Altri virus. La futura pandemia sarà di febbre gialla

Altri virus. Per l'infettivologo genovese, Matteo Bassetti, i cambiamenti climatici porteranno in Italia virus nuovi grazie alla tropicalizzazione del clima. In particolare la febbre gialla, il virus del Nilo Occidentale e il virus Chikungunya. Tutti diffusi soprattutto da zanzare.

Altri virus. La futura pandemia sarà di febbre gialla
Altri virus: per l'infettivologo genovese, Matteo Bassetti, i cambiamenti climatici porteranno in Italia virus come la febbre gialla del Nilo Occidentale.
6' di lettura

Con i cambiamenti climatici arriveranno altri virus. Non ha dubbi l’infettivologo genovese, Matteo Bassetti. Alcuni pericolosi, altri meno, ma tutti con il rischio di diventare endemici. «C’è il rischio – ha dichiarato – che in Italia, a causa del fenomeno della tropicalizzazione, possono diffondersi malattie tipiche di fasce climatiche differenti».

«È già successo – spiega – con il virus del Nilo Occidentale (in Italia casi sono stati registrati in Emilia Romagna, Veneto e Lombardia ndr), che può provocare malattie gravi al cervello. Oppure il virus chikungunya, trasmesso dalla zanzara tigre, tipico di alcune aree tropicali e diventato endemico in un’area del Polisene».

«Per non parlare – conclude Bassetti – della febbre gialla. A causa del cambiamento climatico, il suo vettore principale di trasmissione, un determinato tipo di zanzara, si sta diffondendo enormemente in tutto il mondo, spesso portando il virus con sé».

Parlare di altri virus contagiosi mentre siamo alle prese di una pandemia da coronavirus può sembrare bizzarro. La questione però non può essere sottovalutata, e proprio alla luce della situazione che stiamo vivendo. Oltretutto Bassetti, tra i virologi in auge in questi mesi, è quello che meno di altri si è lasciato andare in dichiarazioni allarmate o allarmistiche.

Siamo andati a verificare cosa comportano i virus “tropicali” citati dall’immunologo, dove si sono originati e se esiste una cura efficace.

La febbre gialla

Iniziamo dalla febbre gialla, che Bassetti ritiene sia quello che in questo momento si stia diffondendo in tutto il mondo con una maggiore rapidità.

La febbre gialla è causata da un virus che appartiene al genere Flavivirus, la stessa famiglia dei virus responsabili della dengue e della encefalite giapponese. La malattia colpisce soprattutto gli esseri umani e le scimmie e si trasmette attraverso la puntura di zanzare Aedes. Questa malattia è endemica nelle aree tropicali dell’Africa, del Centro e del Sud America.

Si ritiene che la diffusione della febbre gialla sia molto più alta di quanto dicano i numeri. E per due motivi, è diffusa in zone dove la sorveglianza epidemiologica è molto carente o dove c’è un’alta copertura vaccinale.

Sì, avete letto bene, per questo virus c’è un vaccino efficace. E le epidemie possono essere contrastate con una vaccinazione di massa.

Cosa provoca la febbre gialla?

La febbre gialla causa diverse forme di malattia. Variano dalla forma lieve a quella grave, che può condurre alla morte dell’infetto. Viene definita gialla per l’ittero che colpisce alcuni pazienti, provocando occhi e pelle gialla.

I primi sintomi fanno la loro comparsa 3, 6 giorni dopo l’infezione. Al momento non esiste un trattamento specifico per curare la febbre gialla. Anche per questo la vaccinazione è molto raccomandata come misura preventiva per i viaggiatori e per chi vive in Paesi dove la diffusione del virus è endemica.

In genere chi viene colpito dall’infezione si immunizza per tutta la vita.

Il virus del Nilo Occidentale

La febbre del Nilo Occidentale è causata da un virus che ha lo stesso nome e appartiene alla famiglia delle Flaviviridae. È stato isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda. E’ diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

Il virus viene diffuso da uccelli selvatici e zanzare (in particolare del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo.

La Febbre del Nico Occidentale si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, in particolare equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti e conigli.

I sintomi

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra sintomi. Fra i casi sintomatici, circa il 20% ha sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

La diagnosi viene effettuata con test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

Il virus chikungunya

La chikungunya è una malattia virale acuta, causata da un virus che, in Italia, è trasmesso da quella che comunemente viene chiamata zanzara tigre. Può causare febbre e gravi dolori articolari.

Il virus chikungunya appartiene al genere degli alphavirus ed è trasmesso da zanzare Aedes, (comunemente detta zanzara tigre). Le stesse che trasmettono anche dengue e zika. Queste zanzare si infettano pungendo una persona malata, nella fase acuta. Entrambe pungono nelle ore diurne, soprattutto la mattina presto e la sera tardi nell’ambiente esterno, tuttavia Aedes aegypti punge anche all’interno delle abitazioni. Non c’è una trasmissione diretta da persona a persona.

La chikungunya è nota per vari eventi epidemici, il primo dei quali è stato registrato in Tanzania nel 1952. Da allora, sono stati descritti focolai epidemici in Asia, in Africa, nelle Americhe e anche in Italia e altri Paesi europei. Oltre all’epidemia del 2007 in Emilia Romagna, in Italia nel 2017 si è verificata una seconda epidemia che ha interessato alcuni comuni del Lazio e della Calabria.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie