Emergenza idrica – Alto Calore, Ciarcia: la colpa è dei comuni

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Continua l‘emergenza idrica in Irpinia dopo i disagi di ieri, che hanno colpito quaranta comuni tra la provincia di Avellino e il Sannio, rimasti a secco tutta la giornata, abbiamo ascoltato, Michelangelo Ciarcia. Per chi non lo sapesse è l’amministratore unico dell’Alto Calore, l’ente idrico di Corso Europa, che ha fatto il punto sulla difficile situazione in provincia e sulle ripetute rotture delle condutture.

Le infrastrutture sono vecchie – esordisce Ciarcia -. Alcune hanno sessant’anni. Purtroppo subiscono l’usura del tempo e si rompono facilmente. Come Alto Calore abbiamo il compito di eseguire una manutenzione ordinaria. Quando le condutture si rompono, le ripariamo, ma di più non possiamo fare.

La sostituzione delle tubazioni tocca ai comuni – continua Ciarcia -. Dal serbatoio ai rubinetti è tutto di proprietà comunale, non spetta a noi la sostituzione di quegli impianti. Spendiamo molti soldi in energia elettrica per pompare l’acqua che poi viene persa per circa il 50 per cento a causa delle rotture dei tubi. La cosa è diventata insostenibile”.

I 60 milioni per le condutture

“Nei prossimi tre anni arriveranno circa 60 milioni di euro per la sostituzione delle condutture idriche dalla Regione Campania. Adesso aspettiamo i decreti regionali per proseguire con le gare d’appalto e poi i lavori. Questi fondi, però, rappresentano una goccia nell’oceano. Non bastano infatti 60 milioni di euro per sostituire circa 100 chilometri di condutture. I lavori copriranno soprattutto la zona sannita dove si registrano situazioni più difficili. Tutti i comuni, però, devono prendersi l’impegno di trovare i fondi necessari alla sostituzione delle infrastrutture idriche. È un loro compito – conclude Ciarcia – altrimenti questi disagi sono destinati ad aumentare”.

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