistenti, anche perché su prodotti come pasta e pane l’Iva è già al 4%.

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