Caputo: così organizzeremo la festa più grande di sempre

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“Una festa delle feste, il primo e l’ultimo fine settimana dell’estate. Una maxi evento, che metta insieme tutte le manifestazioni e la sagre della provincia di Avellino. Una occasione per riunire tante energie positive, far crescere e promuovere il brand Irpinia e riportare al centro la città capoluogo”. L’idea è di Felice Caputo (in alto in una foto con Ghemon), anima e cuore del Tilt, una vita nell’associazionismo culturale e organizzatore instancabile di eventi musicali.

Lo abbiamo incontrato nel bar Gelosia, seduti a un tavolo. Una lunga chiacchierata, interrotta da una telefonata. “A questa devo proprio rispondere, è Liberato”. Per i pochi che non lo sapessero Liberato è il “misterioso” cantante e musicista napoletano diventato una sorta di leggenda sul web. Uno dei segreti meglio custoditi della scena musicale partenopea. “O meglio – spiega Caputo – credo sia lui, è possibile, forse anche probabile, ma è difficile averne certezza. Di sicuro viene spesso ad Avellino e frequenta con una certa assiduità il Tilt”.

Non si può non parlare del cartellone allestito dal comune di Avellino per il Ferragosto Avellinese.

“Si sono affidati a due persone competenti e perbene, come Roberto D’Agnese e Gianni Simioli. Hanno affrontato un impegno complicato, visti i pochi giorni a disposizione, con umiltà, serietà e utilizzando con la riconosciuta abilità la loro fitta rete di contatti e conoscenze. Entrambi sono stati una buona scelta. E’ venuto fuori un programma ricco, articolato, che privilegia gli artisti locali con importanti aperture ad artisti campani e arricchito da un nome significativo a livello nazionale come il romano Franco 126. Senza dimenticare Ghemon, che è avellinese, ma è apprezzato e riconosciuto in tutta la Penisola. Un buon risultato. O meglio: un cartellone così non c’era mai stato per il Ferragosto”.

C’è stato il ritorno alla tradizione, con i fuochi d’artificio e le luminarie.

“Sì, credo che molti avellinesi sentano anche il bisogno di riconoscersi nella loro storia. Un aspetto legato all’identità, che è stato probabilmente decisivo in campagna elettorale”.

Avellino ha riscoperto quest’anno anche la voglia di partecipare a eventi musicali di livello. Penso alle esibizioni dei Dream Syndicate, dei Wire, dei Motorpsycho, dei Massimo Volume…

“E’ stata una stagione molto positiva. Per tante ragioni. Ci ha anche confermato che unire le forze, le competenze, le passioni, può solo avere effetti positivi. E così l’Associazione Fitz mi ha dato una mano nell’organizzare il concerto dei Massimo Volume. Ho fatto altrettanto con i Motorpsycho. Da queste collaborazioni, questi intrecci, è nata l’idea di fare qualcosa insieme, magari di ancora più ambizioso e importante”.

Ce ne puoi parlare?

“Non ancora, siamo in fase di definizione. Potrebbero arrivare nomi di grande rilievo. Tra poche ore mi vedrò proprio con Luca Caserta e Lello Pulzone per definire un po’ meglio la situazione. La cosa importante è percorrere insieme, quando è possibile, le stesse strade, con gli stessi obiettivi. Ad Avellino, così come in Irpinia, ci sono tante persone con lo scintillìo negli occhi, la voglia e la capacità di fare. C’è solo la necessità di non disperdere queste energie, ma farle crescere insieme. Le invidie, le gelosie, fanno parte di una mentalità da strapaese che abbiamo il dovere e la necessità di superare. Ma francamente vedo in giro solo la voglia e il desiderio di realizzare progetti”.

Ritieni che la nuova amministrazione comunale sia ben disposta nell’appoggiare, sollecitare e aiutare progetti che riguardano la cultura, lo spettacolo e l’intrattenimento?

“Ritengo di sì. Ho molta fiducia nel vice sindaco Laura Nargi, con lei è facile avere un confronto e capirsi. Ha sempre mostrato una particolare sensibilità in questi contesti. Così come un primo cittadino giovane e pieno di energie, come Gianluca Festa, rappresenterà un’ulteriore garanzia in questo senso. Penso sia importante elaborare buoni progetti, credibili, realizzabili e quando è il caso sottoporli all’amministrazione. Credo che troveremo massima attenzione ed eventualmente aperta collaborazione”.

Bisognerebbe anche trovare una sede adeguata dove organizzare concerti più importanti…

“Certo, si può discutere del Paladelmauro. Come in tante città italiane i palazzetti dello sport vengono abitualmente concessi per allestire eventi musicali. Non vedo perché non farlo anche qui. Ma ho anche un altro sogno…”

Quale?

“Beh, il Partenio. Lì potrebbero aprirsi scenari al momento impensabili. Ma uno spazio interessante è anche lo spiazzale dello stadio”.

Per fare cosa?

“La festa delle feste, che dovrebbe vivere in due momenti. All’inizio dell’estate e alla fine. Coinvolgendo le pro loco e gli organizzatori di eventi musicali e sagre che operano in tutta la provincia. Con centinaia di stand. Specialità culinarie e buona musica. L’evento di chiusura me lo immagino come una lunga non stop. Dalle dodici alle ventiquattro. Al centro degli stand un palco dove si suona senza soluzione di continuità fino a notte inoltrata”.

Sarebbe anche il sistema per coinvolgere in un unico luogo tante iniziative. Un modo per dare a ognuna più forza e visibilità…

“Certo, è uno degli obiettivi. Ma non l’unico. Una manifestazione di quel tipo rimette Avellino al centro della provincia. Contribuisce a ridare senso e significato al capoluogo. Senso e significato che in questi anni si sono lentamente persi”.

Cosa pensi del programma di quest’anno dello Sponz Fest di Vinicio Capossella. Qualcuno ha storto il naso…

“Sì, sono rimasti spiazzati da Young Signorino, The Andrè, Enzo Savastano, Morgan… Ritengo invece che sia una provocazione culturale intelligente e riuscita. Non lo dico solo perché gli ospiti che ho elencato sono venuti al Tilt. Non ho certo la presunzione di immaginare che il programma dello Sponz sia stato ispirato da me. Ma quelle scelte spiazzanti hanno un perché, non tradiscono un percorso, ma lo arricchiscono. Del resto, ascolto molta musica prog (non possiamo non notare la somiglianza della barba di Felice Caputo con quella del compianto Francesco Di Giacomo, cantante del Banco del Mutuo Soccorso ndr). Ma sento la trap, il rap, l’elettronica, la classica e sotto la doccia ascolto e con soddisfazione Rihanna. Per dire che la musica quando piace restituisce emozioni, al di là del genere. E sarà così anche per lo Sponz. Sono certo che quella di quest’anno sarà un’edizione indimenticabile”.

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