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Evasori fiscali, la caccia anche sui social

La caccia agli evasori fiscali si sposta anche sui social network. Il governo ha intenzione di passare al setaccio le foto pubblicate dai cittadini e verificare se le immagini di vacanze costose e cene prestigiose siano compatibili con il reddito dichiarato.

di The Wam

Febbraio 2024

La caccia agli evasori fiscali si estende anche sui social network. Cosa significa? Che saranno valutate le foto che pubblicate di vacanze, viaggi e cene al ristorante per valutare se il tenore di vita è compatibile con i redditi dichiarati. Per dare il via a questo setaccio social manca l’ok del Garante della privacy e bisogna superare la contrarietà di una parte dell’esecutivo. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Evasori fiscali «come il terrorismo»

Nell’ultima audizione alla commissione di vigilanza sull’analisi tributaria, il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha paragonato gli evasori fiscali al terrorismo. Questa ardita metafora mette in luce la gravità dell’evasione fiscale e il suo importante impatto sui conti pubblici. L’esponente del governo sottolinea che, come nel caso del terrorismo, è fondamentale la collaborazione di tutti per combattere efficacemente il fenomeno.

Il ruolo dei social network nella lotta all’evasione

Il viceministro dell’Economia ha anche parlato di un cambiamento radicale nelle strategie di lotta all’evasione fiscale: c’è l’intenzione di introdurre il monitoraggio costante dei social network. Questo sistema è inedito e prevede l’analisi delle foto pubblicate dagli utenti, come quelle di vacanze o cene in ristoranti di lusso, per verificare la congruenza tra il tenore di vita mostrato online e i redditi dichiarati. Per rendere “immediato” il confronto, la valutazione potrebbe essere effettuata con l’utilizzo di avanzati sistemi di intelligenza artificiale.

In pratica anche il contenuto dei social sarà setacciato dall’algoritmo per individuare potenziali evasori fiscali. Le immagini e i contenuti delle vostre pagine social saranno poi rielaborati insieme alla dichiarazione dei redditi e alla valutazione delle entrate e delle uscite. L’analisi complessiva potrebbe fornire un quadro dettagliato per il Fisco. Senza dimenticare che l’Agenzia delle Entrate potrebbe avere un accesso più semplificato ai vostri conti bancari.

Il ‘data scraping’ come strumento di indagine

Una parte importante di questa nuova strategia per il contrasto agli evasori fiscali è l’utilizzo del cosiddetto ‘data scraping’, una tecnica di raccolta dati dai social network. L’obiettivo, come accennato, è consentire all’amministrazione finanziaria di accedere a informazioni che vanno oltre i semplici dati economici e professionali dei contribuenti, includendo elementi significativi del loro stile di vita. La pratica del ‘data scraping’ è attualmente in fase di valutazione e discussione. La questione centrale è la tutela della privacy dei cittadini.

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La questione della privacy

Il governo, nella sua lotta contro gli evasori fiscali, si trova dunque di fronte a un interrogativo: come bilanciare l’efficacia nella caccia agli evasori con il rispetto della riservatezza dei dati personali? Bisogna ricordare che questa ipotesi non è nuova, era già stata formulata nel recente passato e viene adottata anche in Francia.

La collaborazione con il Garante della Privacy

Il viceministro dell’Economia sottolinea infatti la necessità di trovare un equilibrio tra l’indagine fiscale e la tutela dei dati personali. Proprio per questo è stato avviato un dialogo con il Garante della Privacy. L’obiettivo è raggiungere un accordo che permetta di utilizzare i social network come strumento di indagine, mantenendo al contempo la protezione dei dati personali. Questa collaborazione è v essenziale per garantire che la lotta contro l’evasione fiscale non violi i diritti alla privacy degli individui. Ma non sarà semplice.

Certo tra pagamenti tracciabili, verifiche sui conti, intelligenza artificiale ed eventuale monitoraggio costante del social, sfuggire alla rete del Fisco sarà quasi impossibile.

Niente concordato preventivo? Sei sulla lista nera

Un altro elemento chiave per contrastare l’evasione fiscale è il concordato preventivo. Questa misura prevede un approccio rigoroso e mirato nei confronti dei contribuenti. Nel mirino finiranno soprattutto quelli che non aderiscono alle normative fiscali. Per dirla semplice: chi non aderisce al concordato.

La selezione nel concordato preventivo

Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, sottolinea che non vi sarà alcuna tolleranza verso chi evade le tasse. I contribuenti che non aderiscono al concordato preventivo entreranno in liste selettive per controlli mirati. In presenza di anomalie, il governo interverrà con misure specifiche.

Oltre il concordato

Il vice ministro Leo difende la scelta di eliminare la soglia di accesso al concordato, sottolineando che l’accordo con il fisco non è un incentivo all’evasione. Sottolinea che la maggior parte dei soggetti Isa, circa il 55%, ha un punteggio inferiore a 8, ma solo l’1% di questi viene effettivamente controllato.

Riduzione delle tasse e incentivi

Il governo punta anche a ridurre la pressione fiscale, considerata una delle cause principali dell’evasione fiscale. Questa strategia include la riduzione delle aliquote dell’Irpef e la prospettiva di un sistema a due aliquote, con l’obiettivo finale di raggiungere un’aliquota unica (flat tax). Queste misure sono viste come passi fondamentali per alleviare il carico fiscale e disincentivare l’evasione.

La riforma fiscale prosegue con la preparazione di nuovi decreti legislativi. Sono incluse misure sulle sanzioni fiscali e sulla riscossione, affrontando le difficoltà attuali del sistema tributario e mirando a un recupero più efficace dei crediti.

