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Home / Assegno Unico » Bonus e Incentivi » Contributi per famiglie » Reddito di cittadinanza / Bonus del Decreto Lavoro: conferme e addii

Bonus del Decreto Lavoro: conferme e addii

Nuovi Bonus nel Decreto Lavoro! Scopriamo quali sono le nuove agevolazioni e quali invece gli incentivi spariti.

di Alda Moleti

Maggio 2023

Nell’articolo di oggi vedremo quali sono i nuovi bonus nel Decreto Lavoro (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Prima della pubblicazione del Decreto Lavoro (n. 48/2023) sono state diffuse varie bozze del testo di legge, che contenevano alcune misure che non hanno trovato spazio nella versione finale. In queste pagine vedremo perciò quali sono le agevolazioni introdotte con il decreto e quali invece i bonus eliminati e che non avranno più attivazione.

Indice

Bonus nel Decreto Lavoro: come cambia l’Assegno Unico?

La legge di bilancio 2023, tra le altre cose, ha introdotto nuove maggiorazioni dell’Assegno Unico, che sono dettagliatamente illustrate nel nostro articolo dedicato agli importi aggiornati al 2023.

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Una di queste maggiorazioni prevede un extra di 30 euro per figlio in caso in cui entrambi i genitori lavorino.

Il Decreto Lavoro (art. 22) interviene proprio su questa maggiorazione e stabilisce che si applichi anche se, al momento di presentare la domanda per l’Assegno Unico, un solo genitore lavora e l’altro risulti deceduto. In questo caso però si ha diritto alla maggiorazione solo per i primi cinque anni a partire dalla data della morte del genitore.

La modifica alla maggiorazione dell’Assegno Unico sarà inoltre applicata solo a partire dal 1° giugno 2023, quindi non saranno corrisposti arretrati di nessun tipo.

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Bonus nel Decreto Lavoro: agevolazione per chi assume NEET

Un altro bonus introdotto dal Decreto Lavoro (art. 27) è destinato ai datori di lavoro privati che assumono, nel periodo compreso tra il 1° giugno ed il 31 dicembre 2023, dei NEET, cioè giovani che non studiano e non lavorano.

L’agevolazione sarà concessa se i datori di lavoro inviano apposita domanda e costituisce un incentivo corrisposto per 12 mesi. L’importo è pari al 60% della retribuzione mensile lorda del lavoratore, imponibile ai fini previdenziali.

Per essere più precisi il bonus è concesso solo se si assumono lavoratori che rispettano le seguenti condizioni:

Bonus-nel-Decreto-Lavoro-GU
Il Decreto lavoro in Gazzetta Ufficiale.

Bonus nel Decreto Lavoro: Assegno di inclusione (Ai)

Il grande addio sancito dal Decreto Lavoro è quello al Reddito di cittadinanza. In realtà la sua abolizione, a partire dal 2024, è stata decisa in sede di legge di bilancio 2023, ma con il Decreto Lavoro arriva l’ufficializzazione della misura che sostituirà il Rdc l’anno prossimo. La qual cosa non lascia più spazio ad eventuali ripensamenti sulla sorte del Reddito di Cittadinanza.

L’articolo 1 del decreto stabilisce infatti che a partire dal 1 gennaio 2024 al posto del Rdc sia attivato l’Assegno di inclusione (Ai), una misura molto più selettiva. All’Ai hanno infatti diritto solo i nuclei con all’interno almeno un membro: minorenne o ultrasessantenne o disabile.

L’organizzazione della misura sarà simile al Rdc e prevede che ai beneficiari sia fornita una carta ricaricabile su cui mensilmente vengono versati gli importi spettanti. Per un calcolo esatto delle somme assegnate ai beneficiari potete consultare il nostro articolo di approfondimento sull’Assegno di inclusione.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=lRuRk2A2fC8&w=560&h=315]

Bonus nel Decreto Lavoro: Supporto per la formazione

Nella prime bozze del Decreto Lavoro, diffuse il mese scorso, a sostituire il Rdc non doveva essere solo l’Assegno di inclusione. Insieme all’Ai infatti ci sarebbero dovute essere altre due misure: la Garanzia per l’attivazione lavorativa (Gal) la Prestazione di accompagnamento al lavoro (Pal).

La Gal sarebbe dovuta entrare in vigore nel 2024 ed essere destinata a quanti non hanno i requisiti per l’Assegno di inclusione. La Pal invece avrebbe dovuto essere attivata in via transitoria, dal 1° settembre al 31 dicembre 2023, ed essere destinata a quanti quest’anno avrebbero perso il beneficio del Rdc, senza poterlo rinnovare e prima che l’Ai entrasse in vigore.  

Diciamo subito che queste due misure non state propriamente eliminate dalla versione finale del Decreto Lavoro, ma semplicemente accorpate in un’unica agevolazione che si chiama “Supporto per la formazione e il lavoro”.

Il Supporto per la formazione e il lavoro è un contributo mensile, introdotto con l’articolo 12 del decreto e rivolto a quanti non hanno i requisiti per richiedere l’Assegno di inclusione. È infatti destinato agli “occupabili” e per beneficiarne è richiesta la partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale.

Il beneficio, che dura 12 mesi e consiste in 350 euro mensili versati con bonifico, potrà essere richiesto all’INPS, in modalità telematica, a partire dal 1° settembre 2023, ma non sarà una misura temporanea.

In dettaglio, potranno richiedere il Supporto per la formazione e il lavoro quanti rispettano tutte queste condizioni:

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Bonus nel Decreto Lavoro: nessun Bonus 500 euro per i dipendenti

Una bozza del decreto, diffusa alla stampa i primi di maggio, introduceva una nuova agevolazione, cioè un Bonus 500 euro destinato ai lavoratori dipendenti con un contratto a tempo determinato.

Nello specifico si trattava di un bonus una tantum a cui avrebbero avuto diritto i lavoratori un contratto della durata di 24 mesi, se al termine del contratto questo non si era trasformato a tempo indeterminato.

Questo bonus, nella versione approvata e pubblicata del Decreto Lavoro, non ha trovato spazio, al fine redistribuire i fondi in modo diverso. Perciò, a meno che il Governo non cambi idea e utilizzi un’altra occasione ed un altro testo di legge, nel 2023 non ci sarà nessun Bonus 500 euro per i lavoratori dipendenti a tempo determinato.

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