I farmaci biologici sono compatibili con il vaccino Covid?

Sono molti i pazienti che prendono farmaci biologici (immunosoppressori): sono a rischio covid, ma possono fare il vaccino senza sospendere la cura? Sono possibili effetti collaterali? Il vaccino può peggiorare le loro patologie? Tante domande e spesso risposte contraddittorie. Eppure le linee guida mondiali sono chiare. Eccole.

6' di lettura

Sballottati tra Asl, ospedali e medici di base, molti pazienti non hanno capito molto di questa campagna vaccinale, tra questi le persone che usano farmaci biologici e sono affetti da malattie che interessano il sistema immunitario, come artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondiloartriti, il lupus o la sclerosi sistemica.

Pazienti ad alto rischio di Covid grave

Intanto partiamo da un punto: le persone con malattie reumatiche autoimmuni e infiammatorie sono a più alto rischio di Covid grave in caso di infezione rispetto alla popolazione in generale.

Ma intanto ci sono molti altri dubbi da chiarire: questi pazienti come devono comportarsi rispetto al vaccino anti coronavirus? Possono vaccinarsi? Ci sono controindicazioni? Devono sospendere il farmaco biologico? E se sì, devono sospenderlo prima o dopo l’iniezione del vaccino?

Tante domande e tante risposte, spesso contraddittorie. Abbiamo provato a fare un po’ di chiarezza.

In questo articolo riportiamo le linee guida della Società Italiana di Reumatologia e quelle del National Psoriasis Foundation (Npf), l’istituto americano che ha una decennale esperienza di farmaci biologici per pazienti reumatologici e sulle possibili, ed eventuali, conseguenze.

Vaccino? Non ci sono controindicazioni

Sul sito della Humanitas abbiamo trovato questa dichiarazione del professor Carlo Selmi, responsabile di Reumatologia e immunologia della Clinica Humanitas e docente della Humanitas University.

«Le società internazionali di reumatologia sono concordi nel rassicurare i propri pazienti: non vi è motivo di pensare che le vaccinazioni contro il coronavirus possano avere controindicazioni o problemi di efficacia per i pazienti reumatici, né possano comportare il rischio che la patologia reumatica si riattivi, soprattutto se sotto buon controllo al momento della vaccinazione».

Una dichiarazione tranquillizzante. Ossia: il vaccino contro il coronavirus non comporta nessun problema per i pazienti che assumono farmaci biologici.

Continuare la terapia biologica

Risposte dello stesso tipo arrivano anche dalla Sanova Dermatology, uno dei centri mondiali all’avanguardia per la cura della psoriasi e dell’artrite psoriasica.

«I farmaci biologici (come Cimzia, Cosentyx, Enbrel, Humira, Ilumya, Remicade, Siliq, Skyrizi, Stelara, Taltz e Tremfya) non hanno controindicazioni al vaccino Covid-19. Si raccomanda che i pazienti che devono avere un vaccino Covid-19 a base di mRNA continuino le loro terapie biologiche o orali per la psoriasi e/o l’artrite psoriasica nella maggior parte dei casi».

Le linee guida della Società Italiana di Reumatologia sono concordi con quelle dell’American College of Reumatology: «Le indicazioni generali raccomandano la vaccinazione ai pazienti reumatologici, a meno di note allergie a una o più componenti del vaccino. Non vi sono preferenze per un vaccino rispetto a un altro».

Il vaccino potrebbe solo essere meno efficace

Il professor Carlo Selmi ha aggiunto: «Mi sento di consigliare la vaccinazione a tutti i pazienti affetti da una patologia reumatica, in particolar modo se stanno seguendo terapie immunosoppressive».

«Bisogna solo considerare – ha continuato – che alcune terapie reumatologiche possono associarsi a una ridotta risposta anticorporale, ma non influenzano la probabilità di effetti collaterali».

E dunque, per essere chiari: chi assume farmaci biologici potrebbe avere una risposta meno efficace del vaccino contro il coronavirus, ma i farmaci biologici non contribuiscono ad avere nessun tipo di effetto collaterale diverso da quelli che potrebbero manifestarsi su chiunque faccia il vaccino.

