Fead, come funziona il fondo di aiuti europei per indigenti

Fead: il programma di aiuti europei per contrastare la povertà estrema. Scopri in cosa consiste e come funziona.

5' di lettura

Fead è il programma di aiuti europei introdotto con l’obiettivo di sostenere le persone in estrema povertà. Vediamo come funziona negli Stati membri e in Italia (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Fead: cos’è?

La sigla FEAD deriva dalla denominazione inglese Fund for European Aid to the most Deprived, che in italiano corrisponde a “Fondo di aiuti europei agli indigenti”.

Ma che cos’è di preciso? Si tratta di un fondo istituito dalla Commissione europea per attuare un programma di aiuti rivolto ai cosiddetti indigenti, cioè alle persone che purtroppo si trovano in una situazione di estrema povertà.

L’obiettivo principale è quello di utilizzare le risorse finanziarie a disposizione del Fondo per fornire assistenza materiale e non materiale agli indigenti.

Nella prima, rientrano i generi alimentari, gli indumenti e tutto ciò che è essenziale per l’igiene personale (come sapone, shampoo, calzature, biancheria, ecc.).

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La seconda, invece, comprende tutte le misure di integrazione sociale, come servizi di orientamento per aiutare le persone a uscire dalla povertà, a trovare un lavoro, a studiare e in generale a inserirsi meglio nella società.

Fead: come funziona?

L’organizzazione del Fead segue la stessa strategia dei fondi di coesione: innanzitutto la Commissione europea approva il programma relativo al Fondo (chiamato Programma Operativo I) per il periodo 2014-2020.

In base a questo programma, le autorità nazionali scelgono le organizzazioni partner per loro più adeguate a fornire assistenza. Queste ultime possono essere sia enti pubblici sia organizzazioni non governative e vengono selezionate secondo criteri ben precisi.

Oltre a scegliere con quali organizzazioni collaborare, i paesi dell’UE possono anche scegliere che tipo di assistenza fornire, per esempio beni alimentari o materiali di base, e in che modo acquistarli e distribuirli.

A tal proposito ci sono due opzioni: o sono le stesse autorità nazionali ad acquistare i beni di assistenza e a fornirli alle organizzazioni, oppure si finanziano direttamente le organizzazioni partner affinché acquistino i beni necessari.

In questo secondo caso, le organizzazioni possono distribuire direttamente i beni oppure farsi aiutare dalle altre organizzazioni.

Fead: regolamento del programma e fondi disponibili

Al primo regolamento, adottato nel 2014, se ne sono aggiunti altri con varie integrazioni e modifiche in base agli eventi storici in corso.

Infatti, in quello del 2020 sono state apportate delle modifiche per contrastare la situazione di emergenza sanitaria, mentre nell’ultimo del 2022 sono presenti delle integrazioni relative alla crisi dovuta alla guerra in Ucraina.

Chiaramente, non sarebbe possibile mettere in pratica alcun programma senza avere una discreta disponibilità di fondi. Infatti, a tale proposito, la Commissione ha stanziato per il Fead più di 3,8 miliardi di euro, ovviamente distribuiti tra i vari Stati membri.

Tuttavia, ciascuno dei paesi dell’UE deve mettere di “tasca propria” (cioè a livello nazionale) un contributo almeno del 15% attraverso dei cofinanziamenti nazionali.

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Fead: chi fa parte della comunità

La comunità Fead è uno spazio creato per condividere idee e pratiche sul Programma Operativo I. Vi può accedere chiunque presti assistenza agli indigenti in Europa.

Per il momento, ne fanno parte:

  • le autorità nazionali preposte alla gestione del FEAD;
  • le organizzazioni che partecipano o sono interessate alle attività finanziate dal FEAD;
  • ONG a livello dell’UE;
  • le istituzioni dell’UE.

I fondi stanziati per il nostro Paese vengono utilizzati principalmente per l’acquisto e la distribuzione dei beni alimentari. Non a caso, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che gestisce l’organizzazione del Fead, ha stipulato una convenzione con l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA). Entrambi cooperano per selezionare e coordinare gli enti partner, tra cui si distingue Banco alimentare.

Tra gli altri interventi finanziati dal Fead vi sono:

  • la fornitura di materiale scolastico a ragazzi appartenenti a famiglie disagiate;
  • l’attivazione di mense scolastiche in aree territoriali con forte disagio socio-economico, allo scopo di favorire la partecipazione degli studenti ad attività pomeridiane extracurriculari;
  • aiuti a favore delle persone senza dimora e in condizioni di marginalità estrema.

Tutti questi interventi hanno l’obiettivo di orientare la persona o la famiglia in condizioni di disagio economico nella rete dei servizi locali.

Fead: controllo e valutazione

Per sapere se il programma sta procedendo nella maniera prevista, le autorità nazionali devono effettuare delle valutazioni a livello degli Stati membri. Queste valutazioni sono svolte analizzando e paragonando una serie di dati coerenti raccolti nel corso del programma.

Per esempio, in Italia la valutazione del Fead si svolge in tre fasi:

– la valutazione ex-ante, che si svolge all’inizio del Programma Operativo;

– la valutazione intermedia, svolta nel corso di attuazione del programma;

– la valutazione ex-post che, in base alle valutazioni precedenti, darà l’esito finale sull’efficacia degli interventi.

Mentre le autorità nazionali effettuano queste valutazioni in base ai dati dei singoli Stati, la Commissione europea procede con la valutazione a livello complessivo dell’UE.

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