Eliseo, se il Comune vuole può aprirlo subito. O quasi…

Sull'ex Eliseo il comune ha molte idee e tutte confuse. Eppure il percorso è già tracciato e l'apertura sarebbe possibile. In breve tempo. Ma...


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di Nunzio Cignarella – Nella sua ultima seduta il consiglio comunale di Avellino avrebbe dovuto occuparsi della questione Ex Eliseo, ma ancora una volta non c’è stato il tempo per affrontare l’argomento, la cui discussione era stata sollecitata dal consigliere Amalio Santoro, candidato sindaco per il centro sinistra alternativo. C’è, però, una novità: la nota dell’ordine provinciale dei notai, che proprio su richiesta del Comune avevano preparato lo statuto per dar vita ad una fondazione di partecipazione, che avrebbe dovuto guidare la nascita del Centro di cultura cinematografica Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio.

I notai, infatti, ritengono superata tale richiesta, dal momento che sia in campagna elettorale, sia nei mesi successivi alla sua elezione, il sindaco Festa ha ribadito l’intenzione di dar vita ad un’unica fondazione che gestisca Teatro “Gesualdo”, Villa Amendola, la Casina del Principe e, appunto, l’ex Eliseo. Peraltro i notai si dicono pronti a collaborare preparando lo statuto di questa nascente fondazione, ma chiedono precise indicazioni in proposito all’Amministrazione comunale. Insomma siamo ancora una volta alla ricerca di cosa fare (e soprattutto di chi debba farlo) del complesso dell’ex Gil (gioventù italiana del littorio).

Le stravaganti idee del Comune

Eppure il consiglio comunale ha già dato, nel corso degli anni (anzi ormai dei decenni), indicazioni puntuali. Innanzitutto l’edificio ha una titolazione precisa che ne indica con chiarezza le finalità: Casa della cultura cinematografica Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio. E proprio per questa finalità la Regione ha ceduto per una cifra irrisoria la struttura al Comune. Quindi l’idea, che pure è stata accarezzata dal sindaco Festa, di collocarvi la sede provinciale dei carabinieri forestali è quanto meno un’idea balzana, che comporterebbe un contenzioso con la Regione e vedrebbe soccombente il Comune di Avellino (ed ancora più balzana l’idea – che secondo alcune voci pure sarebbe valutata – di svolgere nell’ex Eliseo la Fiera del vino alla quale il Comune sta lavorando).

Per ovvie ragioni il Comune non può gestire in proprio la sala cinematografica e dovrebbe affidarsi ad operatori del settore che si impegnino (anche qui il consiglio comunale ha dato precise indicazioni) ad una programmazione di qualità e che garantiscano spazio alle associazioni locali che operano nel settore (quindi i cineforum di Zia Lidia social club e del Centro Donna, e soprattutto il circolo Immaginazione con il Laceno d’oro, che resta l’unica manifestazione internazionale che si svolge ad Avellino).

Costo zero per il Comune

Il gestore che verrà scelto dovrà farsi carico, naturalmente, delle utenze dell’intera struttura (che oltre tutto sono centralizzate e quindi non è possibile un loro “spacchettamento”). Non dimentichiamo, infine, che c’è anche un bar interno, la cui gestione è abbinata a quella della sala cinematografica. Nelle stanze interne già esiste –con relativa dotazione libraia- la biblioteca Camillo Marino, con la redazione di Cinema Sud. Le altre stanze, in attesa (anche qui ci sono le indicazioni del consiglio comunale) di avviare collaborazioni nel settore degli audiovisivi con le cineteche di Roma e di Bologna o con le università campane, potrebbe servire come centro di raccolta di filmini familiari ed amatoriali che costituirebbero una prima banca della memoria per immagini della nostra terra. E fin qui parliamo di costo zero per il Comune di Avellino.

Piazza dedicata agli skate-board

Resterebbe la questione dell’ampio piazzale antistante, che potrebbe suscitare interesse da parte di operatori commerciali ed essere sede di bar all’aperto o di altre iniziative ludiche. Proprio per evitare speculazioni di tipo imprenditoriale noi suggeriamo (in parte già avviene in maniera “abusiva”) che la piazza venga dedicata agli skate-board, come avviene in altre realtà europee (ad esempio, a Barcellona la piazza dell’Università, che si trova a un centinaio di metri dalle ramblas, viene indicata con l’immagine di uno skate anche nei cartelli stradali). Col tempo e con poca spesa potrebbe essere installate anche strutture che favoriscano tale attività.

Insomma, in pochissimo tempo e praticamente a costo zero per le casse pubbliche, si potrebbe finalmente partire.

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