É obbligatorio andare in pensione?

È obbligatorio andare in pensione? Cosa cambia per il settore pubblico e privato? Scopriamolo insieme in questo articolo.

4' di lettura

È obbligatorio andare in pensione? Vediamo insieme cosa cambia tra il settore pubblico e il privato (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

È obbligatorio andare in pensione?

In questo articolo risponderemo alla domanda: è obbligatorio andare in pensione?

Solitamente andare in pensione è l’obiettivo di ogni lavoratore, ormai prossimo alla conclusione della carriera lavorativa.

Ma non è sempre facile dire addio al proprio posto di lavoro per andare in pensione.

Dal momento che, l’importo dello stipendio è superiore alla pensione e che, con il sistema di calcolo contributivo più si lavora, più si guadagna e più alto sarà l’importo della pensione, c’è chi preferisce rimandare l’uscita dal lavoro pur avendo raggiunto i requisiti per la pensione.

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Ecco perché il raggiungimento dei requisiti alla pensione non determina sempre il collocamento in quiescenza per il lavoratore.

Ma cosa cambia tra i dipendenti del settore privato e quelli impiegati nel settore pubblico? Per chi è obbligatorio andare in pensione? Risponderemo nei prossimi paragrafi.

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È obbligatorio andare in pensione? Settore privato

Iniziamo con l’individuare le differenze tra i dipendenti privati e i dipendenti del settore pubblico.

Per i dipendenti privati, questi non sono obbligati ad andare in pensione una volta compiuti i 67 anni di età.

A loro la normativa previdenziale dà la possibilità di continuare a lavorare oltre il limite previsto dalla legge fino a quanto non viene raggiunto l’età che prevede un pensionamento forzato.

Attualmente il limite anagrafico fissato dalla legge Fornero è a 71 anni. Raggiunta questa età scatta il licenziamento ad nutum (senza obbligo di motivazione).

La Cassazione ha specificato che il licenziamento è legittimo quando la prestazione venga erogata immediatamente al momento della cessazione del rapporto lavorativo.

Il datore di lavoro, invece, non può licenziare un lavoratore che ha raggiunto il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia o contributivo per la pensione anticipata ordinaria. Spetta al dipendente decidere se andare in pensione o continuare a lavorare.

È obbligatorio andare in pensione
È obbligatorio andare in pensione?

È obbligatorio andare in pensione? Settore pubblico

Diverso è il caso dei dipendenti pubblici. Al raggiungimento della pensione di vecchiaia scatta automaticamente la cessazione del servizio e l’accesso alla pensione.

Solo nel caso in cui il dipendente, compiuti 67 anni, non avesse maturato il requisito contributivo (20 anni), il rapporto di lavoro potrà protrarsi in via eccezionale.

Esistono, però, dei casi in cui per i dipendenti pubblici si procede al pensionamento d’ufficio. Si parla di età ordinamentale, fissata a 65 anni, oltre la quale il lavoratore del settore pubblico non può decidere se continuare o meno l’attività lavorativa.

Infine, nel caso in cui il lavoratore avesse raggiunto i requisiti per la pensione anticipata, ma fosse ancora al di sotto dell’età ordinamentale (meno di 65 anni), spetterà all’amministrazione decidere se interrompere o meno il rapporto di lavoro con il dipendente.

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