Elezioni comunali ad Avellino, risultati in anticipo. Ecco come

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Lunedì mattina, a poche ore dall’inizio dello spoglio delle schede per le comunali ad Avellino, ci potrebbero già essere alcune significative indicazioni sull’esito dello scrutinio. In particolare per quanto riguarda il Movimento 5Stelle e la Lega. Più difficile il discorso sul centrosinistra, diviso in tre e con due candidati che vantano un cospicuo numero di liste in appoggio. Così come non sarà semplice, in anticipo, prevedere il responso per Dino Preziosi o Amalio Santoro.

Il termometro credibile è quello dei risultati delle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Servirà – almeno – a misurare l’oggettivo peso in città dei 5Stelle e dei leghisti.

Il come è semplice, quasi matematico. Il che – e sembra un paradosso – potrebbe comunque non escludere sorprese.

Alle ultime elezioni politiche (il suffragio che più si avvicina alle europee), il Movimento 5Stelle ha raccolto in città uno sbalorditivo 39,5 per cento (in linea con i risultati di tutto il Sud). Una sorta di plebiscito. Il Pd si è fermato al 17,64 per cento, Forza Italia 13,4 e la Lega 5,13. Quello stesso giorno si votò anche per le amministrative, con questi risultati: il Pd (escludendo tutte le liste a supporto), si fermò al di sotto del 17 per cento, il Movimento 5Stelle al 20,22 (quasi venti punti meno delle politiche), Forza Italia al 5,80 e la Lega al 4,13.

Il risultato del Movimento 5Stelle

Analizziamo il dato del Movimento 5Stelle. Sappiamo bene che l’esito delle politiche è diverso da quello delle amministrative (non dobbiamo spiegarlo, nelle prime il voto è libero dall’obbligo della preferenza al parente, all’amico, al conoscente o al medico di famiglia). Molto più simile quindi al voto per le Europee. E’ anche probabile che i 5Stelle in città non riescano a ripetere (come è accaduto altrove), quel 40 per cento. Ma sarà importante stabilire di quanto si discosteranno da quel risultato. Per semplificare: se riuscissero a ottenere un consenso intorno al 30 per cento, le possibilità per il loro candidato sindaco (Ferdinando Picariello), di accedere al ballottaggio potrebbero essere concrete. Al di sotto di quella soglia, o anche meno del venti per cento (con un dimezzamento dei voti rispetto alle politiche), potrebbe essere invece un segnale concreto di difficoltà. E non potrebbe che riverberarsi anche sulla comunali.

Riferendoci solo alle ultime lezioni (quindi un dato statistico minimo), i 5Stelle raccolgono alle comunali la metà del consenso rispetto alle elezioni politiche (o nel caso europee). Per cui, ipotizzando che per accedere al ballottaggio non si possa credibilmente scendere sotto il 15 per cento, il Movimento dovrebbe ottenere alla europee non meno del 30 per cento dei consensi in città.

Per cui, se lunedì mattina (con lo spoglio per le europee completato), il risultato dei 5Stelle dovesse essere inferiore o intorno al venti per cento, si potrebbe già azzardare un primo esito delle comunali a urne ancora chiuse.

Il dato della Lega

Incuriosisce la portata del voto leghista nel capoluogo. Nell’ultima tornata elettorale (politiche/comunali 2018), non c’è stata grande distanza: 5 per cento alle nazionali, 4 alle amministrative. I sondaggi nazionali danno da mesi una Lega che oscilla intorno al 30 per cento. Il partito di Salvini viaggia un po’ sulla stessa onda emotiva che ha portato al successo lo scorso anno il Movimento. E un voto alle Europee che superi il venti per cento potrebbe anche offrire delle chance a Biancamaria D’Agostino di lottare all’ultimo voto per centrare un eventuale e sorprendente ballottaggio.

Naturalmente ci stiamo solo divertendo con i numeri. L’esito di queste elezioni amministrative avellinesi appare molto più complesso di un calcolo matematico.

Centrosinistra più o meno ortodosso

La campagna elettorale è vissuta soprattutto sul sanguinoso testa a testa all’ultimo insulto tra Festa e Cipriano, candidati di un centrosinistra (più o meno ortodosso), che pescano nella stesa area e sono appoggiati da liste a supporto con importanti “raccoglitori di preferenze”. Più silenziosa, ma non per questo meno efficace, la campagna di Dino Preziosi, che rappresenta il centrodestra senza la Lega.

Di certo ci sentiamo di escludere la vittoria al primo turno di qualsiasi candidato.

Circolano dei sondaggi. Ma non sappiamo come sono stati realizzati e quindi non rappresentano un dato né reale, né interessante. C’è comunque una certa frammentazione del voto. Il che fa immaginare che con una percentuale tra il 15 e il 20 per cento si possano ambire concrete aspirazioni di accedere al ballottaggio.

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