Falsa dottoressa condannata: visitava pazienti, ma non era medico

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Una falsa dottoressa è stata condannata a tre anni di reclusione. La sentenza è stata emessa questa mattina dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Avellino. L’imputata ha scelto di essere giudicata con il rito abbreviato. Il piemme aveva chiesto 4 anni e sei mesi di reclusione.

Le accuse alla falsa dottoressa

Maria Vitolo, 43 anni, originaria di Teano, ma residente a Castel Volturno, grazie a una serie di documentazioni fasulle è riuscita a ottenere l’iscrizione nell’albo dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Avellino.

Dal novembre del 2016 al maggio dell’anno successivo, la finta dottoressa ha svolto il servizio di guardia medica presso la casa di Cura Alma Mater Villa Camaldoli di Napoli. Senza avere nessun titolo ha visitato pazienti, fornito quadri clinici alle persone ricoverate, eseguito medicazioni, prescritto e somministrato farmaci, constatato decessi. Intascando compensi professionali, in tutto 11mila euro.

Quella laurea con 110 e lode…

La presunta dottoressa ha millantato il conseguimento di una laurea in medicina e chirurgia alla Federico II di Napoli nel marzo del 2006. Voto di laurea, manco a dirlo: 110 e lode. Ma non solo. Ha sostenuto di essere stata abilitata all’esercizio della professione medica presso l’università Sun, nel corso della prima sessione del 2006, con un voto di 88/90. E infine di essere iscritta all’albo professione dell’ordine dei medici di Caserta.

Naturalmente era tutto falso. Le indagini hanno infatti accertato che il suo nome non risultava inserito all’interno di nessun database delle università che avrebbe frequentato. E neppure nei registri che avrebbero attestato le iscrizioni agli albi professionali.

La storia della finta dottoressa – all’epoca dell’inchiesta – ha suscitato scalpore in tutta Italia. Nei suoi confronti la procura ha chiesto e ottenuto la misura degli arresti domiciliari. Per l’accusa la sedicente professionista sarebbe stata “spregiudicata nel confezionare una fasulla carriera medica e perseverante nel perseguire la sua condotta delittuosa, mettendo a rischio ignari pazienti”.

La condanna di questa mattina mette definitivamente fine alla sua carriera in camice bianco.

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