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Evasione fiscale, l’UE dice sì all’intelligenza artificiale

Evasione fiscale: anche l'UE ha dato il via libera ai controlli con l'Intelligenza artificiale. Tempi sempre più duri per chi non paga le tasse. Vediamo cosa ha deciso l'Europa, cosa cambia e come funziona la verifica dei contribuenti con i nuovi potenti algoritmi.

di The Wam

Febbraio 2024

Evasione fiscale, anche l’UE ha detto sì all’uso dell’intelligenza artificiale per scovare chi non paga le tasse e contrastare il riciclaggio di denaro sporco. Il voto definitivo ad aprile. Cosa cambia per i contribuenti e come funziona la procedura. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Evasione fiscale, il via libera dell’Europa

L’Unione Europea ha deciso di innovare gli strumenti per la lotta all’evasione fiscale. Gli Stati membri hanno deciso di utilizzare in modo strutturale l’intelligenza artificiale (IA). Il via libera arriva con l’approvazione del Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti, che ha dato il suo assenso all’Artificial Intelligence Act.

Cos’è l’Artificial Intelligence Act

L’Artificial Intelligence Act è un accordo provvisorio raggiunto il 8 dicembre. Apre la strada a una nuova era nel contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro sporco. La decisione dell’UE di utilizzare l’IA è arrivata dopo aver concluso che il rischio legato alle nuove tecnologie non è elevato in quest’ambito. E quindi, l’IA diventa uno strumento chiave per le amministrazioni pubbliche per individuare chi non paga le tasse.

Nell’introduzione al futuro regolamento dell’AI Act, si afferma che le tecnologie di IA impiegate nella lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro sporco non saranno classificate come sistemi ad alto rischio. Cosa significa? Che le autorità di contrasto potranno utilizzare queste tecnologie senza le restrizioni solitamente applicate ai sistemi di IA ad alto rischio, puntando sulla prevenzione, l’accertamento, l’indagine e il perseguimento di reati.

Il testo del regolamento deve ancora ricevere l’approvazione formale dal Consiglio dell’UE e dalla plenaria del Parlamento Europeo, prevista per aprile. Ma i passi principali sono ormai stati compiuti. Gli algoritmi saranno i protagonisti della nuova era per il contrasto all’evasione fiscale e al riciclaggio in tutta Europa. Con siatemi che saranno integrati tra loro.

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Maglie più larghe per i procedimenti fiscali

Il testo normativo arriva dopo intensi negoziati tra Consiglio, Parlamento e Commissione Europea.

Il documento UE sottolinea che l’impiego dei sistemi di IA in ambito fiscale può comportare un significativo squilibrio di potere. E causare conseguenze negative, come la sorveglianza eccessiva, la privazione della libertà di un individuo, incidendo sui diritti fondamentali garantiti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Per evitare queste conseguenze l’UE ha raggiunto un accordo che permette di classificare determinati sistemi di IA come “ad alto rischio”. Sono quelli utilizzati dove l’accuratezza, l’affidabilità e la trasparenza sono fondamentali per prevenire conseguenze negative, mantenere la fiducia pubblica e garantire la responsabilità.

Esenzioni per i procedimenti fiscali

Ebbene, questi principi di alto rischio non si applicano ai procedimenti fiscali. Significa che le amministrazioni possono utilizzare l’IA in modo più ampio in questo contesto, senza le restrizioni imposte ai sistemi considerati ad alto rischio.

Non è una buona notizia per gli evasori fiscali. Ti ricordiamo che nel mirino dei controlli IA finiranno anche i conti correnti.

Evasione fiscale e intelligenza artificiale: la procedura

Vediamo come funzionerà la procedura di utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) per contrastare l’evasione fiscale. Si parte con la definizione del modello di analisi, che è strettamente legato all’indagine in corso, al patrimonio informativo disponibile e al livello di qualità dei dati. L’analisi si basa su diversi aspetti:

  1. Dati dell’archivio: questi dati vengono collegati ad altre informazioni, come l’elevato incremento patrimoniale rispetto al reddito dichiarato.
  2. Informazioni da altre banche dati: include l’analisi di dati come ricavi o compensi inverosimili per una specifica categoria e movimenti sospetti nei conti correnti.
  3. Integrazione con altre banche dati: implica l’elaborazione di dati dell’Archivio integrati con altre fonti, come lo scostamento significativo dei proventi per un determinato settore.
  4. Dati esclusivi dell’archivio: analisi basata su frequenze di apertura e/o chiusura di rapporti bancari.

Qui puoi trovare il documento ufficiale dell’Agenzia delle Entrate sulla procedura che verrà utilizzata con l’intelligenza artificiale.

L’analisi del rischio

La fase successiva è l’analisi del rischio, un elemento base nel processo di individuazione dell’evasione fiscale. Si articola in due tipologie principali:

Tipo deterministico

Utilizza dati specifici riferiti a uno o più contribuenti o periodi d’imposta. Lo scopo è verificare l’azzeramento o la riduzione di un rischio fiscale, definiti prima dell’avvio dell’analisi.

Tipo probabilistico o statistico

In questa modalità, vengono impiegate soluzioni di IA o di statistica inferenziale per attribuire un livello di probabilità all’accadimento di un rischio noto. Questi modelli possono essere utilizzati insieme per un’analisi più accurata.

Resta da verificare la possibilità che le agenzie di riscossione sondino anche i social per scovare eventuali evasioni fiscali: se vai in vacanza alle Maldive, ma hai un reddito molto basso potresti essere considerato un sospetto evasore.