Interrompere i farmaci biologici?

C’è un’altra domanda ricorrente: bisogna interrompere l’assunzione di farmaci biologici prima di vaccinarsi contro il Covid-19?

La risposta del professor Selmi è chiara: «L’interruzione è sempre sconsigliata, salvo l’assunzione di determinati farmaci e la diversa indicazione dello specialista reumatologo. Tra i farmaci a cui porre attenzione figurano i cortisonici glucocorticoidi. I pazienti a cui è stata prescritta una terapia prolungata con questo farmaco possono infatti avere una risposta lievemente inferiore in termini di efficacia dei vari vaccini, come quello anti influenzale. In ogni caso, le società di reumatologia internazionali sono concordi nel ritenere che per il malato reumatico sia meglio vaccinarsi, anche se l’efficacia del vaccino risulta lievemente ridotta».

Cosa fare con il metotrexato

Discorso un po’ diverso per i pazienti che stanno assumendo metotexato.

Questo dicono gli esperti di Rheumatology Advisor: «I pazienti di età pari o superiore a 60 anni che stanno assumendo metotrexato e hanno una malattia psoriasica ben controllata, nonché almeno una comorbilità associata a un aumentato rischio di complicazioni con il Covid-19, possono, dopo essersi consultati con il proprio medico di fiducia, prendere in considerazione la sospensione del metrotexato per una o due settimane dopo aver ricevuto il vaccino per migliorare la risposta del vaccino stesso».

Questi sono i farmaci che per l’American College of Rheumatology (Acr), potrebbero subire dei cambiamenti nella somministrazione quando il paziente si sottopone alla vaccinazione contro il Covid-19:

Metotrexato: sospendere per una settimana dopo ogni dose del vaccino

Inibitore JAK (Xeljanz): sospendere per una settimana dopo ogni dose di vaccino

Abatacept (Orencia), con iniezione: sospendere una settimana prima e dopo la prima dose di vaccino

Abatacept (Orencia), forma IV: fare il vaccino contro il Covid-19 4 settimane dopo l’ultima iniezione.

Vaccino e riacutizzarsi delle patologie

Ma il vaccino può riacutizzare la malattia reumatica autoimmune e infiammatoria?

«Esiste un rischio teorico che il vaccino contro il Covid 19 possa riacutizzare malattie autoimmuni – ha dichiarato Lisa Zhu, reumatologo del Ronald Reagan Ucla Medical Center – ma solo perché queste segnalazioni sono state fatte per altri vaccini. Tuttavia riteniamo che i rischi di contrarre l’infezione da Covid-19 siano significativamente maggiori rispetto a una riacutizzazione della malattia»

Conclusioni

E quindi, riassumendo: le patologie autoimmuni (e in particolare l’artrite psoriasica), non hanno nessuna controindicazione contro il vaccino. Ma non solo: vaccinarsi è importante, perché chi soffre di queste patologie ha un rischio maggiore di conseguenze gravi se contagiato dal Covid. E chi prende farmaci immunosoppressori può essere più suscettibile all’infezione.

Gli studi in corso non hanno ancora confermato se il vaccino contro il covid sia meno efficace per i pazienti che assumono farmaci biologici (immunosoppressori). Non ci sono ancora risposte, la supposizione si basa solo sui dati riferiti ad altri vaccini (come quello influenzale).

Ma tutti gli esperti concordano su un punto: se stai assumendo farmaci biologici o se hai l’artrite psoriasica dovresti fare il vaccino.

Perché comunque sia, un po’ di protezione dal coronavirus è meglio di niente e potrebbe potenzialmente evitare una eventuale evoluzione grave (o gravissima), dell’infezione in caso di contagio da coronavirus.

L’importante, anche dopo la vaccinazione, è continuare a seguire le regole di mitigazione del rischio, quindi mascherine, distanziamento sociale, igiene personale.

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