Draghi: meno bonus, più investimenti. Che succede da luglio

La nuova posizione del goiverno sui sussidi, che succede da luglio con lo sblocco dei licenziamenti e se ci saranno altri bonus oltre a quelli del Decreto Sostegni bis.

3' di lettura

Le vaccinazioni procedono spedite, il virus sembra aver rallentato la sua corsa e i soldi a disposizione del governo per aiutare le famiglie e i lavoratori, con bonus e incentivi vari, sono quasi terminati.

La posizione del governo Draghi comincia a cambiare con la fine della situazione emergenziale (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

C’era stato qualche segnale già nei mesi scorsi, ma le dichiarazioni del Presidente durante il G7 di questi giorni, non lascia più dubbi: sta finendo l’epoca dei bonus.

Lo sparti-acque sarà certamente il mese di luglio, quando partirà lo sblocco dei licenziamenti e comincerà a definirsi il nuovo quadro occupazionale del Paese.

Draghi: meno bonus, più investimenti

Le parole di Mario Draghi in conferenza stampa sono state queste:

«Le politiche attuate durante la fase più acuta della pandemia si sono mostrate corrette.

Ci siamo concentrati su bonus rivolti alle imprese e alle persone.

Ora ci stiamo orientando sempre di più sulla spesa per gli investimenti e meno su forme di sussidio».

Il Presidente è convinto che per far ripartire l’economia italiana ci sia bisogno di investimenti sulle imprese e sulle infrastrutture. La condizione sociale migliorerà di conseguenza, con il lavoro e la formazione.

Decreto Sostegni Bis, Draghi: spero sia l’ultimo

D’altro canto, le parole di Draghi non dovrebbero sorprendere i più attenti alle dinamiche del dibattito politico.

Infatti, durante la conferenza stampa che presentava i bonus del Decreto Sostegni bis, il premier auspicò chiaramente che si trattasse dell’ultimo Decreto Sostegni, nella speranza di un miglioramento della condizione pandemica, quindi economica del Paese.

Decreto Sostegni Bis, due miliardi a disposizione

Intanto, il Decreto Sostegni bis non è ancora del tutto definito. Si lavora alacremente in Parlamento per smaltire l’enorme mole di emendamenti (circa 4.000) che andranno a limare il testo.

Una buona notizia è arrivata dal Ministro dell’Economia, Daniele Franco, che ha segnalato un disavanzo di due miliardi, previsti dai precedenti decreti, ma non spesi perché non richiesti dai cittadini.

Si tratta per lo più dei contributi a fondo perduto destinati alle Partite Iva con regime forfettario: circa il 40% ha preferito non richiederli.

Il consiglio di Franco, a cui si è allineato anche Draghi, è quello di mantenere queste risorse a favore delle imprese e non spostarli su altri bonus.

L’ultima parola spetta al Parlamento, ma ci pare improbabile che verranno spesi per le famiglie. Insomma, a quanto pare non ci sarà nessun «Decreto Sostegni ter».

Draghi: meno bonus, più investimenti. Che succede da luglio
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