Monteforte. “E’ uno stalker”: tradita dalle foto su facebook

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“La mia vita non è più la stessa, ho paura quando devo uscire di casa. Sono anche costretta a prendere degli psicofarmaci”. Una testimonianza che aveva fatto nascere l’indagine delle forze dell’ordine. E così, al compagno della donna, era stata applicata una misura cautelare. Ma delle foto di facebook l’hanno tradita e ora potrebbero rivelarsi fondamentali anche nel processo che l’uomo dovrà affrontare. L’imputato è già recidivo per lo stesso reato e proprio oggi si trovava ad affrontare un’altra udienza per una questione analoga che coinvolge un’altra ex fidanzata.

I fatti: “E’ uno stalker”

Lei, una 33enne di Monteforte Irpino, è finita in un’inchiesta della Procura di Benevento sui centri migranti. Un’indagine in cui gli inquirenti sanniti denunciano irregolarità nei servizi offerti ai richiedenti asilo, controlli compiacenti da parte dei funzionari, false firme.

Qui – però- ci occuperemo dell’altra vicenda giudiziaria che riguarda la 33enne. Dicevamo, la denuncia di stalking era stata determinante per la misura cautelare a carico del fidanzato.

L’avvocato dell’uomo, Marino Capone, per la sua linea difensiva ha deciso di affidarsi al social network di Mark Zuckerberg. Un grande fratello che sta diventando decisivo anche nelle aule dei tribunali. Basti pensare che negli Stati Uniti, perfino gli emoticon nelle chat, le così dette “faccine”, stanno finendo sempre più spesso in fascicoli di indagine.

Il ruoto determinante di facebook

Ma che c’entra facebook con la 33enne della nostra storia? Alcune foto della donna hanno attirato l’attenzione del legale. In particolare uno scatto che ritrae la signora nello stesso locale avellinese dove, quando è stata realizzata la foto, si trovava il presunto stalker. La donna è tranquillamente rimasta nel bar. Un altro scatto la vede in resort con un ottimo calice di vino irpino. Un elemento che ha fatto sorgere qualche dubbio al difensore dell’imputato: consuma alcolici e prende psicofarmaci?

A questo si sono aggiunti anche gli screen di alcune chat. Anche un messaggio tra la presunta vittima e la mamma dell’imputato. In cui lei cercava di far intercedere la signora per incontrare il presunto stalker, che però non voleva vederla. Un paradosso? L’avrà pensato anche il gip, Antonio Sicuranza, che ha revocato la misura cautelare. Il giudice, Sonia Matarazzo, questa mattina ha acquisito la revoca della misura che ha disposto il gip Sicuranza. Toccherà al magistrato chiarire i diversi aspetti che ruotano intorno alla vicenda. All’imputato è contestato anche il reato di lesioni aggravate.

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