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Ecco come diventare mercenario e guadagnare 2mila euro al giorno

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Vuoi diventare un mercenario? Arruolarsi non è mai stato così semplice. Ed economicamente conveniente, ammesso che tu sia disposto a rischiare (in Italia il reclutamento è un reato). Basta accendere il computer, collegarti a facebook e contattare il tipo giusto. Poi pensa a tutto lui: ti organizza un viaggio sicuro, ti mette il mitra in mano e ti insegna a sopravvivere agli inverni rigidi e alle pallottole. Lui è uno skinhead, ex capo ultrà, che ha un filo diretto coi russi che combattono contro il Governo ucraino in Donbass. Se credi che diventare mercenario non sia così semplice come stiamo dicendo, dai un’occhiata, noi l’abbiamo già fatto, alle 129 pagine firmate dal giudice per le indagini preliminari di Torino. In un’inchiesta su un’associazione che si occupa proprio di reclutamento e finanziamento di mercenari anti-governativi in Italia: le persone fermate vivevano chi in Campania, chi in Lombardia e chi in Emilia Romagna.

Se ti arruoli finisci nella “brigata internazionale”: un gruppo paramilitare, che raduna aspiranti combattenti pro-Putin in tutto il Mondo. Pattuito il prezzo, ti spediscono a dar manforte alle milizie russe nelle autoproclamate repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, in Ucraina. Lì non sei solo. Gli italiani che hanno scelto di imbracciare i Kalashnikov e arruolarsi sono circa 3400. Questo almeno è il numero che si conosce, ma potrebbero essercene molti di più. Una scelta simile l’hanno fatta anche degli spagnoli e dei francesi. Ma come, ti dirai, sono davvero così tanti quelli che amano Putin?

La risposta è “nì”. Nel senso che qualche idealista c’è, ma molti fanno un discorso più materiale. I soldi fanno gola a tutti. A maggior ragione, poi, se sei un ex militare spiantato, con un passato da paracadutista, e un lungo curriculum da mercenario che ha prestato servizio in tutto il mondo. Proprio il profilo del trentenne campano arrestato dalla Procura torinese.

Ma perché i russi sono disposti a sborsare fior di rubli per averti nel loro esercito?

Per rispondere a questa domanda, ti basta guardare qualche telegiornale. In Ucraina orientale gli scontri armati sono all’ordine del giorno. Da quando, nel 2014, alcuni cittadini esasperati si sono impadroniti di palazzi governativi nella regione del Donbass. I russi hanno fatto irruzione, in apparenza per “ristabilire la pace”. Ma da allora è stata alimentata una strategia della tensione con scontri armati e anche delle intrusioni nei server governativi. L’esercito di mercenari si inserisce in questo piano di gestione del territorio senza dare nell’occhio.

DI CHE PARLIAMO: In Ucraina, dal 2014, c’è una guerra fra i separatisti e il governo centrale. Con i Russi che stanno giocando un ruolo chiave.

Ma torniamo al “tipo giusto”. Il “generalissimo”, il suo soprannome è tutto un programma, è un ex leader di un gruppo ultrà di Lucca. Alle spalle ha numerose segnalazioni dalla polizia e qualche Daspo. Frequenta da sempre gli ambienti dell’estrema destra. Ed è quello che tiene i contatti con gli italiani che vogliono arruolarsi. Il generalissimo è un tipo sui generis: contattato su facebook, non si fa troppi problemi a iniziare una conversazione con il giornalista delle Iene, Luigi Pelazza. Al quale rivela qualche dettaglio sugli arruolamenti.

Quanto vengono pagati i mercenari?

La paga dei mercenari va dai seicento a duemila euro al giorno. Il versamento del denaro è affidato alla Repubblica indipendente di Lugansk. Ma – su questo gli inquirenti sono disposti a mettere la mano sul fuoco – si tratta solo di una copertura: dietro ci sono i russi.

Per il reclutamento bisogna rivolgersi a un albanese, ex militare paracadutista della Federazione Russa, insegnante di arti marziali a Milano. Fra un allenamento e l’altro, nascono le occasioni per organizzare le spedizioni di soldati in Ucraina. L’albanese, nelle telefonate registrate, “promette viaggi sicuri” e “ingresso agevole” in Donbass.

Come funziona l’addestramento?

Lì avviene l’addestramento. I miliziani filorussi non lasciano niente al caso e, in poche settimane, ti trasformano in un soldato modello: ti insegnano a usare l’artiglieria e a muoverti in prima linea senza farti beccare dalle pallottole. Impartiscono anche qualche lezione di primo soccorso.

Da casa – come accaduto a uno degli indagati – devi portarti solo un giubbotto invernale, una tuta mimetica, dei guanti e degli scarponi. Meno di duecento euro, biglietto aereo escluso: per quello ti verrà comunicato da dove partire e quanto spendere. Serviranno almeno settecento euro. A questo punto potrebbero chiederti di scegliere un nome in codice come Spartkak o Arkanghel. Ora sei davvero pronto a partire.

(Questo pezzo non è un incitamento ad arruolarsi come mercenario o ad  appoggiare la politica russa in Donbass)

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