Eutanasia legale in Spagna: in Italia la sinistra è morta

Eutanasia legale in Spagna, un'occasione per riflettere sulle lotte per i diritti in Italia e sul ruolo della sinistra strangolata dall'immobilismo.

3' di lettura

Nella Spagna cattolicissima e conservatrice, quella dell’Invincibile Armada di Dio che affondò nelle acque dei protestanti inglesi, arriva anche l’eutanasia. Mentre in Italia la sinistra è tanto di sinistra che si interroga sulla possibilità che covid19, vaccini e “ius soli” vadano a braccetto, in Spagna non si accontentano di aver approvato fecondazione eterologa, cambio di sesso e nozze gay. Vogliono mettere finalmente un punto sulla possibilità che qualcuno possa definirsi progressista senza o prima di loro.

Approvano la legge sulla “dolce morte” e salutano tutti.

Eutanasia in Italia, da ieri a oggi: cinquant’anni di immobilismo

Nell’Italia repubblicana e progressista, invece, ci hanno sempre raccontato che essere di sinistra equivalesse a fronteggiare qualcuno: da De Mita a Craxi, per passare poi a Berlusconi, Salvini e Renzi.

Cinquant’anni di sano immobilismo programmatico, trascorsi ad essere i migliori, su tutti; e sempre contro qualcuno.

Oggi scopriamo che essere di sinistra, più che corrispondere ad un marchio di contrapposizione e scissione, da Livorno all’attualità, indica un modo di vivere, di essere: progressisti e libertari.

Finalmente si può morire in santa pace. Ma veramente? Si. Incredibile, doppiamente.

Eutanasia legale in Spagna: in Italia intanto…

Dopo il BeNeLux, la Spagna riconosce la possibilità di rinunciare a vivere, almeno quando le condizioni di salute siano tanto severe da rendere la vita in Europa insopportabile.

E mentre in Italia la sinistra è tanto di sinistra che si interroga se Matteo Renzi sia di sinistra più di Enrico Letta; e se quest’ultimo sia più di sinistra del suo predecessore Zingaretti; e se tutti insieme siano più di sinistra degli altri; la Spagna dribbla, saluta e se ne va.

Incredibile, a tutto spiano. Per noi si certamente.

Non riusciamo nemmeno più ad assaggiare il sapore delle riforme di sinistra, delle libertà e della loro protezione da parte di uno Stato veramente laico.

Le abbiamo abbandonate dopo averle perseguite negli anni 70. Oggi si vive nel ricordo delle battaglie per il divorzio e l’aborto, per lo Statuto dei lavoratori o la nazionalizzazione della corrente elettrica (allora, ovviamente, una conquista).

Sono bandiere lasciate ad altri perché sempre ed intensamente impegnati, quelli di sinistra o di centrosinistra, a combattere qualcuno ed a sostenere scissioni, piuttosto che a varare riforme per la vita di tutti, per il bene dei più deboli, per garantire le stesse possibilità di traguardo, a chi non ha le stesse condizioni di partenza.

Tratto dal canale Facebook di Fanpage.it

Lotta per i diritti, non solo eutanasia

Nella materia dei diritti e delle libertà fondamentali è visibile ancor più, e per intero, la difficoltà di riconoscerle a chi non ha le risorse, diversamente dagli altri che quei diritti hanno la possibilità di esercitarli sempre ed a prescindere.

D’altronde è la storia, con i suoi ricorsi, il nostro luminare Papà e Colombo dovette bussare alle porte degli spagnoli per fare vela verso le Americhe. Oggi è proprio la Spagna a consegnare al popolo progressista il suo uovo, quello di Colombo.

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