Saperi & Sapori. Ad Atripalda un tuffo nel mare del Malaga

Lo storico ristorante di pesce di Atripalda (Avellino). La storia e le bontà del Malaga raccontate al nostro Eugenio Corsi da Diego Nigro.

5' di lettura

Mi trovo ad Atripalda, dove in via Appia 95, incontro il sorriso ed il viso aperto di Diego Nigro, che già da un bel di tempo porta avanti il ristorante di famiglia.

“Tutto comincia con mio nonno, un commerciante di vino che ai tempi, da Tufo, si spostava nel capoluogo avellinese per servire i suoi clienti. Si trattava unicamente di famiglie dell’alta borghesia cittadina e di qualche privato. Mio padre Arnaldo, per gli amici “Sabatino”, cominciò a seguirlo in questa impresa. Successivamente, intorno agli anni sessanta, la famiglia di mio nonno si trasferì nei pressi della stazione, luogo nevralgico e pullulante della città. Decisero così di dar vita ad una vera cantina prima e di una piccola osteria poi, nella quale oltre al vino, si poteva degustare giusto qualche pietanza”.

Da lì l’intuizione per la ristorazione?

“Non proprio. In realtà, ai tempi, mio padre faceva il pizzaiolo e dagli anni settanta ai primi anni ottanta, il Malaga è stato prevalentemente questo: un luogo dove oltre alla pizza al massimo si potevano degustare delle fritture di pesce”.

Poi cos’ è cambiato?

“La vita della città fu scossa dal terremoto. La gente sentiva il bisogno di avere certezze. Tanti erano vivi per miracolo. Tutti volevano vivere, spendere e sognare! Fu così che mio padre, coadiuvato dalla tempra di mia madre Edda, concretizzò una visione che fu immediatamente chiara alla città ed alla provincia tutta. Desiderava proporre qualcosa di profondamente differente da quella che era l’offerta eno-gastronomica di allora e così, mentre tutti gli altri realizzavano ristoranti basati sulla cucina di terra, lui decise di puntare direttamente sui prodotti provenienti dal mare. Una scommessa non da poco, considerata l’epoca. Mia madre, indossati i panni della cuoca, formulò un menù composto da combinazioni semplici ma nel contempo efficaci. Soprattutto spontanee, aggiungerei. Ancora oggi infatti, tra le nostre proposte spiccano alcuni dei suoi piatti: veri evergreen insomma, come la “Pasta e fagioli con le cozze” ad esempio”.

Poi sei arrivato tu!

“Non ci crederai, ma c’è mancato davvero poco affinché nascessi all’interno del ristorante! Era il ventuno di settembre, ed il locale era stracolmo di gente per via di una comunione, quando a mia madre che era in cucina, all’improvviso le si ruppero le acque. Fortuna “volle”, (anche in senso inteso come ebollizione) che la nostra casa fosse adiacente all’attività e così lei ebbe giusto il tempo per corrervi ed avvertire l’ostetrica: dopo meno di un’ora venni alla luce. Erano i tempi in cui tra l’altro, c’erano ancora le impastatrici in legno che presto sarebbero state sostituite da quelle in acciaio”.

Capisco. E quindi?

“Beh, mia madre approfittò di questa “rivoluzione industriale” e destinò la vecchia impastatrice a ben altro uso…”

Cioè?

“Quello umano! In pratica, la vecchia impastatrice divenne la mia culla ed in questo modo lei ebbe sempre la possibilità sia di continuare a cucinare per i clienti, che di tenermi strettamente sotto controllo!”

Che storia!

Infinita.

Beh sì! Da allora sono passati molti anni ma la qualità dei vostri prodotti resta ancora un’eccellenza.

“Questo sicuramente dipende dai nostri fornitori, principalmente da uno in particolare, che già negli anni settanta ci proponeva il suo pescato e col quale, oltre ad un rapporto meramente lavorativo, si è stabilita un’amicizia è il caso di dirlo, profonda come il mare! Oltre a lui, un bel dialogo si è sviluppato anche con un pescatore di Cetara che, grazie al suo gozzo, ci rifornisce puntualmente di alici e gamberi freschissimi. Non mancano, poi, veri e propri “lupi di mare” che, in caso di totani di grandi dimensione o ricciole di notevole pezzatura, mi avvertono in tempo reale, dandomi la possibilità di proporre sempre il meglio”.

E con i frutti di mare, come la mettiamo?

Quelli preferisco prenderli a Pozzuoli, direttamente dai centri di depurazione, per garantirne l’effettiva mancanza di tossicità.

Una cucina sempre semplice quindi.

“Il nostro, è un menù che all’ottanta percento si basa su prodotti ittici. È una cucina non elaborata ma sempre di qualità. Antipasti di mare, spaghetti con le vongole, risotto alla pescatora, pesce all’acqua pazza, spigole e orate al forno, profiterole prodotti da noi, sia al limone che al cioccolato, torta ricotta e pera, babà ed ottimi gelati artigianali provenienti da Giffoni Valle Piana sono il nostro forte. Poi, per chi desidera altro, siamo sempre mentalmente aperti e disponibili”.

La tua carta dei vini invece?

Spazia dai nostri Greco e Fiano fino a quelli del Veneto e Trentino Alto Adige. A questi poi, fanno compagnia parenti vari.

Tipo?

“Gli ottimi bianchi siculi e non solo…”

Culla di civiltà la Sicilia. Splendida terra di viaggiatori, un po’ come te.

“Confesso, appena posso, e con largo anticipo, organizzo le mie partenze. Non è un fuggire ci mancherebbe! Adoro quello che faccio, in realtà per me è puro divertimento. E guai se così non fosse. Il giorno in cui dovesse perdere questa peculiarità, cambierei immediatamente mestiere! I miei viaggi, sono anche ricerche dal punto di vista culinario e puntualmente al mio rientro, mi rendo conto che il nostro paese è davvero unico al mondo anche in questo senso. Se solo pensassimo alla differenza che esiste tra le cucine regionali, credo che il minimo sarebbe sviluppare al meglio il turismo eno-gastronomico anche dalle nostre parti. Esattamente come già da diversi anni è stata in grado di fare la regione Toscana, per dirne una”.

Al Malaga è passato e continua a passare il mondo: calciatori, politici, musicisti di fama internazionale, gente del cinema, teatro e tv.

“È vero. Ormai non ci faccio nemmeno più caso, come quella volta che ad uno dei miei tavoli era presente Ricky Tognazzi. Se non me lo avessero detto non lo avrei nemmeno saputo. La mia più grande soddisfazione, fu quando dopo essermi avvicinato, mi confessò che era venuto appositamente per la mia pasta e fagioli con le cozze, di cui aveva sentito molto parlare”.

Parliamo adesso di prezzi. Quanto può spendere una coppia per un pranzo o una cenetta romantica?

Direi che non si superano i trentacinque euro a testa e chiaramente è gradita la prenotazione.

Diamo i numeri?

0825 611501 e 331.861.9387

Giorno di chiusura?

Il martedì.

Grazie Diego ed in bocca al lupo.

Di mare però, ma solo in questo caso!

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