Insomma: pagare meno, pagare tutti. Sarà possibile? Chissà. Di certo sulla strada di questo controllo a setaccio, che non risparmia neppure i social, si è messa di traverso una forza politica che fa parte del governo.

La Lega dice no: meglio la flat tax

La Lega ha espresso una netta opposizione alle strategie in atto, sostenendo un sistema diverso.

La flat tax come alternativa

L’ex senatore Armando Siri e il presidente della commissione attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli, entrambi esponenti della Lega, hanno criticato l’attuale strategia del governo definendola una “caccia alle streghe” indiscriminata. La loro proposta si concentra soprattutto sull’introduzione della flat tax, un sistema fiscale a tassa unica, che, secondo loro, semplificherebbe il sistema fiscale e sarebbe più efficace nella lotta all’evasione.

Anche in questo caso si immagina che pagando meno, pagheranno tutti. Il timore di altre forze politiche che compongono il governo è che se si riducono le tasse, ma non cala l’evasione fiscale, lo Stato rischia la bancarotta.

Semplificazione fiscale come strumento contro l’evasione

La Lega, comunque, ritiene che la lotta all’evasione fiscale dovrebbe passare attraverso la semplificazione del sistema, piuttosto che il potenziamento dei controlli e l’uso di misure come l’analisi dei social network. In pratica, una struttura fiscale più semplice e diretta, come quella proposta dalla flat tax, ridurrebbe gli incentivi all’evasione e sarebbe più equa per i contribuenti.

Due visioni parzialmente contrapposte. Come finirà? Lo sapremo presto. Nel frattempo chi ha qualcosa da nascondere dovrebbe iniziare a fare attenzione su quello che si pubblica sui social. Anche solo in via preventiva.

Evasori fiscali, la caccia anche sui social
Nell’immagine una coppia si fa un selfie in un prestigioso albergo sul mare: scena che potrebbe sollecitare un controllo fiscale.

FAQ (domande e risposte)

Come il Fisco userà i social network contro gli evasori fiscali?

Il Fisco italiano sta adottando una strategia innovativa per combattere l’evasione fiscale, utilizzando i social network come uno strumento di indagine. La strategia prevede l’analisi delle foto pubblicate sui social network, come quelle di vacanze, viaggi e cene in ristoranti di lusso. Queste immagini saranno utilizzate per valutare se il tenore di vita esibito dagli utenti è compatibile con i redditi dichiarati. In sostanza, se le foto mostrano uno stile di vita lussuoso che non corrisponde ai redditi dichiarati, ciò potrebbe segnalare un caso di evasione fiscale.

Qual è il confronto tra evasione fiscale e terrorismo secondo Maurizio Leo?

Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, ha fatto un confronto audace tra l’evasione fiscale e il terrorismo, descrivendo l’evasione fiscale come un “macigno tipo il terrorismo”. Questa metafora forte intende sottolineare la gravità dell’evasione fiscale e il suo impatto negativo sulla società. Leo sottolinea che, analogamente alla lotta contro il terrorismo, è necessaria la collaborazione di tutti per combattere efficacemente l’evasione fiscale.

Come l’amministrazione finanziaria intende utilizzare il ‘data scraping’?

L’‘data scraping’ è una tecnica che l’amministrazione finanziaria italiana sta considerando di implementare per rafforzare la lotta all’evasione fiscale. Questo processo implica la raccolta sistematica di informazioni dai social network per analizzare i dati relativi al tenore di vita degli utenti. L’intento è di andare oltre l’analisi dei soli dati economici e professionali dei contribuenti, includendo anche elementi significativi del loro stile di vita. Questo approccio permetterebbe di individuare discrepanze tra lo stile di vita dichiarato e quello effettivamente mostrato online.

Quali sono le preoccupazioni sulla privacy nel monitoraggio fiscale dei social?

La questione della privacy è una preoccupazione centrale nel contesto del monitoraggio fiscale dei social network. C’è una tensione tra la necessità di raccogliere dati per combattere l’evasione fiscale e il rispetto della riservatezza dei dati personali. Per questo motivo, è stato avviato un dialogo con il Garante della Privacy per trovare un equilibrio tra questi due aspetti. L’obiettivo è di utilizzare i social network come strumento di indagine senza violare i diritti alla privacy degli individui.

In che modo il concordato preventivo influenzerà la lotta all’evasione fiscale?

Il concordato preventivo è una strategia chiave nella lotta all’evasione fiscale in Italia. Questo regime prevede l’adozione di misure selettive per monitorare e controllare i contribuenti, in particolare quelli che non aderiscono alle norme fiscali. I contribuenti che non aderiranno al concordato entreranno in liste selettive per controlli mirati, e in caso di anomalie rilevate, verranno prese azioni appropriate. Questo sistema mira a intensificare la sorveglianza e la responsabilità fiscale, rendendo più difficile per gli evasori sfuggire al fisco.

Qual è la posizione della Lega sulla tassazione e l’evasione fiscale?

La Lega, un partito politico italiano, ha espresso una posizione critica nei confronti delle attuali strategie di lotta all’evasione fiscale. L’ex senatore Armando Siri e il presidente della commissione attività produttive della Camera, Alberto Gusmeroli, hanno proposto la flat tax come alternativa, sostenendo che la semplificazione del sistema fiscale attraverso un’aliquota fiscale unica potrebbe essere più efficace nel combattere l’evasione. Secondo la Lega, una struttura fiscale più semplice ridurrebbe gli incentivi all’evasione e sarebbe più equa per i contribuenti.

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