Fabbrica irpina di fuochi pirotecnici distrutta da un'esplosione
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Il giorno dopo a Contrada via 4 Novembre, a Gesualdo, lo scenario ricorda quelli di guerra. C’è un piccolo cratere e tutto intorno disseminati i resti della casa rurale adibita a laboratorio di fuochi pirotecnici. Una esplosione li ha spazzati via. E ha ucciso Michele D’Adamo, 50 anni, fuochista. I resti del suo corpo sono nell’obitorio della Città Ospedaliera di Avellino, in attesa che domani mattina il medico legale – come da prassi – effettui l’autopsia disposta dagli inquirenti della procura di Avellino.

L’indagine è condotta dal procuratore Rosario Cantelmo, che nell’immediatezza della drammatica esplosione ha già effettuato un sopralluogo.

Gli artificieri dei carabinieri sono al lavoro per cercare di stabilire le cause che hanno provocato lo scoppio. Violentissimo. Il boato è stato sentito anche a chilometri di distanza. Non si tratta di un compito semplice. La deflagrazione è stata altamente distruttiva. E avrebbe potuto avere conseguenze anche più gravi. Per fortuna al momento della tragedia, il povero Michele era solo. Non c’era una delle sue tre figlie che spesso gli dava una mano nel laboratorio. E anche all’esterno dell’azienda non stava passando nessuno.

Lo scoppio ha provocato la rottura di un traliccio della corrente, che è caduto proprio nei pressi del cratere, rendendo i soccorsi e il lavoro dei vigili del fuoco della centrale operativa ancora più complesso.

Il sindaco di Gesualdo ha proclamato il lutto cittadino.

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