Fasi del processo e interazione con il contribuente

Il processo è diviso in due fasi principali:

  1. Fase informativa: la struttura centrale fornisce le informazioni necessarie alla struttura periferica.
  2. Fase valutativa e azione: la struttura periferica, dopo le opportune valutazioni, si attiva nei confronti del contribuente. Il contribuente può accettare l’esito dell’istruttoria o contestarlo attraverso varie modalità, come l’impugnazione dell’avviso di accertamento.

La variabile produttiva e le strutture di controllo

La variabile produttiva è associata solo ai soggetti per cui è stato identificato un rischio fiscale. Questo non limita in alcun modo il personale addetto alle strutture di controllo, garantendo un’azione mirata ed efficiente.

Controlli con l’intelligenza artificiale: un esempio

Per capire meglio come funziona, esaminiamo un esempio pratico di questo sistema in azione.

Analisi basata su dati economici

L’esempio in questione prende in considerazione diversi indicatori economici per identificare le attività sospette:

  1. Differenza tra ricavi e costi: se la differenza tra i ricavi e i costi di un’impresa è inferiore al 5% dei costi, questo può essere un segnale di allarme.
  2. Valore aggiunto e impiego di dipendenti: un valore aggiunto molto basso, soprattutto in presenza di dipendenti, può indicare una possibile evasione.
  3. Reddito d’impresa per addetto: se questo valore è inferiore al decimo percentile della distribuzione per il settore di appartenenza, potrebbe suggerire una dichiarazione di reddito inadeguata.

Ti ricordo che per il contrasto all’evasione fiscale ci saranno anche controlli incrociati su carte e conti.

Abbinamento con dati finanziari

I titolari di ditte individuali identificati attraverso questi indicatori vengono poi esaminati in base alle informazioni finanziarie:

Esclusione e segnalazione

Importante è la fase di esclusione:

Valutazione finale e azioni

Le direzioni provinciali, ricevendo queste segnalazioni, procedono con una valutazione approfondita. Se le sospette evasioni sono confermate, si dà il via alle procedure di controllo, come l’invio di lettere di compliance o l’inizio di verifiche fiscali approfondite.

Evasione fiscale, l'UE dice sì all'intelligenza artificiale
Nell’immagine la raffigurazione di una intelligenza artificiale impegnata nel contrasto all’evasione fiscale.

FAQ (domande e risposte)


Come userà l’UE l’intelligenza artificiale contro l’evasione fiscale?

L’Unione Europea utilizzerà l’intelligenza artificiale (IA) per identificare e contrastare l’evasione fiscale in modo più efficace. L’IA sarà impiegata per analizzare vasti set di dati, individuare anomalie e segnalare casi sospetti di evasione fiscale. Questo approccio permetterà di processare grandi quantità di informazioni in modo rapido e accurato, superando i limiti delle metodologie tradizionali.

Qual è il ruolo dell’AI Act nell’evasione fiscale?

L’AI Act (Artificial Intelligence Act) è una legislazione che fornisce un quadro normativo per l’uso dell’IA, compreso il suo impiego nella lotta all’evasione fiscale. Questo atto consente agli Stati membri di utilizzare l’IA per analizzare i dati fiscali, rilevare comportamenti sospetti e prendere decisioni informate sulla base di queste analisi. L’AI Act mira a garantire che l’uso dell’IA sia sicuro, etico e rispettoso dei diritti fondamentali.

Quali sono le preoccupazioni riguardo all’uso dell’IA in ambito fiscale?

Le principali preoccupazioni riguardano il rischio di violazioni della privacy, l’accuratezza dei dati e la potenziale dipendenza da sistemi automatizzati. C’è la preoccupazione che l’IA possa portare a un eccessivo controllo dei contribuenti o a decisioni errate basate su dati inaccurati. Inoltre, vi è il rischio di un squilibrio di potere tra autorità fiscali e contribuenti, specialmente se le IA non sono adeguatamente regolamentate o trasparenti nel loro funzionamento.

Come funziona l’analisi del rischio nell’evasione fiscale?

L’analisi del rischio nell’evasione fiscale con l’IA può essere di tipo deterministico o probabilistico/statistico. Nel tipo deterministico, si utilizzano dati specifici per verificare la presenza o l’assenza di un rischio fiscale. Nel tipo probabilistico/statistico, vengono impiegate tecniche di IA o di statistica inferenziale per assegnare livelli di probabilità all’occorrenza di un rischio noto. Queste analisi aiutano a identificare i casi più rischiosi e prioritari per ulteriori controlli.

In che modo l’intelligenza artificiale aiuta nei controlli fiscali?

L’IA aiuta nei controlli fiscali analizzando grandi volumi di dati finanziari e fiscali per identificare schemi e anomalie che possono indicare evasione fiscale. Questo include il confronto tra diversi tipi di dati, come reddito dichiarato, movimenti bancari e altre informazioni finanziarie. L’IA può anche prevedere quali contribuenti hanno maggiori probabilità di evadere le tasse, consentendo alle autorità di concentrarsi su questi casi con maggiore efficienza.

Quali sono gli esempi di criteri usati per identificare evasori fiscali?

Gli esempi di criteri utilizzati per identificare potenziali evasori fiscali includono:

Questi criteri, analizzati attraverso sistemi di IA, consentono di identificare modelli di comportamento che possono indicare pratiche evasive.

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