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Alessandro Molinari, co-fondatore Fantaking Interactive, azienda leader in Italia per la produzione di fantasy game sportivi, fra i quali Dunkest, il Fantasy Game italiano dell’NBA. Tra le collaborazioni anche quella con Sky per il fantacalcio dell’emittente televisiva. L’idea di Dunkest è nata e si e sviluppata, inizialmente, grazie ai social network fino a diventare poi la realtà che è oggi. Abbiamo ascoltato Alessandro per la nostra rubrica “Eroi digitali”. (Qui il sito di Fantakinginteractive.it per capire in dettaglio il progetto di cui stiamo parlando).

Alessandro, come nasce Dunkest?

“Nel 2013, con uno dei miei due soci, Enrico, avevamo in mente di fare qualcosa nel fantasy game. Eravamo tutti e due appassionati del settore. Io con le mie competenze da appassionato di basket e lui come esperto di statistiche. Poi abbiamo incontrato l’altro socio, Paolo, e abbiamo pensato a sviluppare un prodotto. Il fantasy game sul basket, Dunkest. Abbiamo pensato che un gioco simile, in Italia, non esisteva. Prima c’è stato un lancio su facebook: all’epoca facilitava la nascita di una community, intorno a prodotti interessanti, anche senza la pubblicità a pagamento. Così a ottobre avevamo già un gruppo pronto a giocare al nostro fantasy game”. (Questo è il sito di Dunkest per capirne di più)

Quali caratteristiche avete pensato per Dunkest e chi si è occupato dello sviluppo tecnico del gioco?

“Volevamo offrire un gioco semplice, non cervellotico ma nemmeno banale. Posso dirti che, fin dal lancio, le dinamiche di gaming non sono state stravolte. Oggi abbiamo 10 milioni di pagine viste al mese. E oltre ventimila utenti sulle nostre pagine social. Per lo sviluppo tecnico ci siamo sempre affidati a un’agenzia esterna. Poi ogni aspetto del percorso imprenditoriale lo abbiamo imparato facendo: da quale tipo di società scegliere per avviare l’attività all’organizzazione del lavoro”. (Entra nella community di Dunkest attraverso facebook)

Alessandro Molinari co-fondatore di Dunkest
Alessandro Molinari

La soddisfazione più grande che ti ha dato questo percorso?

“Il fatto di aver fatto di una mia passione il mio lavoro. Ho mollato la mia precedente attività e adesso mi dedico a tempo pieno a Fantaking. Oggi siamo una realtà con tre soci e altre due persone che lavorano su prodotti di grande qualità per i giochi fantasy. A fare piacere sono anche le collaborazioni con realtà prestigiose come la Gazzetta dello Sport”. (Di eroi digitali leggi anche l’intervista a Iacopo Melio, vive in carrozzina ma fa salti altissimi)

Ora come definiresti la tua azienda?

“Un modello flessibile in cui ognuno dà il massimo nella propria area di competenza. Siamo tutti giovani e molto affiatati. Non ci sono orari o vincoli tipici di attività tradizionali, l’importante è portare a casa il risultato e seguire i nostri valori: a partire dall’elevata qualità dei prodotti”. (Su Instagram tanti retroscena del programma Dunkest)

Un'azienda unica nel suo genere. Il fondatore, Alessandro Molinari, racconta la genesi di Dunkest: tre soci con un'idea. "Abbiamo imparato strada facendo"
Alessandro Molinari

Che consigli e risorse, fra libri e film, consiglieresti ad aspiranti imprenditori?

“Premetto che ho avuto poca letteratura in merito. Noi prima siamo partiti e poi ci siamo informati (e ride). Un film che mi ha dato dei messaggi importanti è The Founder. La storia di Ray Crock di McDonald. Al di là della banalizzazione di certi commenti, quel film insegna come sia importante organizzare un ottimo business plan per mettere in atto la propria idea. Il secondo consiglio, che può sembrare banale ma non lo è, è credere fermamente nella propria idea”.

Dove ti vedi fra tre anni?

“Vedo un’azienda più internazionale. Competitiva anche con realtà europee già strutturate. E che unisce community sportive eterogenee. Sarebbe bello anche ingrandire il nostro team, anche con qualche altro utile innesto”.

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