Pedofilia, gli tolgono quattro figli. Sono innocenti: insieme dopo 10 anni

L'incredibile storia della famiglia De Stefano

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2' di lettura

La famiglia De Stefano di San Giuseppe Vesuviano nel 1996 fu travolta da un tragico errore giudiziario. I genitori di 4 figli, Ferdinando e Concetta De Stefano, furono accusati ingiustamente di sfruttamento della prostituzione minorile.

Gli vennero quindi tolti i bambini e furono affidati due famiglie: una di Caserta e una di Massa Lubrense (Napoli). Dopo una serie di processi travagliati e di sofferenze ora la famiglia è riunita, ma nessuno ha pagato per quel terribile errore.

Come tutto è iniziato

Nel 1996 un vicino di casa della famiglia De Stefano fece una serie di abusi su Giusy, la più piccola dei 4. Quando raccontò tutto alla madre, scattò immediatamente la denuncia.

Il pedofilo fu identificato e arrestato. Gennaro, il secondogenito, cominciò da quel momento a provare gelosia per la piccola Giusy, a cui andavano le attenzioni dei genitori. Inventò quindi una storia terribile, alla quale gli assistenti sociali credettero: i genitori concedevano tutti e 4 i figli ai pedofili in cambio di soldi.

Giusy, Gennaro, Salvatore e Antonio furono quindi portati in una casa famiglia e, senza attendere l’esito del processo, affidati ad altre tre famiglie.

Dopo 4 anni Ferdinando e Concetta furono assolti definitivamente dall’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile, ma intanto i figli erano cresciuti in altri contesti e con cognomi diversi.

Il ritorno a casa

Salvatore ha raccontato a Il Riformista di aver subito un lavaggio del cervello. Gli dicevano che i suoi genitori erano dei mostri e che erano stati venduti, che la madre era una prostituta e papà un tossico.

Ferdinando e Concetta non si sono persi d’animo e sono riusciti, dopo anni, a rintracciare i figli. Hanno quindi cominciato a vedersi tutti di nascosto e, mostrando documenti e carte, si sono convinti tutti di essere stati coinvolti in un terribile errore giudiziario.

Una volta compiuti 14 anni i quattro hanno cominciato a scappare di casa e tornare dai genitori naturali. Gli sforzi degli assistenti sociali per riportarli a casa sono durati poco.

Da quel momento hanno cominciato a non esistere più per lo stato: niente scuola, niente assistenza medica e nessun supporto dagli assistenti sociali.

A 18 anni hanno denunciato il Tribunale per l’errore commesso e le sofferenze subite. Ad oggi Giusy ha 32 anni, Antonio 28, Salvatore 29 e Gennaro 30, ma la loro voce è rimasta inascoltata dalla “giustizia”.

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