Draghi, riforma pubblica amministrazione: cosa cambierà?

Draghi riforma pubblica amministrazione. Ipotesi sulla possibile riforma della PA, in cima alla liste delle priorità per il nuovo governo: Un ripensamento sistematico della macchina statale.

3' di lettura

Draghi, riforma della pubblica amministrazione in vista? Indiscrezioni sul potenziale programma di governo del premier incaricato Mario Draghi, aprono ad una riforma della PA.

Un ripensamento sistematico della macchina statale. Cosa sappiamo.

Indice

Draghi riforma pubblica amministrazione

Draghi riforma pubblica amministrazione: meno burocrazia, più efficienza

Draghi riforma pubblica amministrazione: cosa cambierà?

Draghi riforma pubblica amministrazione

Dopo la fine della prima giornata del secondo turno di consultazioni (8 febbraio), sono molte le informazioni in circolazione sulle priorità e gli obiettivi di programma del governo Draghi (per maggiori informazioni clicca qui)

Come sintetizzato da Rainews, il progetto di Draghi si fonda su 4 pilastri: scuola, lavoro, sanità e ambiente.

Secondo quanto riportato dal senatore del PSI Riccardo Nencini, il questo governo avrebbe tra le sue priorità quella di riformare profondamente la Pubblica Amministrazione.

“L’impostazione è divisa in quattro punti, da una parte c’è una forte cornice europeista, dall’altra tre riforme in tre campi fondamentali: la pubblica amministrazione, la giustizia, il fisco. Un’attenzione particolarissima al mondo del lavoro, e la questione scuola” (Dichiarazione di Nencini, riportata da Rainews)

Draghi riforma pubblica amministrazione: meno burocrazia, più efficienza

Per capire cosa bolle in pentola, il giornale online Today ha pensato di ripescare un intervento di Draghi di quando era Governatore della Banca d’Italia nel 2010, nel quale aveva sottolineato alcune importanti criticità della macchina pubblica.

Non mancano le idee per una riforma all’insegna del taglio della burocrazia.

Un nodo cruciale condiviso da altri.

Anche Carlo Cottarelli, nei suoi interventi pubblici, si trova spesso a spiegare come la montagna di burocrazia sia impervia.

Un fattore che rende l’Italia un paese poco attrattivo per gli investimenti.

Draghi va oltre, nell’intervento affermò con decisione che “in Italia, gli oneri amministrativi e burocratici per l’attività di impresa sono elevati nel confronto internazionale” e che a misure per incentivare l’avvio d’impresa bisogna accostare anche interventi “che migliorino l’efficienza degli uffici pubblici”.

Ovviamente occorrerà aspettare la formazione del governo per capire cosa effettivamente potrebbe cambiare per le PA.

Intanto, fa notare Today, le parole chiave di questa conversione possibile sono tre: trasparenza, efficienza, competitività.

Tanto che si potrebbe parlare di variazione salariare per i dirigenti sulla base della performance, quindi aprendo alla possibilità di valutarne l’operato offrendo incentivi ai meritevoli.

Queste le parole di Draghi in occasione delle considerazioni di finali di Bankitalia nel 2010 “Occorre un disegno esteso all’intero comparto pubblico, che accompagni le iniziative già avviate per aumentare la produttività della pubblica amministrazione attraverso la valutazione dell’operato dei dirigenti e dei risultati delle strutture” (Today)

Se il prossimo inquilino di Palazzo Chigi procedesse su questa linea, saremmo di fronte ad una riforma molto radicale.

L’obiettivo sembra proprio quello di “ringiovanire” la macchina statale attraverso un cambio di passo di tutto il sistema. Ma è ancora tutto da vedere. Una sfida quasi impossibile. Anche per “Super Mario”.

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