Faccia d’Angelo e la Mafia del nord: Maniero di nuovo a processo

Condannato per maltrattamenti sulla sua compagna di una vita. Una storia criminale che ha dato vita a film e serie Tv. Per gli atteggiamenti è stato spesso accomunato a Vallanzasca, altro nome storico della criminalità settentrionale. In appello sarà difeso dagli avvocati Broli, di Brescia e Iorio, di Avellino.

Faccia d'Angelo e la Mafia del nord: Maniero di nuovo a processo
L'ex boss della Mala del Brenta ritorna sotto processo per i maltrattamenti nei confronti della moglie: la storia di Felice Maniero.


2' di lettura

Felice Maniero è uno dei nomi storici della malavita italiana, al pari di Renato Vallanzasca. Faccia d’Angelo è stato il fondatore e il capo indiscusso della Mala del Brenta, un gruppo criminale che ha imperversato nel nord-est a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Una vera mafia del nord, pericolosa, letale. E come la mafia poteva vantare, grazie alla corruzione sistematica, un vasto giro di complicità anche istituzionali.

Una storia criminale da film

La storia di Faccia d’Angelo è diventata un film e una serie tv. Una carriera criminale caratterizzata anche da clamorose evasioni.

La donna della sua vita

Il boss era stato scarcerato una prima volta nel 2010, con una nuova identità dopo che era diventato collaboratore di giustizia. E’ tornato in cella, nel penitenziario di Voghera, nell’ottobre del 2019, per maltrattamenti nei confronti della compagna. La donna della sua vita, Marta Bisello. La relazione tra i due durava da 26 anni.

Condannato a 4 anni per maltrattamenti

In primo grado Maniero è stato condannato dai giudici del tribunale di Brescia a 4 anni di reclusione. Il piemme aveva chiesto 6 anni de 6 mesi, ma sarebbero stati dieci se l’imputato non avesse chiesto di essere processato con il rito abbreviato.

I problemi psichiatrici

«Una condanna esagerata e sproporzionata», ha sempre dichiarato l’ex boss. Il 66enne era difeso dall’avvocato bresciano Luca Broli, che spesso ha messo in evidenza i problemi psichiatrici del suo assistito. Per il processo d’appello Broli sarà affiancato dall’avvocato irpino, Rolando Iorio, che si è detto fiducioso di ottenere una riduzione consistente della pena.

Sintomatologia pretestuosa

Nel processo di primo grado Felice Maniero rinunciò al collegamento dal carcere di Voghera per «motivi di salute». Il giudice rinviò la lettura dell’udienza per verificare le condizioni del detenuto. Che evidentemente non sono state ritenute così preoccupanti. La sintomatologia è stata definita pretestuosa.

L’ex boss avrebbe tentato anche di far ritirare la denuncia alla moglie, facendo pressioni sui figli. Ma la donna è stata irremovibile.

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