Aumento pensioni a ottobre: tutti gli esclusi

Aumento pensioni a ottobre: non tutti i pensionati ne beneficeranno. Ecco gli esclusi.

4' di lettura

Aumento pensioni a ottobre: non tutti i pensionati lo riceveranno. Ecco tutti gli esclusi dalla rivalutazione anticipata (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Aumento pensioni a ottobre: di quanto?

Aumento pensioni a ottobre: è realtà. Il Governo è intervenuto per contrastare il caro vita e l’aumento dei costi proponendo e attuando una rivalutazione anticipata degli importi delle pensioni.

In attesa della perequazione ufficiale attesa dal 1° gennaio 2023 (per effetto dell’inflazione potrebbe essere tra il 6 e l’8%), dal mese di ottobre (si era parlato di un anticipo a partire da settembre, poi sfumato), i pensionati italiani riceveranno un assegno leggermente più corposo.

Gli importi beneficeranno di un incremento del 2,2% a ottobre, novembre e dicembre.

Ad esempio, su una pensione di 1.000 euro si avrà un aumento di 22 euro al mese, per un totale di 66 euro in più fino a fine 2022; chi prende 1.500 euro di pensione riceverà un aumento di 33 euro al mese (99 euro totali).

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Infine, per gli assegni di 600 euro è previsto un incremento di 13,2 euro al mese, per un totale di 39,6 euro, mentre a chi incassa 2.000 euro di pensione al mese verranno aggiunti 44 euro al mese, per un totale di 132 euro.

Per le pensioni con importi compresi tra i 2.095,32 e i 2.619,15 euro si calcola una rivalutazione del 90% (aumento dell’1,98%). Quindi, una pensione di importo pari a 2.300 euro al mese avrà un aumento di poco più di 45 euro al mese.

Infine, per le pensioni superiori ai 2.692 euro al mese verrà applicata una rivalutazione del 75%, con un aumento nel cedolino dello 0,05%.

Attenzione però: non tutti i pensionati beneficeranno dell’aumento pensioni a ottobre. Nei prossimi paragrafi vedremo insieme chi è escluso dalla manovra prevista nel Decreto Aiuti bis.

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Aumento pensioni a ottobre non per tutti: gli esclusi

Aumento pensioni a ottobre: sì, ma non per tutti i pensionati.

Alcune categorie rimarranno deluse e non riceveranno più soldi a ottobre, novembre e dicembre: parliamo dei percettori dell’assegno sociale e degli assegni per l’invalidità civile.

La decisione del Governo ha creato molti malumori: solitamente, la rivalutazione interessa non solo le pensioni previdenziali, ma anche le pensioni di tipo assistenziale, adeguate all’indice dei prezzi dell’anno precedente.

Niente perequazione anticipata, dunque, per i beneficiari dell’assegno sociale, che avrebbe ricevuto un aumento di 10 euro a ottobre, passando da 468 a 478 euro, e per le pensioni di invalidità civile (291,69 euro), che sarebbero state incrementate di circa 11 euro.

Ricordiamo che l’assegno sociale è una prestazione economica, erogata a domanda ai cittadini residenti in Italia che versano in condizioni economiche disagiate, con redditi inferiori rispetto alle soglie previste annualmente dalla legge.

Aumento pensioni a ottobre
Aumento pensioni a ottobre: ecco tutti gli esclusi.

L’invalidità civile, invece, è un istituto giuridico di assistenza sociale che garantisce assistenza sociale e mantenimento agli inabili al lavoro e ai mezzi necessari per vivere, come previsto dall’articolo 38 della Costituzione italiana. L’iter per il riconoscimento dell’invalidità civile è descritto in questo approfondimento.

Chi riceve l’assegno sociale e gli assegni per l’invalidità civile dovrà attendere gennaio 2023, quando gli importi delle pensioni verranno ricalcolati in base ai dati Istat del 2022: come anticipato in apertura di articolo, secondo indiscrezioni, si potrebbe avere una rivalutazione compresa tra il 6 e l’8%.

Inoltre, la rivalutazione anticipata non spetterà neppure ai titolari dei trattamenti pensionistici di importo superiore a 5 volte la pensione minima, ovvero 2.615 euro.

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