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VIDEO-INTERVISTA A FABIO CELENZA

Il Dalai Lama che filosofeggia di sesso in dialetto pugliese. Mick Jagger che parla di salsicce davanti alla telecamere. Obama, sì proprio l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che arringa la folla in un indecifrabile slang dell’entroterra abruzzese. No, il mondo non è impazzito, lo stiamo solo guardando con gli occhi di Fabio Celenza, trentenne di Vasto, in Abruzzo, fenomeno social: le sue video-parodie raccolgono milioni di visualizzazioni. Questo giovane doppiatore ha già alle spalle collaborazioni con D-Max, Wired, Colorado ed Elio e Le Storie Tese.

Un incontro davvero speciale…

Lo incontriamo al Tilt di Avellino, locale che è riuscito ad “accaparrarsi” le prestazioni di Celenza per una sera. (Ascolta il titolare del locale Felice Caputo che ci parla di una programmazione spaziale in arrivo). Circa un’ora di ironia dirompente, mentre sul grande schermo vengono proiettati Mick Jagger che disquisisce di Robert Plant e medicine, il presidente Trump che arringa la folla in pugliese, l’inossidabile regina Elisabetta che “cazzeggia” a ripetizione. Il locale è gremito, ragazzi e ragazze sono accovacciati intorno al palco. Nessuno riesce a resistere più di due secondi senza ridere.

Un ragazzo semplice

Quando lo raggiungiamo Fabio e il proprietario del locale, Felice Caputo, sono seduti un un divano di pelle nel retro del palco. Atmosfera rilassata. Si parla della serata appena trascorsa. Fabio è un ragazzo semplice. Ti mette subito a tuo agio. Non abbiamo il microfono a filo, ma lui non si scompone: è disposto a fare l’intervista per “The Wam” in uno sgabuzzino, per assicurarci una buona qualità del suono. Per fortuna il buonsenso di Felice risolve il problema, intervistiamo Fabio in un corridoio più defilato, con il murales di una oca che ci scruterà per tutta la durata della chiacchierata.

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Fabio, quando e come hai iniziato a realizzare dei video-virali?

«Ho iniziato per gioco, a casa. Stavo rilassato e mi allenavo a fare le imitazioni. Qualcuno, forse amici, hanno detto che mi riuscivano bene. E allora ho incominciato a fare video sempre più professionali. Quando li ho caricati su internet è iniziato tutto. Funzionavano alla grande e non mi sono più fermato».

Spesso i personaggi dei tuoi video sono musicisti, ma non mancano politici di fama mondiale. Come scegli i protagonisti ai quali darai la voce?

«Le facce. Guardo ivolti e quando percepisco l’effetto comico, inizio a lavorarci. Sono i labialia spingermi nella scelta di un video da doppiare. Sono io il primo a divertirmie voglio che il pubblico provi lo stesso. Non esiste quindi uno stereotiponella scelta dei protagonisti dei miei video. Devo dire, comunque, che glianziani, in media, mi ispirano di più. La loro esperienza è tutta nel viso: micomunicano qualcosa che vale la pena raccontare».

Fabio Celenza “doppia” Mick Jagger 

Hai trovato un personaggio e scelto il video giusto: quanto tempo puoi rimanere in casa a lavorarci?

«Quando ho scelto il soggetto posso continuare a lavorare al video anche un giorno intero. E, se necessario, pure di notte. Mi diverto molto e spero di far divertire, ma si tratta comunque di un lavoro. Quindi, se ho consegne da rispettare, continuo a darci dentro fino a quando non ho finito».

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L’effetto comico-straniante dei tuoi video è assicurato dall’utilizzo del dialetto. Come ti è venuto in mente di far parlare i tuoi personaggi in pugliese?

«Quando ti arrabbi parli in dialetto, almeno credo, se sei spontaneo: c’è una buona possibilità che tu lo faccia. Il dialetto è diretto e onesto. Una lingua che si presta a comunicare emozioni. Ho notato che l’inglese o l’americano si adattano bene all’accento pugliese. E l’effetto comico è assicurato».

C’è qualche modello al quale ti ispiri o qualcuno da cui hai imparato?

«Ci sono doppiatori bravi. Ma, tutto quello che ho imparato, l’ho appreso da solo. Ci ho lavorato, ho visto cosa funzionava e cosa no. E’ tutto frutto dell’esperienza. Poi una grande passione per la musica (ha studiato al conservatorio). Quindi c’è anche un lavoro di ritmica sullo studio delle labbra».

Ormai sei diventatouna presenza fissa e riconoscibile del programma targato Mediaset, Zelig. Comedescriveresti questa esperienza?

«Fantastica. E’ una gabbia di matti».

Tu sei anche un doppiatore. Come vedi il panorama italiano in questo settore?

«Penso che abbiamo dei doppiatori molto bravi. E per i giovani, anche quelli capaci, è difficile inserirsi. Spesso ci si affeziona alla voce di un personaggio di un film così come al viso. E, se quella voce sparisce, niente è più come prima. Penso al caso di Homer dei Simpson (dove lo storico doppiatore, Tonino Accolla, qualche anno fa è venuto a mancare)»

Guardiamo avanti: che vedi e cosa ti auguri per il tuo futuro?

«Voglio diventare ricco a merda (ride ndr). No, scherzi a parte: mi interessa continuare a divertirmi. Per me il futuro non esiste. Voglio solo godermi ogni momento e auguro a tutti tanta felicità».

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